Luce e tenebre

      Ed. CECC Carroccio

 

 

Il libro esamina, con riferimento alla Bibbia, al magistero dei papi ed alle risposte dei demoni durante gli esorcismi, in cui l’autore era presente, l’attività del diavolo: ordinaria (nella società, nella famiglia, nelle sette, nelle eresie, nella possessione ordinaria ecc.) e straordinaria (possessione straordinaria, infestazioni personali, ecc.).

Tale attività spinge l’umanità a staccarsi da Dio e a disubbidire alla Sua Parola eterna (Matteo 4,4 – Salmo 119,2 – Tm 3,14).

Ma Gesù ha vinto! (Gv. 16,33). E mediante la Madonna (strumento eletto dello Spirito Santo) ed ai Suoi messaggi ci insegna come schiacciare la testa "all’antico serpente".

La seconda parte del volume tratta i rimedi contro l’attività demoniaca, la cui efficacia il demonio, suo malgrado, ha dovuto confermare durante gli esorcismi.

 

Riguardo a Mons. E. Milingo, più volte citato nelle note biografiche del libro (pubblicato come prima edizione nel 1993), si invitano gli interessati alla lettura del nostro articolo http://www.genitoricattolici.org/milingo.htm

«Non li temete dunque, poiché non v'è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato. Quello che vi dico nelle tenebre dite­lo nella luce, e quello che ascoltate all'orecchio predicatelo sui tetti» (Mt. 10, 26-27).

Il demonio usa principalmente due astuzie: far credere di non esistere, come diceva Baudelaire, e far credere di essere uguale a Dio o più potente di Dio.

«Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera, ora come non mai da quando il mio piano ha comin­ciato a realizzarsi. Satana è forte e vuole disturbare i miei progetti di pace e di gioia e farvi pensare che mio Figlio non sia forte in ciò che ha deciso.

Perciò vi invito, cari figli, a pregare e a digiuna­re ancor più intensamente. Vi invito a qualche rinun­cia per la durata di nove giorni perché con il vostro aiuto si realizzi tutto ciò che voglio realizzare secondo i segreti iniziati a Fatima.

Vi invito, cari figli, a comprendere l'importanza della mia venuta e la serietà della situazione. Voglio salvare tutte le anime e offrirle a Dio. Perciò preghia­mo perché tutto quello che ho cominciato si realizzi completamente.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata» (Medjugorje - 25 agosto 1991).

Paolo VI nel noto discorso del 15 novembre 1972 affermò: «Uno dei bisogni maggiori dell'umanità è la difesa da quel male che chiamiamo demonio. Il male non è più soltanto una deficienza, ma un'effi­cienza, un essere vivo, spirituale, pervertito e perver­titore. Terribile realtà. Misteriosa e paurosa. Esce dal quadro dell'insegnamento biblico ed ecclesiastico chi si rifiuta di riconoscerlo esistente; ovvero chi ne fa un principio a sé stante, non avente esso pure, come ogni creatura, origine da Dio; oppure lo spiega come una pseudo realtà, una personificazione concettuale e fantastica delle cause ignote dei nostri malanni» (X, 1972, 1169-1170).

Secondo il nuovo catechismo universale, nel para­grafo 0142 si legge: «Per il peccato dei nostri avi, il diavolo ha acquistato un certo dominio sull'uomo, benché quest'ultimo resti libero. Il peccato originale provoca la schiavitù sotto il potere di colui che domi­na l'impero della morte, cioè il diavolo». E nel para­grafo seguente: «Questa situazione drammatica del mondo che tutto intero giace sotto il potere del mali­gno fa della vita dell'uomo un combattimento: una lotta tremenda contro le potenze delle tenebre»[1].

«...Oggi, come già molto tempo fa, la Vergine mi ha detto che il diavolo ha sfidato Dio dicendogli che Ai gente crede in Dio solo quando ha la vita facile. Quando le cose volgono al peggio, cessa di amarlo, lo o si comporta come se Egli non esistesse. Dio ha

concesso al diavolo un secolo per esercitare ed estendere, il suo potere sul mondo, e lui ha scelto il secolo XX. Oggi, come possiamo vedere guardandoci attorno, lo scontento regna sovrano, e gli uomini non riescono a sopportarsi a vicenda. Lo testimoniano, ad esempio, il gran numero di divorzi e di aborti. Tutto questo, ha detto la Madonna, è opera del diavolo»[2]  (Mirjana-veggente di Medjugorje).

 

 

Premessa

Gesù ha detto: «Io ho vinto il mondo!» (Gv. 16, 33) e (in 1 Gv. 3, 89) leggiamo: «Ora il Figlio di Dio è apparso per distruggere le opere del diavolo». Prima quindi di incominciare a parlare del maligno, nemico dell'uomo, (e ciò è indispensabile per comprendere la storia dell'umanità ed il valore salvifico di Cristo), vo­glio rassicurare il lettore sull'infinita superiorità di Dio su satana. Quest'ultimo, come da lui stesso conferma­to in più esorcismi, non può nulla infatti nei confronti di chi prega il Rosario intero (cioè le tre corone con la meditazione dei quindici misteri) e di chi frequenta i Sacramenti. Approfondirò più avanti quanto appena esposto.

 

«Ho creduto, perciò ho parlato» (2 Cor. 4, 13).

 

In base a quali requisiti ho deciso di scrivere un libro sulla lotta tra il bene ed il male?

a) Grazie alle interviste che da anni, per conto di alcune televisioni private, effettuo a diversi sacerdoti esorcisti e a specialisti nella materia;

b) io stesso, per molto tempo, ho aiutato un sa­cerdote esorcista in tale compito. Metterò quindi la mia esperienza diretta, unita alla meditazione biblica, a disposizione di quanti leggeranno il mio libro. Riten­go infatti che vi sia, ad es., un'abissale differenza tra chi disserta di guerra senza averla mai vissuta e chi in­vece ha dovuto combattere veramente;

     c) Papa Giovanni Paolo II il 10-5-1991, a Lisbo­na, ha affermato: «Se un tempo i protagonisti della ventura missionaria erano i sacerdoti, oggi sono tutti i

credenti, specie i laici»[3].

Gesù stesso ha parlato spessissimo del demonio e dell'inferno; ci ha messi in guardia «Temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l'anima e il corpo nella Geenna» (Mt. 10, 28) e ha dimostrato, come i van­geli ci narrano, la sua superiorità e potenza nei nume­rosi casi di esorcismo compiuti da Lui stesso e dai suoi discepoli. La Madonna a Fatima ha mostrato l'inferno ai tre Pastorelli, come pure al veggenti di Medjugorje. Tramite i messaggi affidati a questi ultimi parla fre­quentemente del demonio, insegnandoci come evitare di cadere nelle sue trappole e come sconfiggerlo: «Cari figli! Oggi vi invito in modo particolare alla lotta con­tro satana per mezzo della preghiera. Satana desidera agire più fortemente adesso quando voi siete consape­voli della sua attività. Cari tigli, armatevi contro sata­na e sconfiggetelo con il Rosario in mano» (Messaggio 8-8-1985).

Papa Giovanni Paolo Il a Ponta Delgada (Azzor­re) ha gridato: «Giovani, smascherate il Maligno!»; nell'udienza generale del 22-7-1990 ha dichiarato: «Il diavolo è tentatore, è padre di menzogna, si vanta di essere il padrone del mondo, lotta contro l'avvento del Regno di Dio tra gli uomini. Se Cristo fosse stato sconfitto il diavolo avrebbe la vittoria definitiva della storia. Quel momento della lotta nel deserto è, dun­que, decisivo. Ogni tentazione al male può essere re­spinta, sull'esempio di Cristo, con la preghiera ed il digiuno (principale esorcismo, NDA)». Il Papa ha con­cluso riaffermando la potenza di Cristo sul male e su satana nell'avvento del Regno di Dio tra gli uomini[4].

