La Regina dei Profeti
Il libro esamina il ruolo di Maria Santissima nella storia della salvezza. Cominciando da alcuni ritratti di donne bibliche antesignane della Madonna spiega l’importanza, nei piani di Dio, di tali figure femminili fino al ruolo incomparabile di Maria: Regina dei profeti. Con i suoi inviti e consigli ci richiama costantemente all’applicazione della Parola del Signore per ottenere la guarigione dell’anima e del corpo e per ottenere la salvezza eterna. Il libro esamina inoltre le principali apparizioni mariane a dimostrazione che Dio utilizza la Madonna nel ruolo di strumento eletto dello Spirito Santo per richiamare l’umanità dall’eresia e dal peccato. Infinitamente meglio di qualunque madre terrena ci rammenta, con i suoi consigli, l’importanza prioritaria della Parola di Dio che Lei ha partorito con l’incarnazione di Gesù.

A DAVIDE SALVADORI
Maria disse: "Fate quello che vi dirà".
(Giovanni 2,5)
"..Non disprezzare l'insegnamento di tua madre"
(Proverbi 1,8)
"Cari Figli! Anche oggi desidero dirvi:
Io sono con voi anche in questi giorni inquieti, nei quali satana vuole
distruggere tutto quello che Io e Mio Figlio Gesù stiamo costruendo. Egli vuol
rovinare specialmente le vostre anime e condurvi il più lontano possibile dalla
vita cristiana e dai Comandamenti che la Chiesa vi invita a vivere.
Satana vuole distruggere tutto quello che è
santo in voi e attorno a voi.
Perciò
figlioli, pregate, pregate, pregate, per poter comprendere tutto quello che Dio
vi da' attraverso le mie venute.
Grazie per aver risposto alla mia
chiamata."
(Messaggio della Madonna - Medjugorje - 25
settembre 1992)
"Se riflettiamo sul valore della preghiera del rosario, noteremo
sicuramente tutte le affermazioni fatte in gran numero da papi, da santi ed
infine dalla Madonna stessa, per esempio a Fatima, sulla benedizione e
l'efficacia di questa preghiera. Essa è effettivamente una forza nelle nostre
mani che sfruttiamo ancora troppo poco. Quando Don Bosco dice che una singola Ave Maria recitata devotamente fa
tremare l'inferno, cosa dire allora di un rosario recitato con
raccoglimento e devozione?
Ma questa volta vogliamo dedicarci ad un altro aspetto di questa
preghiera. Nel suo caso infatti non si tratta solo, forse neanche in primo
luogo, della nostra volontà di ricevere per mezzo di Maria un qualche bene
desiderato, ma della nostra volontà di "donare" qualcosa a Maria. Le
50 Ave Maria devono essere come rose che Le porgiamo quale espressione del
nostro amore per Lei, della nostra dedizione e devozione. Le intrecciamo una corona
di rose, "un rosario"! E, se nel nostro cuore dimora effettivamente
una scintilla di vero amore per Lei, noteremo noi stessi quanto poco vi si
possa conciliare una preghiera superficiale o distratta: sarebbe come offrirle
solo rose appassite.
Ma Maria merita questa devozione che scaturisce dal cuore, perché Ella
è proprio la Rosa mystica, la Rosa misteriosa. E come tale ci appelliamo a Lei,
anche nella litania lauretana.
"Rosa mystica" sta a significare che Maria è il fiore più
grande dell'umanità. Ella è "il suo fiore più grande, come Cristo è il suo
fiore più grande". Maria rappresenta il massimo di tutta la perfezione e
la magnificenza della Grazia come in un fulcro. San Luigi Maria Grignion di
Montfort scrive che Dio ha riunito tutte le grazie che ci vuole donare, come in
un mare, e che ha chiamato questo mare col nome di Maria. Maria è
l'incarnazione più pura e senza macchia di ciò che Dio ha "inteso"
fin dall'eternità con la Sua idea della creazione.
Agli inizi del Cristianesimo la rosa era simbolo del Paradiso. Così
Maria è il Paradiso che Dio si è creato, senza macchia di peccato ne' di
tenebre. Qui il Suo amore trova sempre un'eco che non è impedita da alcuna
infedelta'.
Il colore rosso del fiore è inoltre simbolo di sofferenza e di
martirio. Honorius Augustodiunensis, uno scolastico del dodicesimo secolo,
scrive che le sofferenze di Maria superano tutte le sofferenze dei martiri,
come la rosa supera, con il suo colore rosso, tutti gli altri fiori. Questa
sofferenza di Maria è stata la Sua pieta' per Cristo. Nella Sua anima, Ella ha
sofferto più di tutti i martiri nel proprio corpo. "E anche a te una spada
trafiggera' l'anima" (Luca 2,35).
Infine Maria è la "rosa senza spine". In Maria non c'è, come
sostiene San Bernardo di Clairvaux, nessuna severita', nulla che possa incutere
timore. Mentre in Cristo non lodiamo solo la Sua misericordia, ma temiamo anche
la Sua autorita' e solennita' divina, e in Lui troviamo non solo la Redenzione,
ma anche il Giudizio, Maria è tutta dolcezza che garantisce, sempre e solo, un
sicuro rifugio, che elargisce a tutti sempre e solo le grazie acquistate da
Cristo per noi, sulla Croce con la Sua Passione.
Come potrebbe Maria non essere colei che fa da tramite per le grazie se
Ella, nella Sua divina Maternita', ci ha donato addirittura il Creatore di
tutte le grazie?
"E se Cristo fosse nato mille volte, e non in Te, Tu saresti persa
per sempre", ci insegna il Cherubino Viandante. Se quindi è stata Maria a
far nascere Cristo nella stella di Betlemme, allora è anche Lei a farlo nascere ogni volta, di nuovo, nelle nostre anime.
E proprio in questa Sua caratteristica di madre mistica di Cristo possiamo
invocarLa anche come "Rosa mistica". Ce lo insegna anche una delle
profonde invocazioni dell'Inno Acatisto, la lode mariana più famosa della
cristianita', sorta in seguito al Concilio di Efeso del 431 e del giubilo
generale che ne venne per il riconoscimento di Maria quale vera madre di
Dio."
"AVE, ROSA MISTICA".[1]
"Cari Figli, anche oggi vi invito alla preghiera.
Solo con la preghiera e il
digiuno si può fermare la guerra.
Perciò, cari figliolini miei, pregate e testimoniate con la vostra vita
che siete miei e che mi appartenete, perché Satana in questi giorni
torbidi
vuole sedurre quante più anime possibile.
Perciò vi invito a decidervi per Dio e Lui vi proteggera' e vi
mostrera' cosa dovete fare e quali vie percorrere.
Invito tutti coloro che mi hanno detto si', a rinnovare la
consacrazione al Mio Figlio Gesù, al Suo cuore e a Me, così che possiamo usarvi
ancor più efficacemente come strumenti di pace in questo mondo senza pace.
Medjugorje è per voi tutti un invito a pregare e anche a vivere i
giorni di grazia che Dio vi da'. Perciò, cari figli, accettate con serieta'
l'invito alla preghiera.
Io sono con voi e la vostra sofferenza è la mia.
Grazie per aver risposto al mio invito".
(Messaggio dato dalla Madonna a Medjugorje il 25 aprile 1992)
"Cari Figli! Non vi rendete conto dei messaggi che Dio vi manda
attraverso di me. Egli vi concede grazie, ma voi non capite. Pregate lo Spirito Santo perché vi illumini.
Se sapeste quante grazie vi concede Iddio, voi preghereste senza
interruzione..."
(Messaggio dato dalla Madonna a Medjugorje l'8/11/1984)
PREMESSA
"Pare che Bernadette non oda nulla. Un altro rumore le penetra
nelle orecchie. È il Gave, entrato di nuovo in agitazione. Di nuovo infuria un
panico che risale il corso del fiume, qualcosa come la corsa pazza di cavalli
al galoppo e di vetture; di nuovo le grida assordanti: "Salvati!...levati
di qui!". Bernadette alza, atterrita, le braccia tese verso la Signora. E
il volto della Signora si fa per la prima volta severo ed altero, come se la
carriera di lei, Bernadette, non fosse ancora arrivata alla fine, come se
avesse ancora da condurre lotte e da vincere nemici. La Signora aggrotta le ciglia
e guarda fisso il fiume, come per domarlo con i suoi occhi celesti raggianti.
Ci riesce immediatamente. Le voci si spengono. L'antichissimo strepito e
spumeggiare del Gave si abbatte ai piedi della Signora come un lupo
addomesticato".
"Bernadette"- Franz Werfel[2]
Padre Dario Betancourt scrive :"[3]In Maria di Nazareth incontriamo una fonte
abbondante ed inesauribile di salvezza."
Spesso noi studiamo ed analizziamo compiutamente la vita e le parole
dei vari santi, ma non utilizziamo sufficientemente le parole che Maria, madre
di Gesù e madre nostra (Giovanni 19,26/27), per volontà dello Spirito Santo, ci
rivolge nel corso dei secoli.
Lo scopo di questo libro è di evidenziare, mediante una breve analisi
biblica ed un esame delle principali apparizioni mariane, l'importanza della
Madonna per la nostra salvezza. Come infatti una madre terrena si preoccupa
fino "alla fine" del bene dei propri figli, così Maria, nostra madre
per volontà del Signore, si preoccupa della salvezza di tutti i suoi figli sulla
terra. Trascurare i suoi insegnamenti costituisce per me, come minimo, un
peccato di leggerezza. La Scrittura ci edifica infatti ricordandoci:"
..Ascolta, figlio mio, l'istruzione di tuo padre e non disprezzare
l'insegnamento di tua madre.." (Proverbi 1,8).
Vivere quindi i messaggi che la Madonna ci rivolge nel corso dei secoli
è sicuramente un segno di saggezza in quanto se è vero che è possibile salvarsi
anche solo in Gesù, è altrettanto vero che il Signore ha scelto di nascere da
Maria per attuare il suo piano di redenzione. La Madonna costituisce quindi lo strumento scelto dallo Spirito Santo per
darci Gesù e, mediante le apparizioni mariane, per ricordarci la via da
seguire per ottenere la salvezza.
Nell'Enciclica Redemptoris Mater[4] leggiamo:"...Possiamo dire, pertanto,
che in questa pagina del Vangelo di Giovanni troviamo quasi un primo apparire
della verita' circa la materna sollecitudine di Maria. Questa verita' ha
trovato espressione anche nel magistero del recente Concilio, ed è importante
notare come la funzione materna di Maria sia da esso illustrata nel suo
rapporto con la mediazione di Cristo. Infatti, vi leggiamo:"La funzione
materna di Maria verso gli uomini in nessun modo oscura o diminuisce l'unica
mediazione di Cristo, ma ne mostra l'efficacia", perché "uno solo è
il mediatore tra Dio e gli uomini, l'uomo Cristo Gesù" (1 Timoteo 2,5).