Spesso quando leggo dei libri che trattano del diavolo, anche seriamente, ho l'impressione che il let­tore ricavi da tali letture un senso di paura e di insi­curezza. Ecco perché ho preferito iniziare l'argomento evidenziando l'infinita superiorità di Dio nei confronti di satana. Sia comunque chiaro fin dall'inizio che non intendo «sponsorizzare» il diavolo ma che, «grazie» a quest'ultimo, meglio spiegherò l'attività di Dio e di Maria: attività tutta tesa alla continua salvezza di ogni uomo che non rifiuta la Grazia (quante volte durante gli esorcismi il demonio ha affermato rivolgendosi al Signore: «Lui sfrutta il mio regno per il Suo Regno!»). Gli aspetti della religione cristiana sono talmente in­terdipendenti che, se non si parla del demonio, non è possibile capire la redenzione. Per quale motivo infatti

Dio, incarnatosi in Gesù, vero Dio e vero uomo «Chi ha visto me ha visto il Padre» (Gv. 14, 8), ha sofferto la croce? Per redimerci e salvarci da che cosa o da

chi? Lo Spirito Santo c'insegna che: «Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti per i vostri peccati e per l'incirconcisione della vostra carne, per­

donandoci tutti i peccati, annullando il documento scritto del nostro debito, le cui condizioni ci erano sfavorevoli. Egli lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce; avendo privato della loro forza i principati e le potestà ne ha fatto pubblico spettacolo dietro al corteo trionfale di Cristo» (Col 2, 13 seg.).           

 

«Come mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell'aurora?

Come mai sei stato steso a terra,

signore di Popoli?

Eppure tu pensavi:

Salirò in cielo,

sulle stelle di Dio innalzerò il trono,

dimorerò sul monte dell'assemblea, nelle parti più remote del settentrione. Salirò sulle regioni superiori delle nubi, mi farò uguale all'Altissimo.

E invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità dell'abisso!» (Is. 14, 12 seg.)

Il demonio

 

 

Non è vero che il diavolo sia un'invenzione della religione cristiana. Tutte le religioni[5]  contemplano, oltre al Paradiso (luogo di beatitudine eterna), anche l'inferno (luogo di tormenti eterni). A me interessa co­munque trattare del diavolo in senso biblico dato che, come c'insegna Gesù: «Non di solo pane vivrà l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio» (Mt. 4, 4). E lo Spirito Santo (in 2 Tm 3, 16 seg.) dice: «Tutta la Scrittura infatti è ispirata da Dio ed utile per in­segnare, convincere, correggere e formare alla giusti­zia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben prepara­to per ogni opera buona».

 

Dalla Bibbia dunque impariamo che Dio creò gli angeli liberi e buoni; sennonché «scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele ed i suoi angeli combatteva­

no contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico,

colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furo­no precipitati anche i suoi angeli» (Ap. 12, 7 seg.).

Questa ribellione fu causata da Lucifero:

«Tu eri un modello di perfezione, pieno di sapienza, perfetto in bellezza;

in Eden, giardino di Dio,

tu eri coperto d'ogni pietra preziosa: rubini, topazi, diamanti, crisoliti, onici,

       diaspri, zaffiri, carbonchi e smeraldi;

d'oro era il lavoro dei tuoi castoni e delle tue legature, preparato nel giorno in cui fosti creato. Eri come un cherubino ad ali spiegate a difesa; io ti posi sul monte santo di Dio

camminavi in mezzo a pietre di fuoco. Perfetto tu eri nella tua condotta, da quando sei stato creato, finché fu trovata in te l'iniquità. Crescendo i tuoi commerci ti sei riempito di violenza e di peccati; io ti ho scacciato dal monte di Dio

     ti ho fatto perire, cherubino protettore,

in mezzo alle pietre di fuoco.

Il tuo cuore si era inorgoglito per la tua bellezza, la tua saggezza si era corrotta a causa del tuo splendore: ti ho gettato a terra

e ti ho posto davanti ai re che ti vedano.

Con la gravità dei tuoi delitti,

con la disonestà del tuo commercio hai profanato i tuoi santuari;

perciò in mezzo a te ho fatto sprigionare un fuoco per divorarti.

Ti ho ridotto in cenere sulla terra sotto gli occhi di quanti ti guardano. Quanti fra i popoli ti hanno conosciuto sono rimasti attoniti per te,

sei divenuto oggetto di terrore, finito per sempre» (Ez. 28, 12 seg.).

 

Ed a questo proposito «Così dice il Signore Dio: Quando scese negli inferi io feci far lutto: coprii per lui l'abisso, arrestai i suoi fiumi e le grandi acque si fermarono; per lui feci vestire il Libano a lutto e tutti gli alberi del campo si seccarono per lui» (Ez. 31, 15 seg.). Bisogna provare, durante l'esorcismo, a leggere questi brani biblici agli angeli decaduti presenti nella persona indemoniata! Che reazioni! Che lezioni di teo­logia si ricavano!

Durante un esorcismo ricordo Lucifero, che pos­sedeva fin dalla nascita una donna di circa quarant'an­ni, rimbeccare il sacerdote che gli leggeva il passo ap­pena citato: «Non è vero! Non volevo adorarlo!». Al che, trovandomi presente, gli obiettai (citando Is. 14, 12 seg.): «Per forza! Volevi che fosse Lui ad adorare te!». Subito il demonio tacque in quanto, come ci ha insegnato Gesù nelle tentazioni del deserto, quando si risponde a satana citando con fede, ed ovviamente a proposito, frasi bibliche, il diavolo immediatamente zittisce; dato che nulla può contro la Parola di Dio

 

 

 

«Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la sua parola...» (Mt. 8, 16).

 

Qualche teologo ritiene che il demonio si ribellò al piano di redenzione (Dio che si sarebbe fatto uomo in Gesù), presentatogli «in anteprima», in quanto non voleva adorare un «uomo». Tale teoria[6] è, secondo il mio modesto parere, errata in quanto:

a) in pieno contrasto con i punti biblici sopraccitati;

b) il piano di «redenzíone» è stato ideato proprio per salvare l'uomo che aveva peccato disobbedendo a Dio ed ascoltando il demonio (Gen. 3, 1 seg.) e quindi non si comprende la logica di presentare «in antepri­ma» un piano di salvezza e di redenzione ad angeli che erano già demoni;

c) contraddice la Parola di Dio: «Tra i perfetti par­liamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo che vengono ridotti al nulla; parliamo di una sapienza divi­na, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria. Nessu­no dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscer­la; se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria» (1 Cor. 2, 6 seg.).

L'attività di satana

Per comprendere pienamente l'attività di satana è indispensabile conoscere la Bibbia. E il dovere di ogni cristiano. Gesù, quando predicava, partiva dal presup­posto che i giudei, e quindi tutti i credenti a posteriori, la conoscessero. Del resto come c'insegna il prologo del Vangelo di S. Giovanni, la Parola è Dio stesso. Quando Apriamo la Scrittura e preghiamo, il Signore ci parla. (chi è pratico di esorcismi conosce il tormento che la lettura della Bibbia procura al diavolo e fa esperienza dell'odio con cui molte volte (specialmente nei demoni incarnati) satana si scaglia contro la Sacra Scrittura. Ri­tengo quindi di fondamentale importanza intercalare i brani biblici più significativi per dimostrare l'attività «strategica» dell'«accusatore». Solo conoscendo infatti la Parola di Dio, è possibile capire appieno la sottile tat­tica demoniaca che porta a violarla continuamente.

L'attività demoniaca

 

«Non morirete affatto! Anzi Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene ed il male» (Gn. 3, 4-5).

 

E Adamo ed Eva, creati dal Signore per l'immorta­lità, ascoltando satana e disubbidendo a Dio, introdus­sero la morte nel mondo «Per invidia del diavolo, e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono» (Sap. 2, 23-24).

Ciò premesso possiamo distinguere, per comodità di analisi, l'attività del demonio in attività ordinaria: (eresie, tentazioni a violare i comandamenti di Dio e la Sua Parola, satanismo, spiritismo, magia, ufo ecc.) ed attività straordinaria (infestazioni locali, personali, loca­li e personali, possessione diabolica).

 

 

 

Attività ordinaria

«Orbene, se anche noi stessi o un angelo dal cielo vi pre­dicasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo pre­dicato, sia anatema! L'abbiamo già detto ed ora lo ripe­to: se qualcuno vi predica un vangelo diverso da quello

che avete ricevuto, sia anatema!» (Gal 1, 8 seg.).

 

 

Eresia

Lo Spirito Santo, facendoci riflettere sull'importanza del­l'obbedienza alla Parola di Dio, c'insegna che «Similmen­te, come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per l'obbedienza di uno

solo saranno costituiti giusti» (Rm. 5, 1.9).

 

 

Il demonio, che conosce molto bene la Bibbia tanto da citarla a Gesù nel deserto[7], cerca in tutti i modi di portarci a disubbidire alla Sacra Scrittura. E lui «Padre della menzogna ed omicida fin dall'ini­zio»[8] le scuse le sa trovare molto bene. La sua tenta­zione maggiore è tesa a spingerci a vivere «senza Dio»: a disobbedire nei fatti, come se il Signore non esistes­se, alla parola eterna di Dio «Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno» (Mt 24, 35) - «Non pensate che lo sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non sono venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passa­ti il cielo e la terra, non passerà neppure uno iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto» (Mt 5, 17 seg.). Ed in contrasto con quanto sopra ríportato, ecco allora le ideologie atee, permissivistiche, di negazione dei valori evangelici: assenza del demonio c dell'inferno e quindi non più l'efficacia di «Tremate e non peccate» (Sa] 4, 5), critica della preghiera, della comunione dei santi, del valore della Bibbia; gli attac­chi contro la famiglia, contro l'autorità ecc.

Non posso ovviamente elencare tutte le eresie che hanno inquinato ed inquineranno fino alla fine dei tempi l'umanità. La Madonna a Medjugorje ha consi­gliato: «Leggi la Bibbia, accompagnandola con la preghiera e tu sai tutto»[9] . La Parola di Dio ci mette in guardia contro le eresie ed i falsi profeti insegnandoci alcuni eterni criteri di discernimento:

a) «Guardatevi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci. Dai lo­ro frutti li riconoscerete» (Mt 7, 15);

b) «Che cosa dobbiamo fare per compiere le ope­re di Dio?». Gesù rispose: «Questa è l'opera di Dio: credere in colui che egli ha mandato» (Gv 6, 28-29);

c) «Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me ed io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano» (Gv 15, 5-6). Quindi chi afferma di operare il «bene» senza bisogno di Ge­sù odora di zolfo. L'opera principale che Gesù ha co­mandato ai discepoli è l'evangelizzazione (carità pasto­rale). Tutto il resto (e quindi il «sociale») ne consegue. Infatti: «Cercate prima il regno di Dio e la sua giusti­zia, e tutto il resto vi sarà dato in aggiunta» (Mt 7, 33). Lo scrittore Vittorio Messori[10] si è detto giusta­mente preoccupato riguardo a quei sacerdoti che omet­tono di parlare del Signore per dedicarsi esclusivamen­te ai «bisogni sociali». Lo stesso Cardinale Ratzinger[11]  ha invitato i vescovi ad evangelizzare in quan­to «Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cri­sto è risuscitato! Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la no­stra fede» (1 Cor 15, 13 seg.);

d) «Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è ve­nuto nella carne, è da Dio; ogni spirito che non rico­nosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell'an­ticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo. Voi siete da Dio, figlioli, ed avete vinto que­sti falsi profeti, perché colui che è in voi è più grande di colui che è nel mondo» (1 Gv 4, 2 seg.).

Padre Tomislav, nell'incontro di preghiera al Col­le San G. Bosco (ottobre 1992) ha giustamente affer­mato: «Chi appartiene all'anticristo non vi stimolerà mai ad adorare Gesù Eucaristico!».

I criteri biblici sopra esposti, e del resto tutta la Scrittura, vanno accettati con ]'animo «del bambino», come Gesù ci ha insegnato: «In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non vi entrerà» (Lc 18, 17). Tali criteri sono più che suffi­cienti per aprirci gli occhi riguardo a tutti i falsi profe­ti che circolano e circoleranno nel mondo, purtroppo

anche dentro la chiesa[12].

«Noi sappiamo che siamo da Dio, mentre tutto il mondo giace sotto il potere del maligno» (1 Gv 5, 19).

Strumenti delle tenebre

Per strumenti delle tenebre intendo tutte quelle persone che coscientemente od inconsciamente lavora­no per il regno di satana. Gesù stesso ci mette in guardia contro costoro. Infatti dice: «E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvage. Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere» (Gv 3, 19 seg.) - «Perché non com­prendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alle mie parole, voi che avete per Padre il dia­volo, e volete compiere i desideri del Padre vostro?»

(Gv 8, 43-44).

 

Compito dei «figli di satana» è di operare il male, cercando prioritariamente di «distrarre» dal bene quan­te più anime possibile; contrariamente a quanto fanno i veri «credenti». La più sottile strategia dei servitori del demonio tende a disattivare il sistema di difesa dei cri­stiani, a portarli cioè a disubbidire alla Parola di Dio (come prima ho spiegato) ed a sminuire il valore indi­spensabile ed insostituibile della preghiera: il «respiro» del cristiano ed il suo «cordone ombelicale» con Dio.

 

«Cari figli! Oggi vi voglio invitare: pregate, pre­gate, pregate. Nella preghiera conoscerete la gioia più sublime e la via d'uscita da ogni situazione che vi sem­bra impossibile» (Messaggio della Madonna di Medjugorje  del 28-3-1985)[13].

 

Gli attacchi principali di satana, tramite anche i suoi discepoli, sono principalmente diretti, oltre al di­stacco dalla Bibbia, contro la preghiera, la Messa, il digiuno.

Il valore della preghiera

«Chi prega si salva, chi non prega si danna» (S. Alfonso dei Liguori).

Tutta la vita di Gesù (costantemente in preghie­ra), i salmi, il Padre Nostro (liberaci dal maligno) e numerosi passi biblici ci edificano sull'importanza fon­damentale della preghiera per risolvere ogni situazione. Davide, uomo d'azione (non dimentichiamo l'uccisione del gigante Golia e le numerose battaglie combattute), è stato l'autore, ispirato dallo Spirito Santo, dei mi­gliori salmi (cioè preghiere). Grandi santi (San France­sco d'Assisi, Santo Curato d'Ars, S. Giovanni Bosco, Padre Pio ecc.) sono stati uomini di preghiera e di azione, soprattutto operatori di «carità Pastorale»: si interessavano cioè, prioritariamente, di salvare l'anima insegnando a porre Dio al centro della vita di ciascu­no, come c'insegna il Vangelo (Mt 6, 33). Ma il diavo­lo è riuscito a far credere che si debba operare una di­stinzione tra chi prega e chi agisce, facendo dimentica­re che la Scrittura c'insegna il contrario. E necessario cioè prima pregare, poi operare (pensiamo ad es. a Madre Teresa di Calcutta), onde agire al meglio e se­condo le indicazioni del Signore. In compenso, satana impegna i suoi «futuri sudditi» in preghiere e rituali satanici. Ricordo che, durante un esorcismo, Lucifero affermò d'essere forte in quanto nelle case si pratica molta Massoneria[14] confermando: «Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai» (Mt 4, 9).

Credo sia estremamente importante riportare qualche passo biblico per meglio comprendere l'insostituibile esigenza della preghiera.

«Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bus­sate e vi sarà aperto; perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova ed a chi bussa sarà aperto. Chi tra di voi al figlio che gli chiede un pane darà una pietra? O se gli chiede un pesce, darà una serpe? Se voi dun­que che siete cattivi sapete dare cose buone ai vostri

figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà

cose buone a quelli che gliele domandano?» (Mt 7, 7 seg.).

«In verità, in verità vi dico: Se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non ave­te chiesto nulla nel mio nome. Chiedete ed otterrete, perché la vostra gioia sia piena (Gv 16, 23).

 

«Carissimi, se il nostro cuore non ci rimprovera nulla, abbiamo fiducia in Dio; e qualunque cosa chiediamo la riceviamo da lui perché osserviamo i suoi comandamenti e facciamo quello che è gradito a lui» (1 Gv 3, 21).

 

«Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato» (Gv 15, 7).

«Questa razza di demoni non si scaccia se non con la preghiera ed il digiuno» (Mt 17, 21).

 

«In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome io sono in mezzo a loro» (Mt 18, 19-20).

«In verità vi dico: Se avrete fede e non dubiterete, non solo potrete fare ciò che è accaduto a questo fico, ma anche se direte a questo monte: Levati da lì e gettati nel mare, ciò avverrà. E tutto quello che chiederete con fede nella preghiera, lo otterrete» (Mt 21, 21).

«Vegliate e pregate, per non cadere in tentazione. Lo spi­rito è pronto, ma la carne è debole» (Mt 26, 41).

 

«Per questo vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accor­dato. Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa con­tro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri peccati» (Mc 11, 24­

25).

Poi aggiunse:

«Se uno di voi ha un amico e va da lui a mezzanotte a dirgli: Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da mettergli da­vanti; e se quegli dall'interno gli risponde: Non m'impor­tunare, la porta è già chiusa ed i miei bambini sono a letto con me, non posso alzarmi per darteli; vi dico che, se anche non si alzerà a darglieli per amicizia, si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono almeno per la sua insi­stenza» (Lc 11, 5 seg.).