Questa funzione sgorga, secondo il beneplacito di Dio, "dalla
sovrabbondanza dei meriti di Cristo, si fonda sulla mediazione di lui, da essa
assolutamente dipende ed attinge tutta la sua efficacia". Proprio in
questo senso l'evento di Cana di
Galilea ci offre quasi un preannuncio
della mediazione di Maria, tutta orientata verso il Cristo e protesa alla
rivelazione della sua potenza salvifica.
Dal testo giovanneo appare che si tratta di una mediazione materna.
Come proclama il Concilio: Maria "fu per noi madre nell'ordine della
grazia". Questa maternita' nell'ordine della grazia è emersa dalla stessa
sua maternita' divina: perché essendo, per disposizione della divina
provvidenza, madre-nutrice del Redentore, è diventata una "compagna
generosa in modo del tutto singolare e umile ancella del Signore", che
"coopero'...all'opera del Salvatore con l'obbedienza, la fede, la speranza
e l'ardente carita' per restaurare la vita soprannaturale delle anime".
"E questa maternita' di Maria nell'economia della grazia perdura senza
soste...fino al perpetuo coronamento di tutti gli eletti".
E[5] "...Mediante tale "ardente
carita'", intesa a operare in unione con Cristo la restaurazione della
"vita soprannaturale delle anime", Maria entrava in modo del tutto
personale nell'unica mediazione "fra Dio e gli uomini", che è la
mediazione dell'uomo Cristo Gesù. Se ella stessa per prima ha sperimentato su
di se' gli effetti soprannaturali di questa unica mediazione - gia'
all'annunciazione era stata salutata come "piena di grazia", - allora
bisogna dire che per tale pienezza di grazia e di vita soprannaturale era
particolarmente predisposta alla cooperazione con Cristo, unico mediatore
dell'umana salvezza. E tale cooperazione è appunto questa mediazione
subordinata alla mediazione di Cristo...Dopo la dipartita del Figlio, la sua
maternita' permane nella Chiesa come
mediazione materna: intercedendo per tutti i suoi figli, la Madre coopera
all'azione salvifica del Figlio-Redentore del mondo..Con la morte redentrice
del suo Figlio, la materna mediazione della serva del Signore ha raggiunto una
dimensione universale, perché l'opera della redenzione comprende tutti gli
uomini".
Ma Pietro e Giovanni replicarono:"Se sia giusto innanzi a Dio
obbedire a voi più che a lui, giudicatelo voi stessi; noi non possiamo tacere
quello che abbiamo visto e ascoltato".
(Atti 4,19/20)
Il Signore stesso ha voluto "valorizzare" il ruolo di Maria,
conferendole innanzitutto, come c'insegna la Bibbia, quattro funzioni principali:
a) Combattimento escatologico
- "Allora il Signore Dio disse al serpente. "...Io porro' inimicizia
tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccera' la
testa e tu le insidierai il calcagno" (Genesi 3,15) - "Nel cielo
apparve poi un segno grandioso: una donna vestita di sole, con la luna sotto i
suoi piedi e sul suo capo una corona di dodici stelle. Era incinta e gridava
per le doglie ed il travaglio del parto...Allora il drago si infurio' contro la
donna e se ne ando' a far guerra contro il resto della sua discendenza, contro
quelli che osservano i comandamenti di Dio e sono in possesso della
testimonianza di Gesù" (Apocalisse 12,1 seg.);
b) co-mediatrice, in virtu'
dei meriti di Cristo, nel piano redentivo e salvifico - "Nel sesto mese,
l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una citta' della Galilea, chiamata
Nazaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide,
chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse:
"Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te....Ecco concepirai un
figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sara' grande e chiamato Figlio
dell'Altissimo; il Signore Dio gli dara' il trono di Davide suo padre e
regnera' per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avra'
fine....Allora Maria disse:"Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di
me quello che hai detto". E l'angelo parti' da lei" (Luca 1,26 seg.);
c) madre della Chiesa - "Gesù allora, vedendo la madre e li'
accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: "Donna, ecco
il tuo figlio!". Poi disse al discepolo: "Ecco tua madre!". E da
quel momento il discepolo la prese nella sua casa. (Giovanni 19,26-27) -
"Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune
donne e con Maria, la madre di Gesù e con i fratelli di lui" (Atti 1,14);
d) maestra della Chiesa e quindi di ciascuno di noi -
"Figlio mio, osserva il comando di tuo padre, non disprezzare
l'insegnamento di tua madre" (Proverbi 6,20).
Inoltre il Signore, mediante le numerose apparizioni mariane
riconosciute dalla Chiesa , intende
avvalorare perennemente il ruolo di Maria, sposa dello Spirito Santo; quindi
strumento eletto del medesimo per la santificazione della Chiesa . Basti per
questo ricordare quanto la Madonna stessa ha affermato a Fatima[6]:"Avete visto l'inferno, dove vanno le
anime dei poveri peccatori. Per
salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al mio Cuore Immacolato.
Se faranno quello che io vi diro', molte
anime si salveranno e ci sara' pace. La guerra finira' presto. Ma se non
smettono di offendere Dio, sotto il regno di Pio XI, ne comincera' un'altra
peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta,
sappiate che è il grande segno che Dio vi da' che sta per punire il mondo a
causa dei suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e della persecuzione
alla Chiesa ed al Santo Padre. Per
impedirla, io verro' a domandare la consacrazione della Russia al mio cuore
Immacolato e la comunione nei primi sabati. Se daranno retta alle mie richieste, la Russia si convertira' e ci
sara' pace; se no, diffondera' i
suoi errori nel mondo, provocando guerre e persecuzioni contro la Chiesa. I
buoni saranno martirizzati e il santo Padre avra' molto da soffrire, parecchie
nazioni saranno annientate. Alla fine il mio Cuore Immacolato trionfera'. Il
Santo padre mi consacrera' la Russia, che si convertira' e sara' concesso al
mondo un certo periodo di pace". Il prof. Zampetti Pierluigi ha
esaurientemente spiegato[7] la dinamica seguita a tale messaggio:
dinamica storica che è sotto gli occhi di tutti.
I messaggi mariani sono cioe'
talmente importanti per Dio che la loro inosservanza provoca castighi mondiali. E questo è ovvio in quanto la Bibbia ci
insegna che, se le parole dei profeti ed i loro avvertimenti non venivano
accettati, seguiva un castigo "correttivo"; logica conseguenza di
una disubbidienza a Dio che mandava i
suoi profeti ad avvisare l'umanità "corrotta". A maggior ragione la
disubbidienza ai messaggi di Maria (regina dei profeti), mandata come Lei
stessa più volte ripete, da Dio per aiutarci a ricordare le vie di
santificazione, provoca castighi. La Madonna non aggiunge nulla alla
Rivelazione, ma come madre della Parola Incarnata (Giovanni 1,1 seg.) ci
ricorda solamente il nostro dovere di cristiani e, nel contempo, con
esortazioni bibliche c'insegna le vie della santita'. I messaggi della Madonna
in sintesi sono: conversione; preghiera individuale e familiare giornaliera (in
particolare del Rosario) "Voglio che veniate qui il 13 del mese che viene.
Che continuate a recitare tutti i giorni il Rosario (intero) in onore della
Madonna del Rosario, per ottenere la pace nel mondo e la fine della guerra. Per
ottenere le grazie è necessario recitare il Rosario durante l'anno"[8]; Eucarestia; confessione mensile; digiuno;
lettura familiare della Bibbia accompagnata dalla preghiera; preghiera per i
peccatori, per i defunti, per la pace, per essere protetti ecc.[9] Vedremo comunque meglio, esaminando le
principali apparizioni mariane , ciò che la Madonna, per incarico di Dio, ha
detto all'umanità. Anche i messaggi inascoltati della Madonna apparsa a
Medjugorje hanno provocato le conseguenze che tutti possiamo verificare. Klaus
Peter Kuhn scrive[10]: "In quale luce appare l'episcopato
competente (riguardo a Medjugorje)? L'operato della Madonna è ostacolato per
esempio dal fatto che il vescovo di Mostar, addirittura contro il monito di
Roma, finora ha sempre continuato a parlare apertamente contro Medjugorje?
Quante persone sono state così tenute lontane dalla "Regina della
Pace" e quante grazie sono così andate perse?
O il motivo va visto nel fatto che la commissione pastorale istituita
dai Vescovi jugoslavi voleva proibire ai veggenti e ai padri spirituali di
Medjugorje di dare testimonianza pubblicamente dei messaggi della - Regina
della Pace -?".
In sintesi conviene ricordare le parole della Sacra Scrittura :"Se
infatti questa teoria o questa attivita' è di origine umana, verra' distrutta;
ma se essa viene da Dio, non riuscirete a sconfiggerli; non vi accada di
trovarvi a combattere contro Dio!" (Atti 5,38/39).
Ecco quindi l'importanza di accettare e vivere i messaggi che la
Madonna, nel corso dei secoli, ha donato all'umanità. Non per sua semplice
volontà, bensi' per incarico specifico di Dio. Cerchero' comunque, nel
proseguo, di meglio spiegare il valore di tali messaggi che la Madre di Dio e
madre nostra ci rivolge con immenso amore "Cari figli...Io a più riprese
vi ho dato dei messaggi in nome di Dio, ma voi non mi avete ascoltato... "
(Messaggio dato dalla Madonna a Medjugorje il 6/12/1984) - "...Siate
consapevoli, miei diletti, che io sono la vostra Mamma e che sono venuta sulla
terra per insegnarvi ad ascoltare (Dio) per amore, a pregare per amore, e non
perché spinti dalla croce che portate..." (Messaggio-Medjugorje
29/11/1984)- "Io mai ti lascero'. Il mio Cuore Immacolato sara' il tuo
rifugio e il cammino che ti condurra' a Dio" (Messaggio dato dalla Madonna
a Fatima).
Papa Giovanni Paolo II nella
"Declaratio" conclusiva del Sinodo sull'Europa il 14 dicembre 1991
disse[11]: "Maria Madre del Signore e causa della
nostra speranza, ci insegna ad essere aperti agli impulsi di Dio e ad attendere
umilmente la salvezza. Ci insegna ad accogliere in noi la Parola di Dio e a
metterla in pratica con tutto il cuore: "E sua madre serbava tutte queste
parole nel suo cuore" (Luca 2,51). Così ella ha accompagnato, a fianco di
suo Figlio, l'inizio dell'evangelizzazione. Anche oggi dimora "concorde
nella preghiera", come prima della Pentecoste (Atti 1,14), nel cuore della
Chiesa , e invoca insieme a noi lo Spirito Santo. "Possa ella rifulgere
come Stella dell'evangelizzazione da rinnovare sempre", indicandoci la via
per giungere a Cristo e alla piena unita' tra i suoi discepoli, "affinche'
il mondo creda" (Giovanni 17,21). Così ella, anche in questi giorni, ci
prendera' per mano come madre dolcissima e ci condurra' al Bambino nella
mangiatoia, a Colui che è insieme il Signore e il Redentore del mondo".