Disse loro una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi:

«C'era in una città un giudice, che non temeva Dio e non aveva riguardo per nessuno. In quella città c'era an­che una vedova, che andava da lui e gli diceva: Fammi giustizia contro il mio avversario. Per un certo tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: Anche se non temo Dio e non ho rispetto di nessuno, poiché questa vedova è così molesta le farò giustizia, perché non venga continuamente

ad importunarmi».

 

 

Ed il Signore aggiunse:

«Avete udito ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà giustizia ai suoi eletti che gridano giorno e notte verso di lui, e li farà a lungo aspettare? Vi dico che farà lo­ro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell'uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?» (Lc 18, 1 seg.).

 

«In preda all'angoscia, pregava più intensamente» (Lc 22, 44).

«State sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie; questa infatti è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi» (1 Tess 5, 16 seg.).

 

«Rallegratevi nel Signore, sempre; ve lo ripeto ancora, ral­legratevi. La vostra affabilità sia nota a tutti gli uomini. Il Signore è vicino! Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con pre­ghiere, suppliche e ringraziamenti; e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori ed i vo­stri pensieri in Cristo Gesù» (Fil 4, 4 seg.).

«La fine di tutte le cose è vicina. Siate dunque moderati e sobri, per dedicami alla preghiera» (1 Pt 4, 7).

 

«Chi tra voi è nel dolore, preghi; chi è nella gioia salmeg­gi. Chi è malato, chiami a sé i presbiteri della chiesa e preghino su di lui, dopo averlo unto con olio, nel nome del Signore. E la preghiera fatta con fede salverà il mala­to: il Signore lo rialzerà e se ha commesso peccati, gli sa­ranno perdonati. Confessate perciò i vostri peccati gli uni agli altri e pregate gli uni per gli altri per essere guariti. Molto vale la preghiera del giusto fatta con insistenza. Elia era un uomo della nostra stessa natura: pregò intensamente

samente che non piovesse e non piovve sulla terra per tre anni e sei mesi. Poi pregò di nuovo ed il cielo diede la pioggia e la terra produsse il suo frutto» (Gc 5, 13 seg.).

 

«Se qualcuno di voi manca di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti generosamente e senza rinfacciare, e gli sarà data. La domandi però con fede, senza esítare, perché chi esita somiglia all'onda del mare mossa e agita­ta dal vento; e non pensi di ricevere qualcosa dal Signore un uomo che ha l'animo oscillante ed instabile in tutte

le direzioni» (Gc 1, 5 seg.).

 

«Non avete perché non chiedete; chiedete e non ottenete perché chiedete male, per spendere per i vostri piaceri. Gente infedele! Non sapete che amare il mondo è odiare

Dio?» (Gc 4, 2-3-4).

 

«Figlio non avvilirti nella malattia, ma prega il Signore ed Egli ti guarirà» (Sir 38, 9).

 

«Offri incenso ed un memoriale di fior di farina e sacrifi­ci pingui secondo le tue possibilità» (ad es. la Messa,

NDA) (Sir 38, 11).

 

«Cerca la gioia nel Signore, esaudirà i desideri del tuo cuore» (Sa] 37, 4).

 

«Mostrami i prodigi del tuo amore: tu che salvi dai nemici

chi si affida alla tua destra. Custodiscimi come pupilla degli occhi, proteggimi all'ombra delle tue ali» (Sal 17, 7-8).

 

«Getta sul Signore il tuo affanno ed Egli ti darà soste­gno» (Sal 55, 23).

«...gettando in Lui ogni vostra preoccupazione, perché egli ha cura di voi» (1 Pt 5, 7).

 

 

Prima di riportare i messaggi di Medjugorje che parlano di satana, conviene dare alcune informazioni riguardo a questo fenomeno straordinario che interessa il mondo intero[15]. A Medjugorje, paesino della Bo­snia Erzegovina, situato ai bordi di un piccolo altopia­no carsico, circondato da colline, il 24/6/1981 la Ma­donna è apparsa a sei veggenti: Vika, Mirjiana, Mariva, Ivan, Ivanka, Jakov. Ivanka, Mirijana e Jakov sono attualmente sposati, (se qualcuno si scandalizzasse, pensi che anche la Madonna si era sposata!). Più di venti milioni di pellegrini, tra cui circa centomila sa­cerdoti uniti a centinaia di vescovi, alcuni anche in in­cognito, si sono recati in questi ultimi anni a Medjugorje. La chiesa non si è ancora ufficialmente pronun­ciata. Del resto, dal momento che sono ancora in atto le apparizioni, ben difficilmente si pronuncerà a breve. Il vescovo di Mostar, fratello di un funzionario del partito comunista Jugoslavo, si è dichiarato contrario alle apparizioni. Ciò non deve stupire in quanto anche a Fatima ed a «La Salette» inizialmente fu così. Papa Giovanni Paolo II, a detta di molti testimoni, crede in Medjugorje.

 

«Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l'hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edifi­cherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarran­no contro di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli» (Mt 16, 17).

Papa

«In occasione di una visita a Roma, con i Vescovi del Texas nell'aprile del 1988, chiesi al S. Padre, du­rante un incontro privato, quale fosse la sua opinione riguardo a Medjugorje. Egli parlò molto favorevolmen­te di tutto quanto là succede ed espresse un'opinione positiva. Più tardi, quando i vescovi del Texas com­mentarono con il S. Padre gli avvenimenti di Medju­gorje suscitando varie discussioni, Sua Santità tornò a sottolineare come Medjugorje abbia cambiato la vita di quanti vi sono andati e come i messaggi non siano in alcun modo contrari al Vangelo». (Mons. Michael OMI, Vescovo di San Angelo, Texas. Riportato da «National Catholic Register», 15 aprile 1990).

«Se non fossi il Papa sarei già andato a Medjugorje», ha affermato il S. Padre, secondo la testimonian­za di Mons. Paolo Maria Hinlica, Vescovo ausiliario in Roma, il giorno 21 aprile 1989. In quell'occasione fu rimproverato dal Santo Padre perché non era passato da Medjugorje nel suo viaggio di ritorno da Mosca, dove si era recato per una determinata missione.

 

«Durante la nostra visita - Ad Sacra Limina - ebbi 15 minuti di conversazione privata con il papa durante la quale gli dissi: "Santo Padre, vengo adesso da Medjugorje dove stanno accadendo cose meravigliose.

 

Il Papa replicò: "Sì, è molto buono per i pellegri­ni andare a Medjugorje, a pregare e a fare penitenza. E una cosa molto buona!"». (Vescovo Silvester Treinen, Vescovo di Boise, Idaho, durante l'omelia della Messa a Notre Dame, 14 maggio 1989).

«Oggi il mondo ha perso il suo interesse per il so­prannaturale. Ma molti stanno cercando questi valori, che troviamo a Medjugorje attraverso l'orazione e la penitenza». (Affermazione del Papa il giorno 1 agosto 1989 ad un gruppo di medici italiani dell'ARPA).

«Medjugorje è un grande centro spirituale». Com­mento del Santo Padre durante una conversazione nel febbraio 1990, secondo la testimonianza di don Murilo Kreiger, Vescovo brasiliano, mentre parlava prima del suo quarto pellegrinaggio da Graca a Medjugorje. Il S. Padre acconsentiva a dare la sua benedizione ai veggenti (National Catholic Register, 23 aprile 1990).

L'Arcivescovo Angelo Kim, presidente della Con­ferenza Episcopale di Corea, al termine dell'ultimo Si­nodo dei Vescovi, si diresse verso il S. Padre e gli dis­se: «Grazie alla Vostra Santità la Polonia si è liberata dal comunismo». Il S. Padre replicò: «Non è mio meri­to; esso è opera di Nostra Signora, come Lei stessa ha annunciato a Fatima e a Medjugorje».(«L'Homme noveau» del 3 febbraio 1991).

«Quando ritornai dal mio viaggio dall'Europa e dall'America, transitando da Roma ho incontrato il S. Padre. Quando gli ho riferito che venivo da Medjugorje mi ha detto: «Abbiate cura di Medjugorje, conser­vate Medjugorje, non rinunciate ma perseverate. Co­raggio, io sono con voi». (Dichiarazione di P. Jozo).

«Un giorno Giovanni Paolo II ricevette in udien­za quarantacinque sacerdoti americani, accompagnati da tre vescovi. Questi sacerdoti dissero al Papa: «San­to Padre noi desidereremmo andare a pregare a Medjugorje». Il Papa rispose: «Andate e pregate anche per me». Il 25 giugno 1985 Giovanni Paolo II ricevet­te un gruppo di sacerdoti della diocesi di Trento. Du­rante l'incontro uno di questi chiese al Papa: «Posso andare a pregare a Medjugorje?». «E perché no?», ri­spose il Pontefice. Il 24 gennaio 1987 il Papa ricevette i vescovi del Triveneto. Nell'Alta Italia, i fatti di Medjugorje sono sempre stati molto seguiti. I pellegrinag­gi che partivano dalle varie città del Veneto erano nu­merosi. Il vescovo di Udine, preoccupato, chiese consi­glio al Papa. «Come dobbiamo comportarci?». Il Santo Padre rispose: «Mi meraviglio di questa domanda. Non vi siete accorti quanti buoni frutti spirituali sta producendo quel luogo di preghiera?». A quell'incon­tro era presente anche monsignor Antonio Mistrorigo, vescovo di Treviso, il quale, al rientro in diocesi, dichiarò: «Con il Papa abbiamo parlato di Medjugorje. Egli mostra di conoscere bene la situazione e di se­guirla. Ritiene che non ci sia niente di male che in quel luogo si preghi». Nell'agosto del 1989, l'Arcive­scovo di New Mexico, nel Texas, venne in pellegri­naggio qui a Medjugorje. Una sera, parlando con un gruppo di persone, quasi a voler giustificare la sua pre­senza, raccontò: «Nel gennaio scorso sono stato in vi­sita al Santo Padre. Gli ho detto: "Santità, molti fe­deli della mia diocesi vanno in pellegrinaggio a Medjugorje e io non ho dato loro il permesso, né ho vietato di andarci. Che cosa debbo fare?". Il Papa mi ha ri­sposto: "Lascia che la gente vada. Laggiù si prega". Incoraggiato da questa risposta ho aggiunto: "Però in­vitano anche me ad andare con loro". Il Papa mi ha risposto: 'Va' e prega anche per me". Per questo mi trovo ora qui, con la benedizione del Santo Padre».

E ciò che il Papa pensa in riferimento a Medjugo­rje è di fondamentale importanza in quanto «Persino un Concilio, cioè l'insieme dei vescovi di tutto il mon­do, non può essere veramente ecumenico, e cioè ri­guardante tutta la Chiesa, se non è confermato, o al­meno accettato, dal Romano Pontefice. Gli manche­rebbe il sigillo della unità garantita dal successore di Pietro.

E per volontà divina che i vescovi esercitano i lo­ro poteri collegialmente sotto la potestà del successore di Pietro e cioè del Papa»[16].

Inoltre «I papi, in quanto successori di Pietro, hanno tutti i poteri sulla Chiesa, ma loro compito è aprire e non chiudere le porte del Cielo, del quale so­no state loro affidate le chiavi. Non si tratta solo del potere di enunciare punti di dottrina o direttive gene­rali di azione: secondo Gesù è potere completo e tota­le, ossia potere di prendere tutte le misure richieste dalla vita e dallo sviluppo della Chiesa»[17].

«Il servizio di Pietro, in funzione del Regno dei cieli, consiste principalmente nel confermare i suoi fra­telli, nell'aiutarli a conservare la fede e a svilupparla.

 

(E poiché la fede non si conserva senza lotta, Pietro dovrà aiutare i fedeli nella lotta per vincere tutto quel­lo che toglierebbe o diminuirebbe la loro fede. E inte­ressante notare che l'evangelista Luca, pur parlando dell'umana fragilità di Pietro, che non è messo al ripa­ro dalle difficoltà ed è tentato come gli altri Apostoli, tuttavia sottolinea che egli beneficia di una preghiera speciale per la sua perseveranza nella fede: "Ho prega­to per te". Pietro non è stato preservato dal rinnega­mento, ma, dopo aver fatto l'esperienza della propria debolezza, egli è stato confermato nella fede, in virtù della preghiera di Gesù, al fine di poter adempiere alla missione di confermare i suoi fratelli. Questa missione non si può spiegare in base a considerazioni puramen­te umane. Essa, come lo stesso potere di Pietro, appartiene

partiene al Regno dei Cieli»[18].

Ugualmente convinto fu il Cardinale Siri; convinti sono anche il vescovo Hinlica e tanti altri sacerdoti e vescovi. Le conversioni ed i miracoli sono numerosíssimi e molti medici e scienziati che si sono occupati dei veggenti di Medjugorje hanno dato il seguente respon­so: «Il fenomeno delle apparizioni di Medjugorje in Jugoslavia, studiato in diversi periodi dell'anno 1984 su 5 veggenti, si rivela scientificamente inspiegabile. L'os­servazione clinica e strumentale condotta dall'équipe francese permette di affermare che questi giovani sono normali, sani di corpo e di mente».

Gli studi clinici e paraclinici minuziosi realizzati prima, durante e dopo le estasi conducono alla conclu­sione che scientificamente non esiste nessuna modifica­zione patologica dei parametri oggettivi studiati: elet­troencefalogramma, elettrooculogramma, elettrocardio­gramma, potenziali uditivi.

Quindi:

a) non si tratta di epilessia, lo dimostrano gli elettroencefalogrammi;

b) non si tratta di sonno o sogno, perché anche

questo lo dimostrano gli elettroencefalogrammi;

c) non si tratta di allucinazione nel senso patolo­gico del termine.

Non è un'allucinazione uditiva o visiva legata ad un'anomalia a livello dei recettorí sensoriali periferici (poiché le vie uditive e visive sono normali).

Non è un'allucinazione parossistica: lo dimostrano gli elettroencefalogrammi.

Non è un'allucinazione di tipo onirico come pos­sono essere osservate nelle confusioni mentali acute o nel corso dell'evoluzíone delle demenze atrofiche;

d) non si tratta di isteria, di nevrosi o di estasi patologica, perché i veggenti non hanno alcun sintomo di queste affezioni in tutte le loro forme cliniche;

e) non si tratta di catalessi, perché durante l'esta­si i muscoli della mimica non sono inibiti ma funzio­nano normalmente.

I movimenti di attenzione del globo oculare dei ragazzi cessano simultaneamente all'inizio dell'estasi e riprendono immediatamente alla fine. Durante il feno­meno estatico gli sguardi convergono e c'è come un faccia a faccia tra i veggenti e la persona che è ogget­to delle loro visioni.

Questi giovani hanno sempre un comportamento non patologico ed ogni sera alle ore 17.45 essi cadono in uno «stato di preghiera» e di comunicazione inter­personale. Essi non sono degli emarginati, sognatori, stanchi della vita, angosciati: sono liberi e felici, ben inseriti nel proprio paese e nel mondo moderno. A Medjugorje le estasi non sono patologiche e non c'è imbroglio. Nessuna denominazione scientifica pare adatta a designare questi fenomeni.

Si potrebbero definire come uno «stato di pre­ghiera intensa», separata dal mondo esterno; uno stato di contemplazione e di comunicazione coerente e sana, con una persona distinta che essi solo vedono, odono e possono toccare»[19].

La Madonna invita il mondo a pregare secondo i seguenti messaggi:

«... Cari figli, satana è forte ed aspetta ciascuno di voi per provarlo. Pregate! Così non potrà nuocervi né ostacolarvi sulla strada della santità» (Mess. 25/9/1987).

«... Pregate affinché satana non vi attiri con il suo orgo­glio e con la sua falsa forza» (Mess. 25/11/1987).

«Vi invito alla preghiera sincera con il cuore, così che la vostra preghiera sia un incontro con il Signore. Date al Signore il primo posto nel lavoro e nella vita quotidiana» (Mess. 25/12/1987).

«Perciò, figliolini, non abbiate paura. Se pregate, satana non vi può minimamente nuocere, perché siete figli di Dio e Lui tiene il suo sguardo su di voi.

 

Pregate! Che íl rosario sia sempre in mano, come segno, per satana, che mi appartenete» (Mess. 25/2/1988).

 

«Io pregherò mio Figlio Gesù che vi dia la grazia di sen­tire nelle prove inflittevi da satana la vittoria di Gesù» (Mess. 12/7/84).

 

«Voi pregate, incessantemente pregate. Siate pazienti e perseveranti nella preghiera, non permettete che satana vi scoraggi. Lui ha molta influenza sul mondo. Siate pru­denti» (Mess. 24/1/85).

«.,.satana ancora più feroce vuole togliere a ciascuno di voi la vostra gioia. Con la preghiera lo potete completa­mente disarmare ed assicurarvi la felicità» (Mess. 24/1/ 85).