LE DONNE NELLA BIBBIA
Prima comunque di parlare in dettaglio delle
principali apparizioni mariane, di quelle apparizioni cioe' che hanno
interessato ed interesseranno il mondo intero, conviene esaminare alcune figure
bibliche di donna che possiamo considerare antesignane di Maria. Come del resto
Gesù ha avuto numerosi profeti che lo hanno preceduto, anche Maria è stata
anticipata, secondo il mio modesto parere, da alcune figure che hanno
preannunciato il suo arrivo.
Elenchero' le principali figure di donna ed
alla fine cerchero' di esaminarne le caratteristiche omogenee.
EVA
"Il serpente era la più astuta di tutte
le bestie selvatiche fatte dal Signore Dio. Egli disse alla donna:"È vero
che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?".
Rispose la donna al serpente: "Dei frutti degli alberi del giardino noi
possiamo mangiare, ma del frutto dell'albero che sta in mezzo al giardino di
Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti
morirete". Ma il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto!
Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e
diventereste come Dio, conoscendo il bene ed il male".....Allora il
Signore Dio disse al serpente:...Io porro' inimicizia tra te e la donna, tra la
tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccera' la testa e tu le insidierai
il calcagno..." (Genesi 3,1 seg.).
Senza la disubbidienza di Eva non è possibile
comprendere il ruolo di Maria: nuova Eva: perfetta nell'ubbidienza. Eva, sposa
di Adamo e madre dell'umanità, disubbidendo (peccato di Lucifero - Isaia 14,12
seg. - Ezechiele 28,12 seg.) e portando alla disubbidienza Adamo ha provocato
la caduta dell'umanità e il relativo allontanamento dal paradiso terrestre.
Maria, sposa di Giuseppe, per la sua ubbidienza a Dio ha permesso allo Spirito
Santo di operare il grandioso evento della nascita del divino salvatore: Gesù
Cristo. Mediante due donne, entrambe spose "umane" (per Dio è
estremamente importante la famiglia, NDA), siamo passati dalla caduta (Eva
disubbidiente con Adamo) alla salvezza (Maria ubbidiente con Giuseppe).
LA MADRE DI SANSONE
"Gli Israeliti tornarono a fare quello
che è male agli occhi del Signore e il Signore li mise nelle mani dei Filistei
per quarant'anni. C'era allora un uomo di Zorea di una famiglia di Daniti,
chiamato Manoach; sua moglie era sterile e non aveva mai partorito. L'angelo
del Signore apparve a questa donna e le disse: "Ecco, tu sei sterile e non
hai avuto figli, ma concepirai e partorirai un figlio. Ora guardati dal bere
vino o bevanda inebriante e dal mangiare nulla di immondo. Poiche' ecco, tu
concepirai e partorirai un figlio, sulla cui testa non passera' rasoio, perché
il fanciullo sara' un nazireo consacrato a Dio fin dal seno materno; egli
comincera' a liberare Israele dalle mani dei Filistei". La donna ando' a
dire al marito: "Un uomo di Dio è venuto da me; aveva l'aspetto di un angelo di Dio, un aspetto terribile. Io non
gli ho domandato da dove veniva ed egli non mi ha rivelato il suo nome, ma mi
ha detto: Ecco tu concepirai e
partorirai un figlio; ora non bere vino ne' bevanda inebriante e non
mangiare nulla di immondo, perché il fanciullo sara' un nazireo di Dio dal seno
materno fino al giorno della sua morte"....Poi la donna partori' un figlio
che chiamo' Sansone. Il bambino crebbe e il Signore lo benedisse. Lo spirito
del Signore comincio' ad investirlo quando era a Macane-Dan, fra Zorea ed
Estaol. (Giudici 13,1 seg.)
ANNA
"C'era un uomo di Ramataim, uno Zufita
delle montagne di Efraim, chiamato Elkana, figlio di Ierocam, figlio di Eliau,
figlio di Tocu, figlio di Zuf, l'Efraimita. Aveva due mogli, l'una chiamata
Anna, l'altra Pennina. Pennina aveva figli mentre Anna non ne aveva. Quest'uomo
andava ogni anno dalla sua citta' per prostrarsi e sacrificare al Signore degli
eserciti in Silo, dove stavano i due figli di Eli Cofni e Pincas, sacerdoti del
Signore.Un giorno Elkana offri' il sacrificio. Ora egli aveva l'abitudine di
dare alla moglie Pennina e a tutti i figli e le figlie di lei le loro parti. Ad
Anna invece dava una parte sola; ma egli amava Anna, sebbene il Signore ne
avesse reso sterile il grembo. La sua rivale per giunta l'affliggeva con durezza a causa della sua umiliazione,
perché il Signore aveva reso sterile il suo grembo. Così succedeva ogni anno:
tutte le volte che salivano alla casa del Signore, quella la mortificava.Anna
dunque si mise a piangere e non voleva prendere cibo. Elkana suo marito le
disse: "Anna, perché piangi? Perché non mangi? Perché è triste il tuo
cuore? Non sono forse io per te meglio di dieci figli?".Anna, dopo aver
mangiato in Silo e bevuto, si alzo' e ando' a presentarsi al Signore....Essa
era afflitta e innalzo' la preghiera al Signore, piangendo amaramente. Poi fece
questo voto: "Signore degli eserciti, se vorrai considerare la miseria
della tua schiava e ricordarti di me, se non dimenticherai la tua schiava e
darai alla tua schiava un figlio maschio, io
lo offriro' al Signore per tutti i giorni della sua vita e il rasoio non
passera' sul suo capo"...Il mattino dopo si alzarono e dopo essersi
prostrati davanti al Signore tornarono a casa in Rama. Elkana si uni' a sua
moglie e il Signore si ricordo' di lei. Così alla fine dell'anno Anna concepi'
e partori' un figlio e lo chiamo' Samuele...Allora Anna prego':
"Il mio cuore esulta nel Signore,
la mia fronte s'innalza grazie al mio Dio.
Si apre la mia bocca contro i miei nemici,
perché io godo del beneficio che mi hai
concesso.
Non c'è santo come il Signore,
non c'è roccia come il nostro Dio.
Non moltiplicate i discorsi superbi,
dalla vostra bocca non esca arroganza;
perché il Signore è il Dio che sa tutto
e le sue opere sono rette.
L'arco dei forti si è spezzato,
ma i deboli sono rivestiti di vigore.
I sazi sono andati a giornata per un pane,
mentre gli affamati hanno cessato di
faticare.
La sterile ha partorito sette volte
e la ricca di figli è sfiorita.
Il Signore fa morire e fa vivere,
scendere agli inferi e risalire.
Il Signore rende povero e arricchisce,
abbassa ed esalta.
Solleva polvere il misero,
innalza il povero dalle immondizie,
per farli sedere insieme con i capi del
popolo
e assegnare loro un seggio di gloria.
Perché al Signore appartengono i cardini
della terra
e su di essi fa poggiare il mondo.
Sui passi dei giusti egli veglia,
ma gli empi svaniscono nelle tenebre.
Certo non prevarra' l'uomo malgrado la sua
forza.
Il Signore...saranno abbattuti i suoi
avversari!
L'Altissimo tuonera' dal cielo.
Il Signore giudichera' gli estremi confini
della terra;
dara' forza al suo re
ed elevera' la potenza del suo Messia".
(1 Samuele 1,1 seg.)
GIUDITTA
"In quei giorni venne a conoscenza della
situazione Giuditta figlia di Merari...Suo marito era stato Manasse, della
stessa tribu' e famiglia di lei; egli era morto al tempo della mietitura
dell'orzo. Mentre stava sorvegliando quelli che legavano i covoni nella
campagna, il suo capo fu colpito da insolazione. Dovette mettersi a letto e
mori' in Betulia sua citta' e lo seppellirono con i suoi padri nel campo che
sta tra Dotain e Balamon. Giuditta era rimasta nella sua casa in stato di
vedovanza ed erano passati gia' tre anni e quattro mesi. Si era fatta preparare
una tenda sul terrazzo della sua casa, si era cinta i fianchi di sacco e
portava le vesti delle vedove. Da quando era vedova digiunava tutti i giorni,
eccetto le vigilie dei sabati e i sabati, le vigilie dei noviluni e i noviluni,
le feste e i giorni di gioia per Israele. Era bella d'aspetto e molto avvenente
nella persona; inoltre suo marito Manasse le aveva lasciato oro e argento,
schiavi e schiave, armenti e terreni ed essa era rimasta padrona di tutto. Ne' alcuno poteva dire una parola maligna a
suo riguardo, perché temeva molto Dio.
Venne dunque a sapere le parole esasperate
rivolte dal popolo alle autorita', perché erano demoralizzati per la mancanza
di acqua, e anche Giuditta seppe di tutte le risposte che aveva date loro Ozia
e come avesse giurato loro di consegnare la citta' agli Assiri dopo cinque
giorni. Subito mando' la sua ancella particolare che aveva in cura tutte le sue
sostanze a chiamare Cabri e Carmi, che erano gli anziani della sua citta'.
Vennero da lei ed essa disse loro: "Ascoltatemi bene, voi capi dei
cittadini di Betulia. Non è stato affatto conveniente il discorso che oggi
avete tenuto al popolo, aggiungendo il giuramento che avete pronunziato ed interposto
tra voi e Dio, di mettere la citta' in mano ai nostri nemici, se nel frattempo
il Signore non vi avra' mandato aiuto. Chi siete voi dunque che avete tentato
Dio in questo giorno e vi siete posti al di sopra di lui, mentre non siete che
uomini? Certo, voi volete mettere alla prova il Signore onnipotente, ma non ci
capirete niente, ne' ora ne' mai. Se non siete capaci di scorgere il fondo del
cuore dell'uomo ne' di afferrare i pensieri della sua mente, come potrete
scrutare il Signore, che ha fatto tutte queste cose, e conoscere i suoi
pensieri e comprendere i suoi disegni? No, fratelli, non vogliate irritare il
Signore nostro Dio. Se non vorra' aiutarci in questi cinque giorni, egli ha
pieno potere di difenderci nei giorni che vuole o anche di farci distruggere da
parte dei nostri nemici. E voi non pretendete di impegnare i piani del Signore
Dio nostro, perché Dio non è come un uomo che gli si possano fare delle minacce
e pressioni come ad uno degli uomini. Perciò attendiamo fiduciosi la salvezza
che viene da lui, supplichiamolo che venga in nostro aiuto ed ascoltera' il
nostro grido se a lui piacera'. Realmente in questa nostra generazione non c'è
mai stata, ne' esiste oggi una tribu' o famiglia o popolo o citta' tra di noi,
che adori gli dei fatti da mano d'uomo, come è avvenuto nei tempi passati. Per
questo motivo i nostri padri furono abbandonati alla spada e alla devastazione
e caddero rovinosamente davanti ai loro nemici. Noi invece non riconosciamo
altro Dio fuori di lui e per questo speriamo che egli non trascurera' noi e
neppure la nostra nazione. Perché se noi saremo presi, restera' presa a anche
tutta la Giudea e sara' saccheggiato il nostro santuario e Dio chiedera'
ragione di quella profanazione al nostro sangue. L'uccisione dei nostri fratelli,
l'asservimento della patria, la devastazione della nostra eredita' Dio la fara'
ricadere sul nostro capo in mezzo ai popoli pagani tra i quali ci capitera'
d'essere schiavi e saremo così motivo di scandalo e di disprezzo di fronte ai
nostri padroni. La nostra schiavitu' non ci guadagnera' alcun favore, perché la
porra' a nostro disonore il Signore Dio nostro. Dunque, fratelli, dimostrino ai
nostri fratelli che la loro vita dipende da noi, che i nostri sacri pegni, il
tempio e l'altare, poggiano su di noi. Oltre tutto ringraziamo il Signore Dio
nostro che ci mette alla prova, come ha gia' fatto con i nostri padri.