 

«Con il Rosario vincerete gli ostacoli che satana vuole portare nella Chiesa Cattolica. Vi invito in modo partico­lare alla lotta contro satana, per mezzo della preghiera. Cari figli. Armatevi contro satana, sconfiggetelo con il Rosario in mano» (Mess. 8/8/85).

 

«Cari figli, cercate presso Dio le grazie che Lui vi dà at­traverso di me: io sono pronta ad intercedere presso Dio per tutto ciò che cercate, perché la vostra santità sia com­pleta (Mess. 25/8/1987).

 

«Io vi invito, cari figli, alla conversione completa in Dio. Dio può darvi tutto quello che chiedete a Lui, ma voi cercate Dio, solo quando vengono malattie, problemi, dif­ficoltà e pensate che Dio è lontano da voi e che non vi

ascolta e non esaudisce le vostre preghiere. No, cari figli, questo non è vero! Se voi state lontano da Dio non pote­te ricevere le grazie, perché non lo cercate con fede fer­ma. Io prego per voi giorno dopo giorno e desidero sem­pre di più avvicinarvi a Dio, ma non posso se voi non lo desiderate. Perciò, cari figli, mettete la vostra vita nelle mani di Dio» (Mess. 25/1/1988).

 

«Pregate perché la benedizione di Dio possa proteggere ognuno di voi da tutto il male che vi minaccia» (Mess. 25/4/1987).

«Ringraziate senza sosta per tutto ciò che possedete, per ogni piccolo dono che Dio vi dà, così che sempre la be­nedizione della gioia di Dio scenda sulla vostra vita» (Mess. 25/8/1988).

«Continuate a fare l'adorazione all'ostensorio; io sono sempre presente quando i fedeli sono in adorazione. Que­sto è il momento dí ricevere doni particolari» (Mess.15/3/1984).

«Cari figli. Oggi vi chiamo affinché nelle vostre case leg­giate ogni giorno la Sacra Bibbia, che dovrà trovarsi in un punto dove la si vede sempre e dove vi ricorda che deve essere letta e accompagnata con la preghiera» (Mess. 18/10/1984).

«Voi dovete solamente pregare Dio e Dio vi darà ciò che desiderate. Ed io vi aiuterò» (Mess. 25/10/1984).

 

«La preghiera deve essere al primo posto nelle vostre fa­miglie» (Mess. 1/11/1984).

«...pregate, pregate, pregate. Nella preghiera conoscerete la gioia più sublime e la via d'uscita da ogni situazione che vi sembra impossibile» (Mess. 28/3/1985).

«La Madonna di Medjugorje chiede da noi molta preghie­ra: ha invitato tutti a pregare il Rosario intero (anche a Lourdes, a Fatima ed in tante apparizioni minori, la Ma­donna ha raccomandato la conversione e la preghiera giornaliera del Rosario intero per risolvere i problemi - anche per sospendere le guerre - e per ottenere le gra­zie[20]; a leggere ogni giorno la Scrittura (Bibbia, e quin­di non solo il Vangelo come qualcuno sostiene); a parte­cipare profondamente alla Messa; a confessarsi mensil­mente; a digiunare il mercoledì e il venerdì possibilmente a pane ed acqua» (Da «Adorate il Signore di continuo» - Meditazioni di Padre Tomislav Vlasic).

Messa

«Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna ed io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo ed il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me ed io in lui... Chi mangia questo pane vivrà in eter­no» (Gv 6, 54 seg.).

 

«Con la preghiera noi domandiamo a Dio le grazie, con la S. Messa costringiamo Dio a darcele» (S. Filippo Neri).

 

«Sii sicura che a chi ascolta devotamente la S. Messa io manderà, negli ultimi istanti della sua vita, per confortar­lo e proteggerlo tanti dei miei Santi, quanto saranno state le Messe da lui ben ascoltate» (Visione mistica di S. Gertrude).

 

«Si merita di più ascoltando devotamente una S. Messa che col distribuire ai poveri tutte le proprie sostanze e col girare pellegrinando per tutta la terra (S. Bernardo).

 

«Il martirio non è nulla nei confronti della Messa, perché il martirio è il sacrificio dell'uomo a Dio, mentre la Mes­sa è il sacrificio di Dio per l'uomo» (S. Curato d'Ars).

 

«La S. Messa è la rinnovazione del sacrificio della Croce. La S. Messa è il sacrificio che trattiene la giustizia Divi­na, che regge tutta la Chiesa, che salva il mondo.

Nell'ora della morte, le Messe che avrai devotamente in­tese, formeranno la tua più grande consolazione.

Ogni Messa presso la giustizia di Dio perora il tuo per­dono.

Ad ogni Messa puoi diminuire la pena temporale dovuta ai tuoi peccati, più o meno secondo il tuo fervore.

Gestì ti perdona i peccati veniali da te non confessati e dei quali sei pentito.

Viene diminuito su te l'impero di satana.

Una Messa ascoltata in vita sarà più salutare che tante al­tre, da altri intese per te dopo la morte.

Sei preservato da molti pericoli e disgrazie, da cui saresti abbattuto!

Diminuisci il tuo purgatorio con ogni Messa.

Il S. Sacrificio è il più efficace suffragio che sorpassa tut­te le preghiere, le buone opere e penitenze; infallibilmente produce il suo effetto a pro delle anime per sua virtù pro­pria ed immediata.

Ogni Messa ti procura un più alto grado di gloria in Cie­lo. E vieni, pur benedetto nei tuoi affari e interessi perso­nali.

Se conoscessimo il valore del S. Sacrificio della Messa, quale zelo maggiore, porremmo mai nell'ascoltarla» (S. Curato d'Ars).

 

«Sappi, o Cristiano, che la Messa è l'atto più santo della religione: tu non potresti far niente di più glorioso a Dio, né di più vantaggioso alla tua anima che di ascoltarla piamente e il più sovente» (B.P. Eymard).

 

«Una sola Messa dà più onore a Dio che tutte le virtù eminenti praticate dai giusti sulla terra e più che tutte le lodi fervorose espresse dai Santi e dagli Angeli in Cielo. Il Signore ci accorda tutto quello che nella S. Messa Gli domandiamo, e ciò che è più ci dà quello che non pen­siamo neppure di chiedere che ci è pur necessario» (S. Girolamo).

 

«Cari figli! Vi invito a vivere la Santa Messa. Molti di voi ne hanno sperimentato la bellezza, ma ci sono anche coloro che non vengono volentieri. Io vi ho scelto, cari figli, e Gesù nella Santa Messa vi dà le sue grazie. Perciò vivete coscientemente la Santa Messa e la vostra venuta sia piena di gioia. Venite con amore ed accogliete in voi la Santa Messa.

Grazie per aver risposto alla mia chiamata!» (Medjugorje - Giovedì 3/4/1986).

 

«I benefici che si ricavano assistendo alla S. Messa non si possono enumerare. Li vedrete in Paradiso» (Padre Pio).

 

«Una comunione porta all'anima più profitto che un digiu­no di otto giorni a pane ed acqua» (S. Vincenzo Fer­reri) [21].

Il Signore ci stimola ad andare a Messa, nel nostro interesse, e satana tenta d'influenzarci a non andare. La Messa costituisce quindi, se seguita devota­mente, la preghiera più potente contro satana ed il momento per eccellenza per ricevere le grazie. Chiede­re tali grazie all'atto dell'elevazione del corpo e del sangue del Signore rimane uno dei canali privilegiati per ottenere quanto domandato con fede. Padre Be­tancourt sostiene, dimostrandolo teologicamente, che tutte le Messe sono di guarigione e nel libro «Sacra­menti»[22] spiega in maniera chiara e convincente l'im­portanza della Messa per ottenere ogni tipo di guari­gione.

 

D. «E vero che il Rosario, dopo la Messa, è la preghiera preferita anche da Gesù?»[23].

R. Demonio «E vero!!».

D. «Sei tu che hai fatto credere che il Rosario sia soltanto una preghiera mariana?».

R. «E vero!».

(Da un esorcismo in cui era presente l'autore).

Il Santo Rosario: l'arma letale contro satana

 

Promesse fatte dalla Madonna al Beato Alano De La Roche.

«A tutti coloro che reciteranno il mio Rosario Prometto la mia specialissima protezione.

Il Rosario sarà un'arma potentissima contro l'in­ferno, distruggerà i vizi, dissiperà il peccato ed abbat­terà le eresie.

Chi si raccomanderà col Rosario non perirà.

Chiunque reciterà devotamente il Rosario, con la meditazione dei Misteri, si convertirà se peccatore, crescerà in grazia se giusto, e sarà fatto degno della vi­ta eterna.

Io libero ogni giorno dal purgatorio le anime de­vote del mio Rosario.

I veri figlioli del mio Rosario godranno di una grande gioia in Cielo.

Ciò che chiederai con il Rosario, l'otterrai.

Coloro che pregano il mio Rosario, saranno da me soccorsi in ogni loro necessità.

La devozione del Santo Rosario è un grande se­gno di predestinazione».

Il Rosario è stato suggerito dalla Madonna a S. Domenico di Guzman, secondo un'antica tradizione, ma, più che una devozione mariana, è una devozione cristocentrica o cristologica.

E Cristo, difatti, che viene sempre meditato e contemplato, anche se con gli occhi e il cuore di Ma­ria; di Colei, cioè, di cui il Verbo stesso si è servito per arrivare fino a noi, per cui Maria è, dopo Cristo, il vero pontefice tra la divinità e l'umanità.

Se qualche mistero riguarda esclusivamente Ma­ria, è per presentarla come primo e garante frutto del­la redenzione operata da Cristo.

Se non fosse stato così, la Madonna non avrebbe tanto caldamente raccomandata la recita del Rosario a Lourdes come a Fatima e altrove; Leone XIII non avrebbe scritto ben undici Lettere Encicliche tutte sul Rosario; molti altri Papi non l'avrebbero continuamen­te inculcato, come Pio XII che scriveva: Il Santo Ro­sario non solo sarà la preghiera particolare che ogni giorno sale al cielo in odore di soavità, ma costituirà altresì una scuola efficacissima di vita cristiana (Enciclica Ingruentium malorum, 15 sett. 1951); mentre Govanni Paolo II lo definisce: La mia preghiera pre­diletta. Preghiera meravigliosa; meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità.

Diceva Padre Pio da Pietrelcina: «Il Rosario è un clono meraviglioso della Madonna all'umanità. Questa preghiera è la sintesi della nostra fede; il sostegno del­la nostra speranza; l'esplosione della nostra carità. La corona è un'arma potentissima per mettere in fuga il demonio (Padre Pio la chiamava la mia arma), per su­perare le tentazioni, per vincere il cuore di Dio, per ottenere grazie dalla Madonna. Amate e fate amare la Madonna. Pregate e fate pregare il Rosario. Questo è il mio testamento spírituale».

Maria in persona: «Premunitevi della corona come di un'arma e fate che nelle vostre case echeggi come un canto armonioso, canto d'amore, questa formidabi­le preghiera, formidabile per potenza, per forza e per grazia. Nessun devoto del mio Rosario perirà» (dagli scritti di un Missionario della Consolata).

S. Vincenzo De' Paoli: «Dopo la S. Messa, la de­vozione al Rosario ha fatto scendere nelle anime più grazie che tutte le altre devozioni, e con le sue "Ave

Maria" compie più miracoli di ogni altra preghiera».

Il Santo Curato d'Ars: «Una sola "Ave Maria" ben detta fa tremare l'inferno».

San Luigi Maria De Montfort: «L'Ave Maria ben detta (con attenzione, devozione e modestia), secondo i Santi è il nemico che mette in fuga il diavolo, è il martello che lo schiaccia, la santificazione e fecondità dell'anima, la gioia degli Angeli, la melodia dei prede­stinati, il cantico del Nuovo Testamento, la gloria del­la SS. Trinità, il piacere di Maria, un bacio casto e amoroso che le si dà...».

San Giovanni Bosco: «Il Rosario è una continua­zione di Ave Maria, con le quali si possono battere, vincere, distruggere tutti i demoni dell'inferno».

Lucia di Fatima: «Per il potere che il Padre ha dato, in questi ultimi tempi, al Rosario non c'è proble­ma personale, né familiare, né nazionale, né interna­zionale, che non si possa risolvere con il Rosario».

Satana, costretto nel nome di Dio dall'esorcista, ha dovuto parlare del Rosario.

Ecco perché, in un celebre esorcismo, Lucifero, cioè satana in persona, fu costretto ad affermare: «Dio ha dato a Lei (la Madonna) il potere di scacciarci, e Lei lo fa con il Rosario, che ha reso potente. Per que­sto il Rosario è la preghiera più forte, la più esorciz­zante. Esso è il nostro flagello (sic!), la nostra rovina, la nostra sconfitta...

Il Rosario ci vince sempre, ed è la sorgente di grazie incredibili per quanti lo recitano intero (15 mi­steri). Per questo noi lo avversiamo e lo combattiamo con tutte le nostre forze, ovunque, ma specialmente nelle Comunità (principalmente la famiglia, chiesa domestica-Concilio Vaticano II), la cui forza spezzerebbe ogni nostra resistenza.

Molte di esse lo sanno: non vi è male che possa resistere ad un Rosario intero comunitario (principal­mente familiare, NDA) (Veggente Viska di Medjugorje).

 

Il Santo Rosario è compendio di tutto il vangelo (Pio XII).

Il Santo Rosario è pratica perfetta (Paolo VI).

«La dignità della famiglia è oscurata dalla piaga del di­vorzio, dal cosiddetto amore libero, da molteplici forme di egoismo, dal crescere dei metodi illeciti di contracce­zione e dal preoccupante diffondersi di delitti contro la vita».

Il papa ha invitato i teologi ad una strenua difesa della verità cristiana sull'amore coniugale, «il cui annuncio apre la via ad una vera promozione umana degli spo­si»[24] (Giovanni Paolo II).

 

«La famiglia è e rimane il luogo della prima educazione religiosa e morale. Il materialismo, il consumismo e il de­siderio egoistico dei piaceri non possono offrire nulla alla coppia poiché essi sono diametralmente opposti al recipro­co dono di sé che è la caratteristica fondamentale della coppia»[25]  (Giovanni Paolo II).

 

«La vita e la famiglia debbono avere un ruolo di privile­gio nell'attuale contesto sociale. Oggi quanto l'una, quan­to l'altra realtà sono sottoposte ad attacchi particolarmen­te insidiosi, provenienti da quelle stesse istanze da cui sa­rebbe lecito attendersi protezione e sostegno. Non manca­no tuttavia segnali di speranza singolari, come quello of­ferto dalla vicenda che, in questi giorni, va suscitando va­sta eco nell'opinione pubblica: una madre, un padre, un figlio - una famiglia appunto - che si sono trovati stretti in un commovente atto di amore, perché ad un nuovo essere umano non fosse precluso l'accesso alla vita. La forza e la stabilità del tessuto familiare sono le condizioni propizie per la salute della comunità cristiana e del la società civile[26]» (Giovanni Paolo II).

 

...Il direttorio assume pertanto, il significato di una nuova testimonianza dell'amore e della cura coi, cui la Chiesa segue il matrimonio e la famiglia, impe­gnandosi a difendere questo «luogo primario della umanizzazione» della persona e della società contro le numerose e gravi minacce che oggi lo insidiano.

E un servizio assolutamente necessario, anzi un servizio che si fa urgente soprattutto quando l'egoismo umano, le campagne antinataliste, le politiche totalita­rie, ma anche le situazioni di povertà e di miseria fisi­ca, culturale morale, nonché la mentalità edonistica e consumistica fanno disseccare le sorgenti della vita, mentre le ideologie e i diversi sistemi, insieme a forme di disinteresse e di disamore, attentano alla funzione educativa propria della famiglia... La famiglia è luogo privilegiato dell'annuncio evangelico. Non dobbiamo mai stancarci, carissimi fratelli nell'episcopato, di ser­vire la famiglia; di dare così risposta alla fame e sete che essa ha di senso, di verità, di amore profondo, di libertà autentica e di pienezza di vita. Il primo e fon­damentale servizio della chiesa agli sposi cristiani è di richiamarli ed accompagnarli a riscoprire, con stupore gioioso e grato, il «sacramento grande» (Efesini 5,32), il dono che è stato loro fatto dallo Spirito di Gesti morto e risorto. In un contesto sociale e culturale nel quale la scristianizzazione e l'indifferenza religiosa intaccano profondamente la mentalità e i comportamenti delle stesse famiglie cristiane, urge rievangelizzare instancabilmente gli sposi cristiani, far loro riascoltare la buona novella» del dono divino ricevuto.