Ricordatevi quanto ha fatto con Abramo, quali prove ha fatto passare ad Isacco
e quanto è avvenuto a Giacobbe in Mesopotamia di Siria, quando pascolava i
greggi di Labano suo zio materno. Certo, come ha passato al crogiuolo costoro
non altrimenti che per saggiare il loro cuore, così ora non vuol fare vendetta
di noi, ma è a fine di correzione che il Signore castiga coloro che gli stanno
vicino". Allora rispose a lei Ozia: "Quanto hai detto, l'hai
proferito con cuore retto e nessuno può contraddire alle tue parole. Poiche'
non da oggi è manifesta la tua saggezza, ma dall'inizio dei tuoi giorni tutto
il popolo conosce la tua prudenza, così come l'ottima indole del tuo cuore. Ma
il popolo soffriva terribilmente la sete e ci ha costretti a comportarci come
abbiamo fatto, parlando loro a quel modo e addossandoci un giuramento che non
potremo trasgredire. Ma ora prega per noi tu che sei donna pia e il Signore
inviera' la pioggia a riempire le nostre cisterne e non continueremo a venir
meno". Giuditta rispose loro: "Sentite, voglio compiere un'impresa
che passera' di generazione in generazione ai figli del nostro popolo. Voi
starete di guardia alla porta della citta' questa notte: io usciro' con la mia
ancella ed entro quei giorni dopo i quali avete deciso di consegnare la citta'
ai nostri nemici, il Signore per mia mano provvedera' ad Israele. Voi pero' non
indagate sul mio piano: non vi diro' niente finche' non sara' compiuto quel che
voglio fare". Le risposero Ozia e i capi: "Va' in pace e il Signore
Dio sia con te per far vendetta dei nostri nemici"... Allora Giuditta
cadde con la faccia a terra e sparse cenere sul capo e mise allo scoperto il
sacco di cui sotto era vestita e, nell'ora in cui veniva offerto nel tempio di
Dio in Gerusalemme l'incenso della sera, Giuditta supplico' a gran voce il
Signore: "Signore, Dio del padre mio Simeone, tu hai messo nella sua mano
la spada della vendetta contro gli stranieri, contro coloro che avevano sciolto
ad ignominia la cintura d'una vergine, ne avevano denudato i fianchi a vergogna
e ne avevano contaminato il grembo ad infamia. Tu avevi detto: Non si deve fare
tal cosa! Ma essi l'hanno fatta. Per questo hai consegnato alla morte i loro
capi e al sangue quel loro giaciglio, macchiato del loro inganno, ripagato con
l'inganno; hai abbattuto i servi con i loro capi e i capi sui loro troni. Hai
destinato le loro mogli alla preda, le loro figlie alla schiavitu', tutte le
loro spoglie alla divisione tra i tuoi figli diletti, perché costoro, accesi
dal tuo zelo, erano rimasti inorriditi della profanazione del loro sangue e a
te avevano gridato chiamandoti in aiuto. Dio, Dio mio, ascolta anche me che
sono vedova. Tu hai preordinato ciò che precedette quei fatti e i fatti stessi
e ciò che segui'. Tu hai disposto le cose presenti e le future e quello che tu
hai pensato si è compiuto. Le cose da te deliberate si sono presentate e hanno
detto: Ecco ci siamo; perché tutte le tue vie si sono preparate e i tuoi
giudizi sono preordinati. Ora ecco gli Assiri hanno aumentato la moltitudine
dei loro eserciti, vanno in superbia per i loro cavalli e i cavalieri, si
vantano della forza dei loro fanti, poggiano la loro speranza sugli scudi e
sulle lance, sugli archivi e sulle fionde e ignorano che tu sei il Signore che
disperdi le guerre; Signore è il tuo nome. Abbatti la loro forza con la tua
potenza e rovescia la loro violenza con la tua ira: fanno conto di profanare il
tuo santuario, di contaminare la Dimora ove riposa il tuo nome e la tua gloria,
di abbattere con il ferro il corno del tuo altare. Guarda la loro superbia, fa'
scendere la tua ira sulle loro teste; infondi a questa vedova la forza di fare
quanto ho deciso. Con l'inganno delle mie labbra abbatti il servo con il suo
padrone e il padrone con il suo ministro; spezza la loro alterigia per mezzo di
una donna. Perché la tua forza non sta nel numero, ne' sugli armati si regge il
tuo regno; tu sei invece il Dio degli umili, sei il soccorritore dei derelitti,
il rifugio dei deboli, il protettore degli sfiduciati, il salvatore dei
disperati. Si', sì, Dio del padre mio e di Israele tua eredita', Signore del
cielo e della terra, creatore delle acque, re di tutte le tue creature, ascolta
la mia preghiera; fa' che la mia parola e l'inganno diventino piaga e flagello
di costoro, che fanno progetti crudeli contro la tua alleanza e il suo tempio
consacrato, contro il monte elevato di Sion e la sede dei tuoi figli. Dà a
tutto il tuo popolo e ad ogni tribu' la prova che sei tu il Signore, il Dio
d'ogni potere e d'ogni forza e non c'è altri fuori di te, che possa proteggere
la stirpe d'Israele" (Giuditta 8,1 seg.).
Grazie
alla preghiera ed alla totale fiducia in Dio, Giuditta riusci' a farsi ricevere da Oloferne (simbolo di satana,
NDA), accecato dalla passione, e, dopo averlo fatto ubriacare, gli taglio' la
testa e salvò Israele dagli Assiri spaventatisi per la morte del loro capo.
Come non ricordare le parole della Genesi:
"..Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua stirpe e la sua
stirpe: questa ti schiaccera' la testa
e tu le insidierai il calcagno" (Genesi 3,15).
ESTER
"...Allora quelli che stavano al
servizio del re dissero: "Si cerchino per il re fanciulle vergini e
d'aspetto avvenente; stabilisca il re in tutte le province del suo regno
commissari, i quali radunino tutte le fanciulle vergini e belle nella reggia di
Susa, nella casa delle donne, che dara' loro quanto è necessario per
abbigliarsi; la fanciulla che piacera' al re diventera' regina al posto di
Vasti". La cosa piacque al re e così si fece. Ora nella cittadella di Susa
c'era un Giudeo chiamato Mardocheo, figlio di Iair, figlio di Simei, figlio di
un Beniamita, che era stato deportato da Gerusalemme fra quelli condotti in
esilio con Ieconia re di Giuda da Nabucodonosor re di Babilonia. Egli aveva
allevato Hadassa, cioe' Ester, figlia di un suo zio, perchè essa era orfana di
padre e di madre. La fanciulla era di bella presenza e di aspetto avvenente;
alla morte del padre e della madre, Mardocheo l'aveva presa come figlia.
Quando l'ordine del re e il suo editto furono
divulgati e un gran numero di fanciulle venivano radunate nella cittadella di
Susa sotto la sorveglianza di Egai, anche Ester fu presa e condotta nella
reggia, sotto la sorveglianza di Egai, guardiano delle donne. La fanciulla
piacque ad Egai ed entro' nelle buone grazie di lui; egli si preoccupo' di
darle il necessario per l'abbigliamento ed il vitto; le diede sette ancelle
scelte nella reggia e assegno' a lei ed alle sue ancelle l'appartamento
migliore nella casa delle donne. Ester non aveva detto nulla ne' del suo popolo
ne' della sua famiglia, perché Mardocheo le aveva proibito di parlarne.
Mardocheo tutti i giorni passeggiava davanti al cortile della casa delle donne
per sapere se Ester stava bene e che cosa succedeva di lei. ....Quando arrivò
per Ester figlia di Abicail, zio di Mardocheo, che l'aveva adottata per figlia,
il turno di andare dal re, essa non domandò se non quello che le fu indicato da
Egai, eunuco del re e guardiano delle donne. Ester attirava la simpatia di
quanti la vedevano. Ester fu dunque condotta presso il re Assuero nella reggia
il decimo mese, cioè il mese di Tebet, il settimo anno del suo regno. Il re amo'
Ester più di tutte le altre donne ed essa trovo' grazia e favore agli occhi di
lui più di tutte le altre vergini. Egli le pose in testa la corona regale e la
fece regina al posto di Vasti (il re Assuero non permise più alla regina Vasti
di comparire alla sua presenza in quanto quest'ultima rifiutò di comparire
davanti al re che voleva mostrare al popolo ed ai capi la sua bellezza). Poi il
re fece un gran banchetto a tutti i principi e ai ministri, che fu il banchetto
di Ester; concesse un giorno di riposo alle province e fece doni con
munificenza regale...
In seguito, il re Assuero promosse Aman
figlio di Hammedata, l'Agaghita, alla più alta dignita' e pose il suo seggio al
di sopra di quelli di tutti i principi che erano con lui. Tutti i ministri del
re, che stavano alla porta del re, piegavano il ginocchio e si prostravano
davanti ad Aman, perché così aveva ordinato il re a suo riguardo. Ma Mardocheo
non piegava il ginocchio ne' si prostrava. I ministri del re che stavano alla
porta del re dissero a Mardocheo: "Perché trasgredisci l'ordine del
re?". Ma, sebbene glielo ripetessero tutti i giorni, egli non dava loro
ascolto. Allora quelli riferirono la cosa ad Aman, per vedere se Mardocheo
avrebbe insistito nel suo atteggiamento, perché aveva detto loro che era un
giudeo. Aman vide che Mardocheo non s'inginocchiava ne' si prostrava davanti a
lui e ne fu pieno d'ira; ma disdegno' di mettere le mani addosso soltanto a
Mardocheo, poiche' gli avevano detto a quale popolo Mardocheo apparteneva. Egli
si propose di distruggere il popolo di Mardocheo, tutti i Giudei che si
trovavano in tutto il regno d'Assuero. Il primo mese, cioè il mese di Nisan, il
decimosecondo anno del re Assuero, si gettò il pur, cioè la sorte, alla
presenza di Aman, per la scelta del giorno e del mese. La sorte cadde sul
tredici del decimosecondo mese, chiamato Adar. Allora Aman disse al re Assuero:
"Vi è un popolo segregato e anche disseminato fra i popoli di tutte le
province del tuo regno, le cui leggi sono diverse da quelle di ogni altro popolo
e che non osserva le leggi del re; non conviene quindi che il re lo tolleri. Se
così piace al re, si ordini che esso sia distrutto; io farò passare diecimila
talenti d'argento in mano agli amministratori del re, perché siano versati nel
tesoro reale". Allora il re si tolse l'anello di mano e lo diede ad Aman,
l'Agaghita, figlio di Hammedata e nemico dei Giudei. Il re disse ad Aman:
"Il denaro sia per te: al popolo fa' pure quello che ti sembra bene".
Il tredici del primo mese furono chiamati i segretari del re e fu scritto,
seguendo in tutto gli ordini di Aman, ai satrapi del re e ai governatori di
ogni provincia secondo il loro modo di scrivere e ad ogni popolo nella sua
lingua. Lo scritto fu redatto in nome del re Assuero e sigillato con il sigillo
reale. Questi documenti scritti furono spediti per mezzo di corrieri in tutte
le province del re, perché si distruggessero, si uccidessero, si sterminassero
tutti i Giudei, giovani e vecchi, bambini e donne, in un medesimo giorno, il
tredici del decimosecondo mese, cioe' il mese di Adar, e si saccheggiassero i
loro beni..." (Ester 1,1 seg.). Il racconto si conclude con l'intervento
intercessore di Ester presso il re Assuero che fa impiccare Aman e riabilita i
Giudei. Conviene ricordare la preghiera di Ester prima di intercedere presso il
re Assuero.
"Anche la regina Ester cercò rifugio
presso il Signore, presa da un'angoscia mortale. Si tolse le vesti di lusso e
indosso' gli abiti di miseria e di lutto; invece dei superbi profumi si riempi'
la testa di ceneri e di immondizie: umilio' molto il suo corpo e con i capelli
sconvolti si muoveva dove prima era abituata agli ornamenti festivi. Poi
supplico' il Signore e disse:
"Mio Signore, nostro re, tu sei l'unico!
Vieni in aiuto a me che sono sola e non ho altro soccorso se non te, perché un
grande pericolo mi sovrasta.
Io ho sentito fin dalla mia nascita, in seno
alla mia famiglia (educazione biblica familiare, NDA), che tu, Signore, hai
scelto Israele da tutte le nazioni e i nostri padri da tutti i loro antenati
come tua eterna eredita', e hai fatto loro secondo quanto avevi promesso. Ora
abbiamo peccato contro di te e ci hai messi nelle mani dei nostri nemici, per
aver noi dato gloria ai loro dei. Tu sei giusto, Signore!.
Ma ora non si sono accontentati dell'amarezza
della nostra schiavitu', hanno anche posto le mani sulle mani dei loro idoli,
giurando di abolire l'oracolo della tua bocca, di sterminare la tua eredita',
di chiudere la bocca di quelli che ti lodano e spegnere la gloria del tuo
tempio e il tuo altare, di aprire invece la bocca delle nazioni a lodare gli
idoli vani e a proclamare per sempre la propria ammirazione per un re di carne.
Non consegnare, Signore, il tuo scettro a dei
che neppure esistono. Non abbiano a ridere della nostra caduta; ma volgi contro
di loro questi loro progetti e colpisci con un castigo esemplare il primo dei
nostri persecutori.
Ricordati, Signore; manifestati nel giorno
della nostra afflizione e a me da' coraggio, o re degli dei e signore di ogni
autorita'. Metti nella mia bocca una parola ben misurata di fronte al leone e
volgi il suo cuore all'odio contro colui che ci combatte, allo sterminio di lui
e di coloro che sono d'accordo con lui.
Quanto a noi, salvaci con la tua mano e vieni
in mio aiuto, perché sono sola e non ho altri che te, Signore!
Tu hai conoscenza di tutto e sai che io odio
la gloria degli empi e detesto il letto dei non circoncisi e di qualunque
straniero. Tu sai che mi trovo nella necessita', che detesto l'emblema della
mia fastosa posizione che cinge il mio capo nei giorni in cui devo fare
comparsa; lo detesto come un panno immondo e non lo porto nei giorni in cui mi
tengo appartata. La tua serva non ha mangiato alla tavola di Aman ne' ha
onorato il banchetto del re ne' bevuto il vino delle libazioni. La tua serva da
quando ha cambiato condizione fino ad oggi, non ha gioito di nulla, se non di
te, Signore, Dio di Abramo. Dio, che su tutti eserciti la forza, ascolta la
voce dei disperati e liberaci dalla mano dei malvagi; libera me dalla mia
angoscia!" (Ester 4,17k seg.).
Le figure femminili bibliche prima
riportate presentano delle
caratteristiche comuni: tutte le
protagoniste possiedono una solida fiducia in Dio. Pur trovandosi in
differenti condizioni angosciose, ricorrono con totale fiducia al Signore: gli
elevano una preghiera e attendono, con fede ferma e decisa, che Dio intervenga.
In Giuditta ed in Ester poi possiamo ammirare la grande capacita' d'intercessione per il popolo di Israele e i miracoli che il Signore compie per loro
mezzo. Possiamo quindi considerare tali personaggi come antesignani di
Maria la quale, in misura piena e totale riunisce tutte le loro
caratteristiche: in particolare il
potere d'intercessione per il "popolo di Dio" (per Maria ormai
l'intera umanità - Giovanni 19,26/27) e
la totale fiducia in Lui. Tutte caratteristiche che, come ripeto,
esploderanno in Maria Santissima.
Spesso si accusa la Chiesa di considerare la donna in modo
"retrivo", quasi come la "servetta" dell'uomo. La donna
invece secondo la Bibbia, quindi secondo Dio, ha ben precise caratteristiche
che la valorizzano pienamente.
"Una donna perfetta chi potra' trovarla?
Ben superiore alle perle è il suo valore.
In lei confida il cuore del marito
e non vera' a mancargli il profitto.
Essa gli da' felicita' e non dispiacere
per tutti i giorni della sua vita.
Si procura lana e lino
e li lavora volentieri con le mani.
Ella è simile alle navi di un mercante,
fa venire di lontano le provviste.
Si alza quando è ancora notte
e prepara il cibo alla sua famiglia
e da' ordini alle sue domestiche.
Pensa ad un campo e lo compra
e con il frutto delle sue mani pianta una
vigna.
Si cinge con energia i fianchi
e spiega la forza delle sue braccia.
È soddisfatta, perché il suo traffico va
bene,
neppure di notte si spegne la sua lucerna.
Stende la sua mano alla conocchia
e mena il fuso con le dita.
Apre le sue mani al misero,
stende la mano al povero.
Non teme la neve per la sua famiglia,
perché tutti i suoi di casa hanno doppia
veste.
Si fa delle coperte,
di lino e di porpora sono le sue vesti.
Suo marito è stimato alle porte della citta'
dove siede con gli anziani del paese.
Confeziona tele di lino e le vende
e fornisce cinture al mercante.
Forza e decoro sono il suo vestito
e se la ride dell'avvenire.
Apre la bocca con saggezza
e sulla sua lingua c'è dottrina di bonta'.
Sorveglia l'andamento della casa;
il pane che mangia non è frutto di pigrizia.
I suoi figli sorgono a proclamarla beata
e suo marito a farne l'elogio:
"Molte figlie hanno compiuto cose
eccellenti,
ma tu le hai superate tutte!"
Fallace è la grazia e vana la bellezza,
ma la donna che teme Dio è da lodare.
Datele del frutto delle sue mani
e le sue stesse opere la lodino alle porte
della citta'" (Proverbi 31,10 seg.)
Sicuramente anche queste parole si adattano
perfettamente a Maria che non dobbiamo dimenticare fu, anche sulla terra, madre
e sposa esemplare in senso biblico. La sua totale dedizione a Dio, la sua
fiducia in Lui nonostante le avversita' e la contraddizione della croce la
rendono insuperabile. Come ripeto dobbiamo pensare che il popolo d'Israele aspettava un Messia condottiero o re, sul tipo di Davide e Salomone. Che figura di Messia rappresento' Gesù,
morto in croce? Ma Maria, sotto la croce, immersa in un tremendo dolore, si fido' di Dio, contro tutte le apparenze.
Nessuno potra' mai battere questa fede! L'importanza di Maria nel piano
redentivo e salvifico di Dio dura tutt'oggi anche se noi, peccando contro lo
Spirito Santo[12], suo sposo, trascuriamo i suoi
consigli.
LA REGINA DEI PROFETI
"...Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del
mondo" (Matteo 28,20).
Il Signore ha promesso che restera' con noi
fino alla fine del mondo. Ed è presente in mezzo a noi:
a) "dove sono due o tre riuniti nel mio
nome io sono in mezzo a loro" (Matteo 18,20);
b) nell'Eucarestia "Ora, mentre essi
mangiavano, Gesù prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzo' e lo
diede ai discepoli dicendo: "Prendete e mangiate; questo è il mio
corpo". Poi prese il calice e, dopo aver reso grazie, lo diede loro, dicendo:
"Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue dell'alleanza, versato per
molti, in remissione dei peccati" (Matteo 26,26 seg.)- "Quando (Gesù)
fu a tavola con loro (discepoli di Emmaus), prese il pane, disse la
benedizione, lo spezzo' e lo diede loro. Allora si aprirono loro gli occhi e lo
riconobbero. Ma lui spari' dalla loro vista" (Luca 24,31);
c) mediante l'opera dello Spirito Santo;
d) mediante l'azione di Maria Santissima
sposa e strumento eletto dello Spirito Santo;
e) mediante l'azione degli uomini "Dopo
questi fatti il Signore designo' altri settantadue discepoli e li invio' a due
a due avanti a se' in ogni citta' e luogo dove stava per recarsi.." (Luca
10,1 seg.) - "Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel
nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare
tutto ciò che vi ho comandato" (Matteo 28,19).
E
Maria, mediante le sue numerose ed importantissime apparizioni, esorta il mondo alla conversione e gli
ricorda la via per raggiungere la santita'. Non aggiunge nulla alla Rivelazione
(del resto lei è la madre della Parola - Giovanni 1,1 Seg.), ma ci ricorda
l'importanza della medesima "Cari figli! Oggi vi chiamo affinche' nelle vostre case leggiate ogni giorno la
Sacra Bibbia, che dovra' trovarsi in un punto dove la si vede sempre e dove
vi ricorda che "deve essere
letta" e accompagnata con la preghiera" (Messaggio della Madonna
di Medjugorje del 18/10/1984)[13].
Analizzero' le principali apparizioni mariane
riconosciute dalla Chiesa come autentiche:
la loro importanza; il messaggio mariano (quindi divino) in esse contenuto ed i
segni soprannaturali che hanno accompagnato tali apparizioni (spesso ci si
vergogna a parlare di soprannaturale e ci si dimentica che la Chiesa è nata dal miracolo della
"Resurrezione" ed è sempre stata accompagnata da prodigi).
Comincero', in ordine cronologico, con un'apparizione estremamente importante,
anche se considerata minore.
CARAVAGGIO
"L'apparizione di Caravaggio prevale su innumerevoli altre perché ha
avuto, come scopo, un avvenimento di decisiva importanza: la pace della Patria
e la pace e l'unione della Chiesa ; alle quali l'apparizione concorse con
influssi rapidi, efficaci e risoluti".[14]
Riportero' il "più antico racconto del fatto miracoloso" vergato
su pergamena, in lingua italiana a caratteri paleografici, conservato
nell'abitazione vescovile presso il santuario, in una felice traduzione
italiana del cav. Don Giovanni Stroppa, arciprete di Caravaggio.[15]
"A Dio Ottimo Massimo, la provvidenza del quale dispone bravamente
ogni cosa e la pieta' come non lascio' mai privi di aiuto celeste tutti i
fedeli, così si compiacque una volta con l'Apparizione della Vergine Madre di
Dio riguardare anche il popolo di Caravaggio e aiutarlo e onorarlo altresi'. Poiche'
l'anno 1432 dal parto della stessa Vergine, il giorno 26 maggio all'ora
ventuna, una donna chiamata Giovannetta oriunda del Castello di Caravaggio, di
anni 32, figlia di un certo Pietro de Vacchi e moglie di Francesco de Varoli
(che tutti conoscevano di specchiati costumi, religiosa e pia e di vita
semplice ed onesta) essendo fuori del borgo di Caravaggio, percorrendo la via
di Milano per recare a casa alcuni fasci d'erba, che ivi aveva falciata da dare
ai giumenti, mentre ripensava seco stessa, ecco, avanti ai suoi occhi una
Matrona bellissima e ammirabile, di alta statura, dal viso grazioso, e
dall'aspetto venerando, di un atteggiamento ineffabile e non mai pensato
vestita di color viola e il capo coperto di un bianco velo, venire e poi
arrestarsi verso la stessa Giannetta. E Giovannetta atterrita a si' venerando
aspetto della nobile Matrona, stupita esclamo': "O Vergine Maria!". E
questa subito a lei: "Non temere o
figlia, sono d'essa, ti prostra e prega" e Giovannetta rispose:
"Signora, mi manca il tempo perché i miei giumenti attendono queste
erbe". E allora la Beatissima Vergine le disse: "Accogli i miei voleri". Ciò dicendo pose la mano sulla
spalla della Giovannetta e la fece inginocchiare, soggiungendo: "Ascolta e ricorda la mie parole.
Voglio che riferisca, ovunque possa giungere la mia voce e a quelli cui non
potrai direttamente, indichi per mezzo di altri". E così, con due
grosse lagrime (che Giovannetta poi disse che erano lucidissime e le parevano
come gocce d'oro) aggiunse: "Intendeva
l'Altissimo mio figlio, Onnipotente, distruggere a fondo questo globo terrestre
per la nequizia degli uomini che sempre nuove scelleraggini commettono e
precipitano di peccato in peccato; ma io per delitti dei miseri ho innalzato
preghiere allo stesso mio Figlio supplicandolo per sette anni. Per il che
voglio che tu dica a tutti e a ciascuno degli uomini di digiunare a pane e acqua ogni venerdi' in onore dello stesso mio
Figlio e di festeggiare per mia
devozione il vespero del sabato. Devono infatti dedicarmi quel pomeriggio
per tanti e si' grandi beni che per me hanno ottenuto dal Figlio mio".
E tutte quelle parole la stessa Signora Vergine a mani aperte, come afflitta,
proferiva. Allora Giannetta disse: "Queste cose non mi crederanno gli
uomini". E a lei la Clementissima Vergine: "Alzati, disse, e non temere e riferisci ciò che ti ho comandato;
e quanto dirai sara' comprovato da tali meraviglie che nessuno dubitera' della
verita' delle tue parole". Ciò detto, e fatto un segno di croce verso la Giannetta, spari' ai suoi occhi.
Giovannetta subito torno' a Caravaggio raccontando ciò che aveva visto e d
udito. Per le quali cose molti, credendo a lei, cominciarono a visitare quel
luogo: e ivi trovarono una fonte non mai vista prima, alla quale allora certi
ammalati, e molti in appresso, confidando nella potenza divina si recarono e
ritornarono poi liberati dalle infermita', di cui erano afflitti. Per le
preghiere e pei meriti della Gloriosissima Vergine Madre di Dio e del Signore
Nostro Gesù Cristo, al quale col Padre e con lo Spirito Santo sia sempre lode e
gloria per la salute dei fedeli. Così sia!"
"A segnare la divina origine dell'Apparizione e dei suoi doni, al
cenno della celeste Regina, dal prato benedetto toccato dalla sua presenza,
sgorga una limpida e copiosa sorgente d'acqua, cui traggono a salute, in ogni
tempo, moltitudini di infelici, e le cui virtu' vengono affermate anche dal
subito fiorire di un ramo secco, gettatovi a sfida da un incredulo ostinato e
insolente.
Giovannetta porta il messaggio al suo popolo; e pure ai governanti, per
sollecitarli, in nome della Madonna, agli accordi e alle opere di concordia e
di pace.
Ardisce, così, lasciarsi persuadere a presentarsi a Filippo Maria
Visconti, Signore di Milano; poi al governo della Repubblica Veneta; e, più
tardi, su galere veneziane, si porta con numeroso seguito fino a
Costantinopoli, all'Imperatore d'Oriente Giovanni III Paleologo, il cui
intervento, sollecitato dalla Madonna a mezzo di Giovannetta, sara' decisivo
per il ritorno della Chiesa greca all'unita'
della Chiesa Romana.
Dovunque la veggente reca, a prova dell'Apparizione e della missione
avuta, anfore di acqua della Fonte miracolosa, che opera prodigi di guarigione su innumerevoli infermi.
Ed ecco che - contro ogni previsione e speranza, poiche', umanamente
parlando, le condizioni in cui si trovava il territorio nostro e tutta la
Chiesa non parevano che presagire nuove
e più affliggenti amarezze - ecco che la pace si realizza: per la patria e,
più, per la Chiesa , nel ritorno di dissidenti e scismatici all"Unico
ovile sotto l'unico Pastore".
1433 - pace tra Milano e Venezia:
- richiamo delle truppe
milanesi dal territorio pontificio.
1438 - ritorno dei Greci all'unita' della Chiesa Romana, e proclamazione del primato
personale del papa su tutta la Chiesa
(Concilio di Firenze).
Seguono i ritorni degli Armeni (1439), dei Giacobini (1442), di altri
Orientali, del Regno di Bosnia ecc.
L'Apparizione di Caravaggio resta, così, mirabilmente legata alla causa
della Pace e dell'Unita' della Chiesa
di Cristo".[16]
L'apparizione di Caravaggio presenta alcune particolarita' che la
Madonna richiamera' nei secoli successivi nelle apparizioni
"mondiali":
a) richiesta di digiuno a pane
ed acqua - Medjugorje;
b) festeggiare per devozione
mariana il sabato - Fatima.
Come in tutte le apparizioni
autentiche la Madonna richiama il mondo
alla penitenza ed alla preghiera: in particolare raccomanda, per evitare i castighi divini, il digiuno dal peccato. In questo
continua l'attivita' di tutti i profeti mandati dal Signore a predicare la
conversione al popolo d'Israele, ma con una differenza fondamentale: il suo indiscutibile ed esclusivo potere
d'intercessione presso il Signore. Continuando l'episodio di Cana (Giovanni 2,1 seg.) in cui la Madonna fece
iniziare prima del tempo i miracoli al Signore (unica figura in tutta la Bibbia
con tale potere d'intercessione), Maria intercede perennemente presso il
Signore per la nostra salvezza "Intendeva
l'Altissimo mio Figlio, Onnipotente, distruggere a fondo questo globo terrestre
per la nequizia degli uomini che sempre nuove scelleraggini commettono e
precipitano di peccato in peccato; ma io per delitti dei miseri ho innalzato
preghiere allo stesso mio Figlio supplicandolo per sette anni.."[17]
Inoltre , come tutte le apparizioni autentiche, anche questa è
accompagnata da prodigi che avvalorano la predicazione di Maria "E questi
saranno i segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome
scacceranno i demoni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti
e, se berranno qualche veleno, non rechera' loro danno, imporranno le mani ai
malati e questi guariranno"..."Allora essi partirono e predicarono
dappertutto, mentre il Signore operava insieme con loro e confermava la parola
con prodigi che l'accompagnavano" (Marco 16,17).
Nel caso di Caravaggio i segni soprannaturali sono costituiti:
a) dall'acqua miracolosa che
tutt'oggi opera guarigioni prodigiose nei confronti di chi ha fede (Matteo
9,29) e di chi prega,
b) dai numerosissimi ex voto
(migliaia) che nel corso dei secoli testimoniano le numerose grazie ricevute
dai fedeli.
Riportero' due grazie straordinarie di cui esiste testimonianza presso
il Santuario.
LA GHIGLIOTTINA
"Questo strumento di decapitazione, che la storia fa risalire solo
al 1789, al medico francese Guillotin, di cui ricorda il nome, trova qui un
lontano ma chiaro antenato.
Che cosa ricorda?
Nei primi mesi del 1520 venne catturato, qui presso, un tortonese capo
di briganti, e venne condannato a morte. Perché l'esecuzione della sentenza
servisse di monito a molti, la si differi' al 26 maggio, giorno anniversario
dell'Apparizione, in cui gran folla conveniva a Caravaggio.
Ma, nell'attesa, il condannato s'era pentito e convertito. Il giorno 26
- innalzato il palco, e adunata la folla con squilli di tromba - si dava
esecuzione alla sentenza.
Ma, per quanti tentativi si facessero, quando la scure calava sul collo
del condannato s'inceppava e non lo sfiorava neppure. Allora la folla grido' al
miracolo, affermando che era la Madonna che non voleva fosse contaminato il suo
giorno di grazia da uno spargimento di sangue.
Il condannato ritorno' al carcere: ma poi il Senato di Milano lo mando'
libero, ritenendo cosa ingiusta il condannare uno che era stato salvato per
divino intervento.
Eretto il nuovo tempio, la ghigliottina fu sistemata su una parete
esterna, con sotto la grande scritta latina, voluta da Nicolo' Secco a
commemorazione del fatto, cui egli aveva assistito da fanciullo.
Ora la ghigliottina è scesa qui a più chiara visione dei visitatori; e,
mentre la lunga epigrafe latina rimane all'antico posto, all'esterno del
Tempio, qui poche parole spiegano il fatto: "Sul capo del bandito
penitente - qui dalla umana giustizia atteso a morte - la materna bonta' della
vergine - arresta la scure ferale - XXVI Maggio MDXX"[18]
IL CATENACCIO SPEZZATO
"Ricorda questo fatto. Il 9 agosto 1650 un devoto pellegrino si
imbatte' qui in un suo nemico che lo minacciava di morte. L'aggredito corse
verso il Tempio per sfuggire alle ire del nemico armato, e, trovando la porta
chiusa, invoco' la Madonna. Il catenaccio si spezzo', la porta si aperse a suo
rifugio e si richiuse da se' in faccia all'ira del persecutore.
Allora il catenaccio, nei due pezzi sui battenti, fu conservato a
ricordo; e perché i visitatori non lo asportassero, vi si misero le due rozze
inferriate. Ora, demolito il portale, ne furono salvati i due pezzi col
catenaccio, e posti in visione sotto il cristallo. Le parole dicono a
spiegazione: "Infranto per virtu' suprema il catenaccio del portale - La
Madonna qui rifugia e salva da ira nemica un suo devoto-1650".[19]
Demonio: "Nessun vero devoto della Madonna va
all'Inferno! È stata creata apposta!"[20]
S. MARIA DELLA CROCE
Un'altra apparizione, considerata a torto minore, riveste una
indiscutibile importanza in quanto, grazie a quest'apparizione, la Madonna
mostra "al mondo" il suo
indubitabile soccorso, anche concedendo ai suoi devoti la possibilita' di
ricevere i Sacramenti in punto di morte (polizza per il Paradiso). Spesse volte
ho udito personalmente, durante numerosi esorcismi, lamentarsi il diavolo sul
ruolo di Maria che accompagna e aiuta, salvandoli, anche negli ultimi istanti,
i suoi devoti.
"Al Reverendissimo Padre in Cristo e Signore Spettabilissimo
Fabrizio Marliano degnissimo Vescovo di Piacenza. Breve relazione di Andrea
Robatto, cremasco, vicario e luogotenente di Sua Signoria di Crema, riguardo ad
un fatto meraviglioso accaduto recentemente presso di noi. Potrei pensare che
il mio grande desiderio superi le possibilita' dell'ingegno, e che le mie
capacita' siano eclissate nel descrivere quei miracoli che sono recentemente
avvenuti nella nostra patria ed ai nostri giorni; ciò nonostante ho ritenuto
che fosse cosa ingiusta e contraria al mio dovere verso di te, o Reverendissimo
Presule, se non avessi raccontato la grazia della divina pieta' e la Clemenza
della Beatissima Madre di Dio Maria, con la speranza che il fatto abbia in
futuro uno scrittore non del tutto inadeguato rispetto alla eccezionalita' e
alla grandezza dell'avvenimento, e molto più bravo di me nel raccontare.
Pertanto, in perpetuo ricordo del fatto ed in lode e gloria della Pia Vergine
Madre di Dio Maria, ho stabilito di narrare a Sua Signoria, il più brevemente
possibile, il fatto straordinario così come l'abbiamo visto noi stessi e come
l'abbiamo udito raccontare da persone degne di fede. Dunque: nell'anno della
nostra salvezza 1490, il 3 di Aprile, un certo Bartolomeo, cittadino bergamasco
della valle Imagna, figlio di Contaldo, unito in matrimonio con Caterina,
figlia del fu Bartolomeo Uberti, cittadino cremasco, fortemente contrariato per
il rinviato pagamento della dote promessa, nel giorno predetto parti' da
Bergamo per recarsi a Crema dalla moglie che abitava in casa del fratello, e,
addotta la scusa che era stato riammesso in citta' (egli infatti era stato
bandito dalla patria a causa di un omicidio) e che i suoi genitori desideravano
ardentemente conoscerla, con dolci parole, alle ore 23, la condusse fuori
citta'.
Presso la Chiesa di San
Bartolomeo, appena fuori le mura della citta' di Crema a Porta Ripalta, le
comanda di montare a cavallo sul quale era salito solo.
Probabilmente egli dirige il suo cammino lentamente intorno alle mura
fino a Porta Pianengo, che conduce a Bergamo, perché sopraggiungessero le
tenebre e venissero chiuse secondo l'uso le porte della citta'. Da qui prende
la strada principale per Bergamo. Dopo aver percorso un pochino di strada
allontanandosi dalla citta', dalla strada principale devia verso un sentiero
che conduce al Novelletto. Poiche' la moglie gli faceva notare che si
allontanava dalla strada principale, egli afferma di prendere quella perché era
più breve. Dopo aver percorso per quella strada due tiri di freccia, ad un
trivio, che era vicino, scende da cavallo e chiede alla moglie che faccia
altrettanto. Ella risponde negativamente dicendo di non aver bisogno di nulla,
pensando che il marito fosse svoltato forse per alleggerire il ventre. Allora
egli, col proposito di realizzare il suo delittuoso progetto, strappa di sella
la moglie e lega il cavallo ad un albero li' vicino; poi improvvisamente (oh,
delitto orrendo!), più crudele di una belva ferocissima, sguainata la spada,
assale la moglie, parte del suo stesso corpo; ella, come vede la spada omicida
diretta contro il suo capo, alzato il braccio, mette a protezione del capo la
mano destra; egli (oh fatto indegno!), più bestialmente di una tigre feroce,
gliela tronca in un sol colpo e, pieno di collera, strappa crudelmente quella
mano pendente dal braccio e la getta lontano, poi, a più riprese, le trapassa
il braccio fino al midollo e le spezza le ossa del gomito. E poiche' egli alza
di nuovo la spada su di lei, ella afferra l'arma con la sinistra; egli nella sua
efferatezza, strappa la spada dalla sinistra ferita e mentre ella invoca più
volte la Beata Vergine perché la soccorra, la ferisce crudelmente alla testa
quattro volte fino nel profondo del cervello. Poi le colpisce gravemente anche
il braccio sinistro fino alle ossa. Se non che, mentre egli stringe di nuovo
senza misericordia la spada e la dirige verso il suo capo, l'arma si spezza in
due parti. Cade ella (oh, dolore!) cade abbattendosi a terra come morta; allora
egli, per spegnere in lei ogni traccia di vita se ancora gliene rimanesse,
infligge nella schiena della moglie un pugnale più corto che portava su di se'.
Questo (cosa meravigliosa a dirsi!) scivola tra la pelle e le vesti
della donna senza causarle ferita alcuna. Quel pezzo di diavolo finalmente
risale a cavallo e ritorna rapidamente sulla strada principale, dopo aver
lasciato la moglie sola nelle tenebre, convinto che fosse gia' morta. Ma, o
ineffabile Pieta' di Dio, o inestimabile grazia del Salvatore, o indicibile
misericordia dell'Avvocata di tutto il popolo cristiano! Ecco che a quella
donna prona a terra, quasi morta, che implorava piamente come poteva il
patrocinio della Vergine e che le chiedeva di non lasciarla morire senza
confessione e senza i Sacramenti della Chiesa , corre in aiuto la clementissima
sempre Vergine Madre di Dio Maria, soccorso attentissimo del genere umano,
sotto le sembianze di una povera donnetta che, presala per il braccio le disse:
"Figlia mia, alzati, non temere". Allora quella, ripreso animo, le
chiese: "Chi sei, o donna!". "Quella che hai invocato poco fa, risponde; seguimi". E subito
Caterina, con mano destra mozzata, con il cranio tutto fatturato, con i nervi e
le ossa delle braccia tagliate, tanto che secondo il parere di tutti i medici
sarebbe dovuta gia' essere morta subito per lo spasimo, segue la Beata Vergine
che la guida verso una casa non molto distante, in direzione della citta',
nella notte tenebrosa e piovigginosa (era infatti circa la seconda ora di
notte). Frattanto gli abitanti di quella casa, un pover'uomo con la moglie ed i
figli, sentendo la voce di qualcuno che gridava ed invocava la Beata Vergine,
escono dalla casa; e poiche' con l'orecchio teso cercano di individuare la voce
e non vedono nulla a causa dell'oscurita' della notte, ritornano dentro. Di
nuovo escono di casa al suono della medesima voce, e poiche' non vedono nulla,
si chiudono dietro l'uscio. Aperta una terza volta la porta perché continuavano
a sentire con una certa frequenza questa voce che gridava "o Benedetta
Signora!" decidono di cercare di sapere di che cosa si trattasse. Ma ecco
li', appena dischiusa la porta, una donna insanguinata, tanto che credettero
che vi fosse volata.
La donna che la accompagnava scomparve. Spaventati per l'eccezionalita'
dell'evento, le chiedono chi sia. Quella chiede che la accolgano sotto il loro
tetto, affermando di essere la figlia di Bartolomeo Uberti.
Essi invece, non riconoscendola affatto per le ferite e per il sangue
che copriva tutto il suo volto, la credono una prostituta, così conciata forse
dai suoi protettori e diventano restii ad accoglierla. Ella dice loro di non
temere di ospitarla, conferma di essere quella che aveva detto e racconta loro
lo svolgimento dei fatti, come abbiamo sopra riferito e cioe' in che modo suo
marito l'avesse così crudelmente ferita e come alle sue pressanti invocazioni,
la Vergine Maria piena di grazia l'avesse condotta fin la'. E davvero potrei
dire che non avrebbe potuto da sola, nella notte tenebrosa, raggiungere quel
luogo, anzi, chiunque l'avesse vista con la mano troncata, con tutto il cranio
fracassato, con le articolazioni ed i nervi dei gomiti fatti a pezzi, con le
ossa che versavano il midollo, avrebbe detto che non si sarebbe potuta nemmeno
reggere in piedi se la clementissima Vergine Madre di Dio, in onore della quale
recitava ogni giorno devotamente quella preghiera che è detta comunemente
Corona della Vergine (Rosario, NDA), mossa a compassione ed impietositasi per
l'orrendo fatto, non le avesse prestato pietoso ed indispensabile aiuto. Ma
anche provando compassione per lei, che cosa potrebbero fare per una donna
tanto disgraziata! La notte è scura, essi abitano in campagna, le porte della
citta' sono chiuse, non s'intendono di medicina e quand'anche se ne
intendessero, in quel tugurio non hanno alcun genere di medicinali. Decidono
dunque, poiche' erano sotto il portico, di condurla in una costruzione li'
vicina dove c'è la stalla, perché almeno non muoia di freddo; essi infatti in
casa non avevano fuoco. Quello che hanno deciso lo eseguono pietosamente: condotta
da quegli ospiti, entra nella stalla dove cade subito a terra: infatti non
poteva reggersi in piedi senza l'aiuto della Beata Vergine. Col loro aiuto si
rialza per adagiarsi sulla paglia. Implora nuovamente l'aiuto della Vergine che
la mantenga in vita fino all'alba per non spirare senza i Sacramenti della
Chiesa come le bestie. E a quelli che
la interrogano di nuovo racconta, con voce tanto chiara che si sarebbe potuto
credere che non avesse alcun male, tutto ciò che le era accaduto, ricordando
ottimamente ogni singolo particolare come fedelmente l'abbiamo riportato in
precedenza. Poi chiede che le si dia dell'acqua da bere; bevutane un po' e
sciacquatasi la bocca, si lamenta perché ha freddo ai piedi. Allora gli ospiti,
acceso il fuoco ve la portano vicino e li' rimase fino all'alba, senza
lamentarsi, senza gridare pur essendo straziata da tante ferite gravissime;
anzi, come dicono, fu vista appisolarsi. Sorto finalmente il giorno, uno di
quegli ospiti si reca dai parenti della donna e racconta loro il triste
accaduto (il fratello Cristoforo Uberti era in quel momento fuori citta').
Quelli si precipitano subito e tristemente da lei, la quale chiede loro non un
medico del corpo, ma subito un medico dell'anima. Essi la consolano come
possono, piangendo intanto l'orribile fatto. Caterina poi chiede loro che
vadano a cercare la mano tagliatale. Quelli obbediscono, si recano sul luogo
del fatto criminoso, non vi trovano la mano cercata e ritornano pensando che
sia stata divorata forse da una belva. Ma Caterina, quando capisce che sono
tornati senza aver concluso nulla, chiede che ritornino sul luogo, affermando
che la devono trovare di sicuro, perché la donna che l'aveva condotta li',
quando lei si era lamentata di lasciare la mano in pasto alle belve, le aveva
detto queste parole: "seguimi, figlia, e non temere per la mano
abbandonata; infatti, anche se restera' per terra 15 giorni, la faro'
ritrovare". Sentite, queste cose, ritornano sul luogo del delitto e poco
lontano ritrovano finalmente la mano cercata e la spada spezzata in due parti e
la prendono con se'. Poi, posta Caterina su di una barella, appositamente
preparata, la fanno portare in citta', e precisamente in casa della sorella,
nuora di Filippo Tensini.
Fatto qui venire immediatamente il parroco del luogo, confessa i suoi
peccati da buona cristiana, con animo devotissimo e tanto sicuro da sembrare
niente affatto inferma pur avendo ricevuto 14 ferite, ciascuna delle quali a
parere dei medici era mortale. Poi ripete ai presenti ed al giudice lo svolgimento
dei fatti ed infine riceve l'estrema unzione; e mentre per tutta la notte
(fatto straordinario!) dalle ferite non era fluito sangue quasi per niente,
improvvisamente incomincio' una emorragia tale che, immobile, rese subito
l'anima all'Altissimo ed alla gloriosa Vergine, alla quale si raccomandava
moltissimo, non senza aver prima dichiarato che perdonava di cuore al marito
che le aveva causato la morte in modo così crudele. In quello stesso giorno
detto delle Palme, e cioe' il 4 Aprile alle ore 18 viene pietosamente tumulata,
tra il naturale sbigottimento di tutta la citta' addolorata per un avvenimento
così tragicamente feroce. Intanto moltissimi incominciano a discutere. Alcuni
dicevano di non credere assolutamente che la Vergine Maria Madre di Dio fosse
apparsa a questa donna, altri invece dicevano di si'. I medici da parte loro
confermavano che ella non sarebbe potuta vivere senza cure non dico per tutta
la notte, ma neppure per un'ora; moltissimi poi aggiungevano di non ritenere
assurdo che la madre della misericordia, la Piena di Grazia Beatissima Vergine
Maria, Avvocata di tutto il genere umano presso Dio Onnipotente, che non aveva
mai abbandonato nessuno di coloro che speravano in lei e che la invocavano
devotamente, avesse prestato il suo pietoso aiuto, soprattutto in un caso così
doloroso a questa devotissima donna che chiedeva non ricchezze, non onori, e
neppure la salute del corpo, ma solamente il tempo di confessarsi. Ma ecco che
la Beatissima Vergine, volendo risolvere queste discussioni e rivelare la
verita', muove lo spirito e la mente di un ragazzo di 11 anni, figlio del
nostro concittadino Francesco Marazzi, domiciliato nella casa attigua alla
nostra, che ormai da quattro anni soffriva in modo grave per una fistola al
piede sinistro e, come noi stessi abbiamo visto spessissimo, non poteva
camminare senza l'aiuto di un bastone.
Nel giorno dell'Invenzione della Santa Croce il ragazzo prega la madre
di condurlo nel luogo in cui si dice che la Beata Vergine abbia pietosamente soccorso
la donna ferita: egli infatti non dubita
di conseguire la guarigione[21] se raggiungera' quel luogo in cui la Beata
Vergine ha calpestato la terra con i suoi piedi.
Nel giorno predetto dunque viene condotto nel luogo desiderato, che dista dalla citta' in mezzo miglio, e dove era stata infissa nel terreno, secondo l'uso, una piccola croce di legno. Qui piange devotamente ed invoca l'aiuto della pietosissima Madre di Dio Maria per meno di un'ora; poi, buttato via il bastone al quale si appoggiava, grida di essere guarito e tutto contento ritorna subito in citta' camminando regolarmente, benedicendo e lodando la clementissima Madre di Dio Maria. Quando tutta la popolazione di Crema lo vide andare in giro guarito, conosciuto lo svolgimento dei fatti, si precipita a gara in quello stesso luogo. Tutti gli ammalati ci vanno, alcuni come possono, altri si fanno portare. Che dire di più? Sua Signoria non sentirebbe in quel luogo niente altro che le grida di coloro che invocano l'aiuto della Vergine. Numerose persone in quel giorno ed in quel luogo sono state riportate alla salute: alcuni alla integrita' del vedere, altri del camminare, alcuni altri alla perfetta guarigione delle braccia e di diverse infermita' fisiche. Io stesso lessi i loro nomi registrati in quel giorno, che raggiungevano il numero di 40; per non essere inutilmente troppo lungo, ho ritenuto più opportuno passarli sotto silenzio. Tuttavia, se li vorro' enumerare uno per uno, Sua Signoria ne conoscera' più d'uno. Piuttosto Ella avrebbe potuto vedere allora questo popolo che, spinto da una altissima devozione, gettava la' chi denaro, chi cinture d'argento, chi anelli, chi altri doni. Avresti potuto vedere parecchi che, abbandonati la' quegli attrezzi di legno con l'aiuto dei quali camminavano e che il volgo chiama "scarsule", ritornavano in citta' lieti e risanati, lodando e benedicendo Dio Onnipotente e la gloriosa Vergine. Quel giorno, fino al tramonto, vi andarono e ne tornarono moltissimi, come le formiche quando, nella calda estate, fanno lunghe file per procurarsi il cibo; quel luogo viene visitato devotissimamente da persone di entrambi i sessi e senza distinzione di eta', mentre lo rende famoso in modo mirabile la Clementissima Madre di Dio Maria. Il giorno dopo, al mattino, tutto il clero con i nobili e con tutto il popolo, processionalmente, preceduti secondo l'uso dal vessillo e dalle croci, salmodiando e ringraziando Dio onnipotente e la Beata Vergine, si recano devotamente nel luogo predetto e li' cantano solennemente la m 8(essa in onore della Madre di Dio. Sarebbe valsa veramente la pena di vedere in quel momento tutta questa citta' affluire in folla in quel luogo, ed i numerosissimi e diversi doni gettati all'immagine della Madre di Dio Maria posta la' dove si dice che abbia risollevato la donna ferita: moltissimi ammalati, ai quali per molti anni l'opera dei medici (Marco 5,25 seg.) non aveva dato giovamento, rivolgendosi supplichevolmente e devotamente a quella immagine ritrovavano immediatamente e miracolosamente la salute. Alcuni infatti si rialzano subito, alcuni altri, nei quali forse in un primo tempo la devozione era meno intensa, perseverando ottengono finalmente la misericordiosa guarigione della vista, del camminare, del cancro, dell'epilessia, delle diverse malattie che erano loro capitate; i nomi di costoro, per non sembrare di tessere la genealogia del Salvatore e poiche' sarebbero comunque del tutto ignoti a Sua Signoria, io li tacero': e in tutta verita' (lungi da me l'idea di mentirle!), questa sola cosa diro' a Sua Signoria: che nel tempo di soli tre giorni, 80 persone dell'uno e dell'altro sesso, sia di fuori che del luogo, di molti dei quali io stesso sapevo che prima erano ammalati ed ora stanno bene, hanno ricevuto la guarigione per le preghiere e l'intercessione della Clementissima Vergine Maria della Croce. In suo onore questo Magnifico Comune ha giustamente deciso di edificare in quel luogo un bellissimo tempio col titolo di Santa Maria della Croce perché proprio nel giorno dell'invenzione della Santa Croce ultimo scorso, come abbiamo gia' detto, si è degnata di profondere tanto misericordiosamente la sua clemenza a favore della sua citta' e continua ancora a farlo ogni giorno, come indicano le innumerevoli tavolette dipinte appese in quel luogo fino ad oggi dagli ammalati e come attestano i nomi fedelmente registrati dei guariti. Perciò si da' il caso che, sebbene alla Clementissima vergine Madre di Dio Maria, sia debitore tutto il mondo, lo sia grandissimamente e più di tutti gli altri il popolo cremasco che ella ha voluto investire di onore e di grazia tanto grandi da ritenere opportuno che il suo patrocinio venga implorato dai bisognosi qui da noi a preferenza delle diverse parti del mondo. Di tutte queste cose dunque io mi sono preoccupato in base al mio ufficio, di informare Sua Signoria così come mi risulta che siano avvenute; ho pensato infatti che, poiche' qui i miracoli aumentano di giorno in giorno, questo fatto tanto eccezionale sia giunto almeno per fama anche costa' e nelle altre citta' vicine e temo che questa fama, estendendosi, dissolva la verita' dell'accaduto e, come al solito, aggiunga e tolga il più ed il meno, se non si presenta un testimone veritiero. In tutta verita' fino a questo momento le cose stanno così. In seguito, se capitera' qualcosa di nuovo che sia degno d'essere ricordato, mi preoccupero', sempre secondo verita' di informarne sua Signoria Reverendi