La coscienza di questo misterioso dono è radice e forza della vita morale degli sposi, del loro quotidiano animino verso la santità coniugale e familiare, come pure della loro specifica partecipazione alla missione della Chiesa. All'interno della Comunità ecclesiale, la spia e la famiglia cristiana sono chiamate a percorre­ un singolare itinerario di fede. Così tra la grande Chiesa e la «piccola chiesa» si realizza ogni giorno, in forza della presenza dello Spirito, uno «scambio di do­», che è reciproca comunicazione di beni spirituali.

Ricevendo dalla Chiesa il triplice dono della Paro­, del Sacramento e della Carità, la famiglia è abílítata e impegnata a svolgere il suo tipico ministero a fa­re degli altri, ed è proprio a questo che, in definitiva, tende il «Direttorio»: far assumere a tutte le famiglie cristiane il posto, il ruolo e la vitalità che loro competono nella Chiesa e nella società.

Venerati fratelli, voi siete pienamente consapevoli dei profondi cambiamenti, delle tensioni e delle crisi a cui, in questo momento storico, è sottoposta la famiglia. Condivido la vostra trepidazione per i contraccolpi preoccupanti che ne derivano all'intera compagine viale.

Ma a voi mi unisco anche nel riaffermare piena fiducia nella presenza vittoriosa del Risorto. Sorretti dalla sua forza, i coniugi cristiani sapranno testimonia­re in modo chiaro e forte fondamentali valori umani ed evangelici quali l'amore fedele di fronte alla disistima dell'indissolubilità, la donazione generosa della vita in un contesto di paura e di rifiuto della vita stessa, il servizio umile e la solidarietà disinteressata in una cul­tura dell'egoismo e del tornaconto.

E ancora: la riconciliazione e la pace in una situa­zione sociale di conflittualità, la reciprocità gratuita della comunicazione e del dialogo in un contesto forte­mente segnato da incomunicabilità, uno stile di vita sobrio ed essenziale all'interno di una società consumi­stica. Infine, la moralità e la spiritualità all'interno di una mentalità materialistica e in crisi nei suoi riferi­menti etici. Più che in passato, occorre che la testimo­nianza evangelica della famiglia sia la più ampia e uni­taria possibile, anche in ordine ad una reale efficacia storica. Di qui la necessità di promuovere e sostenere le diverse forme di associazionismo familiare, non solo per la vitalità pastorale delle comunità ecclesiali, ma anche per una più esplicita partecipazione alla costru­zione di una società illuminata dalla speranza del Van­gelo... A voi non sfugge, venerati fratelli nell'episcopa­to, che il rinnovamento del Paese passa attraverso un'attenzione concreta alla famiglia. Se questa deve assumersi con più coraggio il suo compito sociale e po­litico, la società e lo Stato devono sottrarla alla condi­zione di marginalità, e spesso di penalizzazione, nella quale è tuttora confinata; devono fare della politica fa­miliare la chiave centrale e risolutiva dell'intera politi­ca dei servizi sociali... Carissimi fratelli nell'epíscopato: siete voi i primi responsabili della pastorale nelle vostre rispettive diocesi. A voi pertanto è affidato il compito di promuovere un'attenta e costante azione missionaria ed evangelizzatrice a favore della famiglia mediante la famiglia per il bene di tutta la comunità civile... La dolce e forte protezione della santa Famiglia

glia di Nazareth, di Gesù, Maria e Giuseppe»[27]

(Giovanni Paolo II).

«Una famiglia che prega è una famiglia che ama; e una famiglia che ama è una famiglia che rimane unita»[28]

(Madre Teresa di Calcutta).

 

«In una famiglia che si divide, satana è presente! Se non si prega non è possibile amare... donare la propria vita per l'altro»[29] (Padre Jozo).

 

«... Sempre ai fini della nuova evangelizzazione, un ambi­to di eminente rilievo della vita e della testimonianza dei cristiani laici è senza dubbio quello della famiglia... sap­piamo bene infatti quale peso abbia la famiglia, special­mente in Italia, sotto il profilo sociale oltre che ecclesia­le... Mons. Papa ci offrirà un bilancio e delle prospettive globali per la pastorale della famiglia in Italia, che saran­no ulteriormente integrati da altre comunicazioni su aspetti di grande rilievo, come il ruolo della famiglia nel­la trasmissione della fede, il suo bisogno di spiritualità e di preghiera, il suo rapporto con l'impegno sociale e poli­tico e con gli strumenti della comunicazione socia­le...»[30]  (Cardinale Camillo Ruini).

 

«Il Rosario intero è più potente del bastone di Mosè». «Nessun male può resistere al Rosario intero comunita­

rio» (Lucifero - da alcuni esorcismi).

 

 

La preghiera per eccellenza, dopo la Santa Messa, è il Rosario per i seguenti motivi:

a) è preghiera biblica[31] ;

b) è preghiera raccomandata dalla Madonna (stru­mento eletto dello Spirito Santo)[32];

c) è preghiera Cristocentrica, Cristologica, Maria­na e di lode alla Trinità[33] ;

d) è preghiera raccomandata da diversi papi in numerose encicliche.

Da tutto quanto sovraesposto è facile capire le ra­gioni che spingono il demonio a distogliere l'umanità dalla preghiera che dev'essere anche di lode. Immagi­nate i germi che, per assurdo, tentano di impedire 6 somministrazione di antibiotico!

A proposito della lode

 

 

Esiste però anche un altro pericolo: la lode «con­gelante». Mi spiego meglio. Vi sono alcune persone che stimolano gli altri verso la preghiera di lode «con­gelante». Se noi leggiamo e preghiamo i salmí ci accor­giamo che la preghiera in essi contenuta, ispirata dallo Spirito Santo, è spesso una preghiera di richiesta, se­guita da una lode, o di una lode seguita da una con­statazione. Ad es.: «Loderò il Signore con tutto il cuo­re ed annunzierò tutte le tue meraviglie... Mentre i miei nemici retrocedono, davanti a te inciampano e periscono, perché hai sostenuto il mio diritto e la mia causa...» (Sal. 9-10).

Le persone di cui sopra, al contrario, si limitano semplicemente a lodare il Signore sulla falsariga del se­guente e quasi esclusivo ritornello: «Tu sei buono, sei misericordioso ecc.». E un tipo di lode, in poche paro­le, che tende ad impedire al Signore ogni azione. Sap­piamo infatti che Dio, lasciandoci liberi fino alla mor­te, ha bisogno delle nostre richieste per agire. Se non lo preghiamo, egli rispetta il nostro libero arbitrio, e non interviene se non minimamente (Ef. 6, 10 seg.). Il diavolo, insomma, le pensa tutte pur di non permette­re all'umanità di pregare secondo i dettami dello Spiri­to Santo insegnatici nella Sacra Scrittura.

Altre insidie provengono da chi propone, come sostitutiva alle preghiere tradizionali Rosario e salmi, la preghiera spontanea. Le motivazioni sono svariate. Intendiamoci: che ogni preghiera che sgorga dal cuore sia ben accetta al Signore ed a Sua Madre è fuori di dubbio. Quello che «stona» è la richiesta sempre più pressante da parte di «qualcuno» di sostituire, anche nei gruppi di preghiera, il Rosario e/o i Salmi con le preghiere spontanee.

Qui non ci siamo perché:

1) La Madonna ha sempre richiesto la preghiera del Rosario che, dopo la Santa Messa, è preghiera per eccellenza per le ragioni prima elencate. Non credo quindi che gli uomini possano «saperla più lunga» (su­perbia Luciferina?) della Madonna (Madre della Chie­sa), inviata dallo Spirito Santo all'umanità per aiutarla, consigliarla e soprattutto salvarla con le grazie che il Signore le concede;

2) Gesù stesso insegnò, presumo anche agli sponta­neisti del tempo (pure allora gli uomini possedevano la fantasia!) a pregare il Padre Nostro (sintesi di tutto il Vangelo). - Un giorno Gesù si trovava in un luogo a pregare e quando ebbe finito uno dei discepoli gli disse: «Signore, insegnaci a pregare...» (Lc 11, 1) e Gesù rispo­se: «Pregando poi, non sprecate parole come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di qua­li cose avete bisogno ancor prima che gliele chiediate: Voi dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cie­li...» (Mt 6, 7 seg.). Conviene comunque riflettere sulle seguenti parole del Signore: «Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me. Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono pre­cetti di uomini (Mt 15, 8-9).

 

 

Digiuno

 

«... piegare come un giunco il proprio capo,

usare sacco e cenere per letto,

forse questo vorresti chiamare digiuno

 e giorno gradito al Signore?

Non è piuttosto questo il digiuno che voglio:

 sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo,

rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?

Non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato,