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Perché Signore?
Quante volte abbiamo pronunciato questa domanda oppure l’abbiamo sentita pronunciare da altre persone, preti compresi? Come mai Signore succede questo? Come mai esiste il male nel mondo? Dove sei Signore? Perché non ti preoccupi? Le risposte che ne derivano in campo umano tendono, purtroppo, a negare l’esistenza di Dio o ad attribuirgli tutte le colpe del mondo
Questo libro vuole essere una risposta alle domande ricorrenti nel corso dei secoli alla luce della Parola di Dio; l’unica fonte informativa che può fornirci una risposta precisa in merito, soprattutto in quest’epoca paganizzata in cui il Signore è stato allontanato dalla nostra vita personale, familiare e sociale con i risultati che stimolano le domande riportate.
Se noi leggiamo con attenzione il primo libro della Bibbia non possiamo disconoscere che la Creazione è stata un atto d’amore di Dio. La collocazione di Adamo e della sua compagna Eva è stata decisa nel giardino delle delizie: il paradiso terrestre. Una natura stupenda ed esente dal deterioramento circondava Adamo ed Eva che vivevano nella più totale felicità al cospetto di Dio. Né malattie né morte né tristezza né affanni affliggevano i due progenitori che potevano godere di una beatitudine incommensurabile. Quindi l’Onnipotente aveva voluto per i nostri progenitori, per tutti gli animali e per il resto della natura una situazione di armonia, di pace, di felicità. Questo è indiscutibile. Che cosa è intervenuto quindi ad alterare tale situazione paradisiaca? Come ben sappiamo il demonio, sotto le spoglie del serpente, tentò alla disubbidienza Eva e, tramite lei, Adamo. Satana, suscitando la disubbidienza alla Parola di Dio, introdusse la morte, le malattie, l’infelicità ecc. “Sì, Dio ha creato l'uomo per l'immortalità; lo fece a immagine della propria natura. Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono” (Sap. 2,23)
Nonostante il peccato di Adamo
ed Eva, che spiega le motivazioni del guasto provocato nel disegno d’amore di
Dio, il Signore ha voluto donarci il rimedio alla situazione disastrosa in
cui il peccato di disubbidienza (un peccato quindi di idolatria) aveva
confinato l’umanità “Io porrò inimicizia tra te e la donna, tra la tua
stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il
calcagno” (Gen. 3,15)
A questo proposito risulta interessante analizzare la differenza tra Eva e Maria, entrambe preservate dal peccato originale, ma con un comportamento differente riguardo alla Parola di Dio. Atteggiamento che risulta fondamentale per capire le ragioni del male del mondo.
[4]Ma il serpente disse alla donna: <<Non morirete affatto!
[5]Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male>>.
[6]Allora la donna vide che l'albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch'egli ne mangiò.
Gen. 3,4
[19]Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore.
Lc. 2,19
Suor Elvira http://www.campo-della-vita.org/italiano/suor%20elvira.htm ha parlato, in occasione del raduno dei giovani a Medjugorje, della differenza tra le due figure emblema della donna: Eva e Maria. Con una stupenda dissertazione ne ha evidenziato le differenze salienti e lo ha fatto con finezza ispirata.
Eva rappresenta la donna che ama il potere, che si lascia sedurre dalla tentazione del medesimo. "Diventerete come Dio, conoscendo il bene e il male", le suggerisce satana travestito da serpente. Eva abbocca all'amo nascosto nel boccone del potere. Il demonio sa ben mascherare le sue esche come ha recentemente sperimentato, a sue spese, anche un esperto come Mons. Milingo. Eva mangia il frutto proibito della disobbedienza e lo fa mangiare anche ad Adamo, con le conseguenze che tutti conosciamo. Nella figura di Eva si riconoscono molte donne che nel corso della storia hanno preferito piacere al mondo anziché a Dio. Clotilde Bersone, nelle sue memorie[1], racconta il patto diabolico per sedurre: cioè per potere esercitare il potere sugli uomini. E come lei, una lunga schiera di personaggi più o meno importanti hanno perpetuato, anche senza un espresso patto diabolico, la brama del potere, dimenticando l'ammonimento di Gesù "Qual vantaggio infatti avrà l'uomo se guadagnerà il mondo intero, e poi perderà la propria anima? O che cosa l'uomo potrà dare in cambio della propria anima? Poiché il Figlio dell'uomo verrà nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e renderà a ciascuno secondo le sue azioni" (Mt. 16,26 seg.).
Naturalmente una donna assetata di potere condiziona anche i rapporti familiari che sacrifica all'idolo scelto. Per questo dio sarà disposta a soffocare anche le esigenze più intime ed amorevoli. La donna-Eva porta necessariamente delle maschere in funzione delle aspettative degli altri; deve, infatti, rinunciare alla propria intima personalità per essere seducente agli occhi di quel mondo che "giace sotto il potere del maligno" ed incarna la malizia. Vuol essere sempre protagonista, come testimoniò una ragazza ex drogata "figlia" di suor Elvira.
Maria rappresenta invece la semplicità, la trasparenza, la purezza, il servizio a Dio ed al prossimo (cominciando dai familiari "Se poi qualcuno non si prende cura dei suoi cari, soprattutto di quelli della sua famiglia, costui ha rinnegato la fede ed è peggiore di un infedele" - 1 Tm. 5,8) e l'obbedienza ai comandamenti di Dio. Si preoccupa in primo luogo di piacere a Dio. La sua bellezza scaturisce dall'intima unione con Dio. Non ha bisogno di trucchi speciali per mettere in risalto lo splendore "naturale" che le deriva dalla comunione con il Signore "Gli Israeliti, guardando in faccia Mosè, vedevano che la pelle del suo viso era raggiante. Poi egli si rimetteva il velo sul viso, fin quando fosse di nuovo entrato a parlare con lui" (Es. 34,35). Non si preoccupa d'essere messa in luce o di essere presente sui palcoscenici del mondo ma, sotto ispirazione dello Spirito Santo, con convinzione afferma "L'anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente e Santo è il suo nome: di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono. Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre" (Lc. 1,46 seg.).
Maria non si lascia sedurre dall'antico avversario, ma medita le Parole del Signore ed è modello della donna biblica che piace a Dio:
"Una donna
perfetta chi potrà trovarla? Ben superiore alle perle è il suo valore.
In lei confida il
cuore del marito e non verrà a mancargli il profitto.
Essa gli dà
felicità e non dispiacere per tutti i giorni della sua vita.
Si procura lana e lino
e li lavora volentieri con le mani.
Ella è simile alle
navi di un mercante, fa venire da lontano le provviste.
Si alza quando
ancora è notte e prepara il cibo alla sua famiglia e dà ordini alle sue
domestiche.
Pensa ad un campo e
lo compra e con il frutto delle sue mani pianta una vigna.
Si cinge con energia
i fianchi e spiega la forza delle sue braccia.
E` soddisfatta,
perché il suo traffico va bene, neppure di notte si spegne la sua lucerna.
Stende la sua mano
alla conocchia e mena il fuso con le dita.
Apre le sue mani al
misero, stende la mano al povero.
Non teme la neve per
la sua famiglia, perché tutti i suoi di casa hanno doppia veste.
Si fa delle coperte,
di lino e di porpora sono le sue vesti.
Suo marito è stimato
alle porte della città dove siede con gli anziani del paese.
Confeziona tele di
lino e le vende e fornisce cinture al mercante.
Forza e decoro sono
il suo vestito e se la ride dell'avvenire.
Apre la bocca con
saggezza e sulla sua lingua c'è dottrina di bontà.
Sorveglia l'andamento
della casa; il pane che mangia non è frutto di pigrizia.
I suoi figli sorgono
a proclamarla beata e suo marito a farne l'elogio:
"Molte figlie
hanno compiuto cose eccellenti, ma tu le hai superate tutte!".
Fallace è la grazia
e vana è la bellezza, ma la donna che teme Dio è da lodare.
Datele del frutto delle sue mani e le sue stesse opere la lodino alle porte della città" (Pr. 31,10 seg.)
Maria Santissima, preceduta da diversi personaggi biblici femminili, Sue prefigure (Giuditta, Ester ecc.), è anche operativa. Diversamente da quanto molti amano credere e far credere la Madonna non perde occasione per evangelizzare l'umanità e per calpestare la testa del serpente antico. Con i suoi messaggi richiama il mondo alla conversione e alla comunione con Dio. Ribadisce la priorità della Parola di Dio, della preghiera, dei sacramenti, del digiuno ed invita tutti i suoi figli a vivere ed a diffondere i suoi messaggi. Quindi le mamme ed i papà sono stimolati a diffondere tali messaggi all'interno delle proprie famiglie e a non delegare il compito dell'evangelizzazione e della preghiera ad altri (quanti genitori pregano costantemente con i figli e per la salute dell'anima e del corpo dei propri figli?). Tutti i credenti sono invitati, altresì, ad essere testimoni di Cristo, anche in opposizione ad un mondo pagano che lo ha sostituito con gli idoli moderni: in primo luogo la televisione che nelle famiglie ha rimpiazzato la preghiera, il dialogo e la lettura della Parola di Dio ed è diventata spesso l'altoparlante di satana!
La donna ricopre un ruolo fondamentale nella società e, con il suo comportamento, condiziona spesso anche quello maschile. Satana tentò prima Eva e poi, mediante lei, anche Adamo. Non fece l'opposto!
Le figure femminili di Eva e di Maria sono quindi antitetiche. O la donna cerca di somigliare a Maria oppure somiglierà ad Eva con conseguenze personali, familiari e sociali diametralmente opposte. Eva tradirà, Maria sarà fedele! Suor Elvira ha giustamente affermato: "Se molte ragazze si fossero mantenute salde nelle loro convinzioni ed avessero agito di conseguenza, molti giovani non si sarebbero drogati!". Se Eva avesse obbedito a Dio, anche Adamo non sarebbe caduto, "influenzato" da Eva.
Il libro della Genesi ci avverte sulle catastrofiche conseguenze del peccato che verranno ribadite in altri passi della Scrittura.
[17]All'uomo disse: <<Poiché hai ascoltato la
voce di tua moglie e hai mangiato
dell'albero, di cui ti avevo comandato: Non ne devi mangiare,
maledetto sia il suolo per causa tua! Con dolore ne trarrai il cibo per tutti
i giorni della tua vita.
Gen. 3,17
[4]Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò
che è lassù nel cielo né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è
nelle acque sotto la terra.
[5]Non ti prostrerai davanti a loro e non li
servirai. Perché io, il Signore, sono il tuo Dio, un Dio geloso, che punisce
la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per
coloro che mi odiano,
[6]ma che dimostra il suo favore fino a mille
generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandi.
Es. 20,4
[29]Perché quanti commetteranno qualcuna di
queste pratiche abominevoli saranno eliminati dal loro popolo.
[30]Osserverete dunque i miei ordini e non imiterete
nessuno di quei costumi abominevoli che sono stati praticati prima di voi, né
vi contaminerete con essi. Io sono il Signore, il Dio vostro.
Lv. 18,29
[1]In quello stesso tempo si presentarono alcuni
a riferirgli circa quei Galilei, il cui sangue Pilato aveva mescolato con
quello dei loro sacrifici.
[2]Prendendo la parola, Gesù rispose:
<<Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei,
per aver subito tale sorte?
[3]No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete
tutti allo stesso modo.
[4]O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre
di Sìloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti
di Gerusalemme?
[5]No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete
tutti allo stesso modo>>.
Lc. 13,1
[13]Ma colui che era stato guarito non sapeva chi
fosse; Gesù infatti si era allontanato, essendoci folla in quel luogo.
[14]Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli
disse: <<Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non ti abbia ad
accadere qualcosa di peggio>>.
Gv. 5,13
[3]Orbene, io, assente col corpo ma presente con
lo spirito, ho già giudicato come se fossi presente colui che ha compiuto
tale azione:
[4]nel nome del Signore nostro Gesù, essendo
radunati insieme voi e il mio spirito, con il potere del Signore nostro Gesù,
[5]questo individuo sia dato in balìa di satana
per la rovina della sua carne, affinchè il suo spirito possa ottenere la
salvezza nel giorno del Signore.
1 Cor. 5,3
Numerosissimi passi della Sacra Scrittura illustrano la gravità del peccato, origine della caduta dell'uomo con tutto quanto ne è conseguito.
Nella
nostra epoca molti conoscono le scienze umane ma trascurano gli eterni
insegnamenti biblici e non parlano più delle conseguenze del peccato che si
manifestano nei mali che colpiscono l'umanità. Non solo, ma osservano con
astio o senso di ripugnanza coloro che mettono in guardia il prossimo da tali
pericoli.
Il peccato è causa prima dei mali psico-fisici che colpiscono le persone e che provocano sofferenze. Non mi riferisco ovviamente a quanti si trovano nella prova (es. Giobbe) o hanno chiesto al Signore di partecipare alle sue sofferenze per la redenzione dell'umanità (es. padre Pio), in quanto costoro sono collocati in una condizione particolare. Gesù stesso ha messo in guardia gli apostoli dalla facile equazione sofferenze = peccato personale o dei genitori, usata erroneamente al tempo di Gesù "Passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: - Rabbì, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perché egli nascesse cieco? -. Rispose Gesù: - Né lui ha peccato né i suoi genitori, ma è così perché si manifestassero in lui le opere di Dio" (Gv. 9,1 seg.). Però il Signore ha confermato le conseguenze generali del peccato "Poco dopo Gesù lo trovò nel tempio e gli disse: - Ecco che sei guarito; non peccare più, perché non ti abbia ad accadere qualcosa di peggio" (Gv. 5,13). Concetto avvalorato dallo Spirito Santo "Perciò chiunque in modo indegno mangia il pane o beve il calice del Signore, sarà reo del corpo e del sangue del Signore. Ciascuno, pertanto, esamini se stesso e poi mangi di questo pane e beva di questo calice; perché chi mangia e beve senza riconoscere il corpo del Signore, mangia e beve la propria condanna. E` per questo che tra voi ci sono molti ammalati e infermi, e un buon numero sono morti. Se però ci esaminassimo attentamente da noi stessi, non saremmo giudicati" (1 Cor. 11,27 seg.). Anche la Regina dei profeti, mediante il messaggio di Fatima, preavvisò l'umanità dei castighi futuri in caso di mancata adesione ai suoi appelli di conversione.
Il riferimento alle conseguenze dei peccati va fatto nei confronti di quanti li commettono disobbedendo alla legge divina, che ha un valore oggettivo ed eterno.
Questo concetto è basilare per comprendere le cause dei problemi che attanagliano molte persone. Solo rendendosi conto di ciò è possibile porre in atto i rimedi indispensabili per risolvere le cause. Satana, colui che ha introdotto la morte nel mondo "Ma la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo; e ne fanno esperienza coloro che gli appartengono" (Sap. 2,24), tenta continuamente l'uomo alla disobbedienza delle leggi divine ben sapendo che ciò comporta sofferenze per quanti lo ascoltano. Ed ecco che l'ateismo, gli aborti, gli adulteri, la lussuria, le perversioni, gli omicidi, le violenze, l'occultismo, l'omosessualità, la pedofilia ecc. divengono causa di problemi psicologici e fisici..
Poichè però il Signore ama profondamente l'umanità non cessa di inviarci avvisi dal cielo mediante Maria Santissima che ci rammenta l'importanza della conversione per recuperare l'amicizia di Dio, fonte di ogni bene, di ogni liberazione e di ogni guarigione. La consapevolezza del peccato, come causa primaria dei mali che ci circondano, non dev'essere una constatazione di ineluttabilità, ma un dono dello Spirito Santo per conoscerne le cause ed approntare i rimedi necessari (preghiera, lettura della Parola di Dio e Sacramenti) per cancellare anche le colpe commesse dai genitori "Non imputare a noi le colpe dei nostri padri, presto ci venga incontro la tua misericordia, poiché siamo troppo infelici." (Sal. 79,8).
Di conseguenza il sacramento della confessione è un dono di Dio anche come utile strumento di guarigione interiore e fisica, indispensabile per proseguire il cammino di santità "Egli perdona tutte le tue colpe, guarisce tutte le tue malattie" (Sal. 103,3). La Madonna a Medjugorje ha infatti raccomandato almeno la confessione mensile.
Purtroppo le teorie moderne, che non solo omettono la predicazione biblica ma rigettano come inconcepibile la correlazione peccato=conseguenze morali e fisiche, contribuiscono volenti o nolenti a condurre le persone dagli psicanalisti e dagli occultisti.
Solo la consapevolezza del peccato e dei suoi
effetti deleteri "Contro di te, contro te solo ho peccato, quello che
è male ai tuoi occhi, io l'ho fatto; perciò sei giusto quando parli, retto
nel tuo giudizio" (Sal. 51,6) - "Per il tuo sdegno non c'è in me
nulla di sano, nulla è intatto nelle mie ossa per i miei peccati. Le mie
iniquità hanno superato il mio capo, come carico pesante mi hanno oppresso.
Putride e fetide sono le mie piaghe a causa della mia stoltezza. Sono curvo e
accasciato, triste mi aggiro tutto il giorno. Sono torturati i miei fianchi,
in me non c'è nulla di sano" (Sal. 38,4 seg.) permette al salmista,
ispirato dallo Spirito Santo, di affermare come insegnamento per tutti noi "Ed
egli, pietoso, perdonava la colpa, li perdonava invece di distruggerli. Molte
volte placò la sua ira e trattenne il suo furore, ricordando che essi sono
carne, un soffio che va e non ritorna" (Sal. 78,38) - "Hai
perdonato l'iniquità del tuo popolo, hai cancellato tutti i suoi peccati. Hai
deposto tutto il tuo sdegno e messo fine alla tua grande ira. Rialzaci, Dio
nostra salvezza, e placa il tuo sdegno verso di noi (Sal. 85,3 seg.).
Come profetizzato dal profeta Isaia "Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità. Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui; per le sue piaghe noi siamo stati guariti" (53,5), Gesù è venuto per guarire le malattie e liberare dal diavolo quanti, con fede sincera, glielo chiedono (soprattutto mediante l'intercessione di Maria Santissima e dei santi), ma desidera prioritariamente che noi riconosciamo i nostri peccati e gli chiediamo di distruggerli ed è per questo che ha istituito il sacramento della confessione: immenso dono della Sua infinita misericordia.
Nella Genesi il Signore ci ha rivelato la presenza del demonio. Il nemico dell’umanità: l’omicida fin dall’inizio.
Negare l’esistenza di questo angelo decaduto impedisce la comprensione del male del mondo e, di conseguenza, diventa impossibile comprendere per quali ragioni il male perdura anche ai nostri giorni. Satana, infatti, tenta costantemente tutto il genere umano come fece con Adamo ed Eva. Purtroppo anche tra i cristiani e tra molti preti l’idea dell’esistenza del diavolo si è affievolita a tutto vantaggio di scienze umane incapaci di spiegare l’origine del male. Una di queste cosiddette scienze è stata la psicanalisi che ha minato la certezza dell’esistenza del diavolo. Prima di parlare del principe di questo mondo conviene riportare qualche considerazione riguardo alla psicanalisi
Mi considero uno dei più pericolosi nemici della religione,
ma essi non sembrano neppure sospettarlo.
I nazisti non li temo. Il nemico è la religione, la Chiesa
Cattolica.
Il mio atteggiamento nei confronti di qualsiasi religione
è di critica negativa.
Freud
“…Del resto si
consideri l’atteggiamento che Freud riservò ai suoi continuatori: egli
disprezzò i suoi allievi (che Jung giudicava un’accozzaglia di decadenti e
di mediocri), qualificò Adler e Jung — dopo averli tanto esageratamente stimati — come pazzi odiosissimi, riconobbe che anche altri collaboratori, e
tra i principali, erano proprio pazzi: il suo amico Weiss s’impiccò al
ritorno dalla luna di miele; Otto Gross, tanto stimato, divenne assassino e
morì suicida; Frink, tenuto in altissima considerazione, impazzì dopo il
disastroso matrimonio caldeggiato dallo stesso Freud; Tausk, ritenuto tanto
geniale, morì suicida sconvolto da una pazzia sconcertante, come diremo; una
sorte analoga toccò a Federn (il maestro del triestino Edoardo Weiss, primo
psicoanalista italiano); Rank stesso, il devotissjmo segretario di Freud,
non poté sfuggire al suicidio, esito d’una pericolosa pazzia che lo devastò
per vari anni; pazzo mori anche Reich; Stekel, cui erano state affidate alte
responsabilità nella promozione del movimento psicoanalitico, si meritò da Freud
la definizione di “alienato morale”; Ferenczi, personaggio ancor più
autorevole, morì completamente pazzo... (Tacciamo di altri collaboratori
meno noti)….”
Dal libro “Critica
alla psicanalisi” di Ennio Innocenti
Uno dei principali nemici della religione, come affermato da lui stesso, è stato il massone Freud. Mediante la creazione della psicanalisi che, secondo l'ottimo libro di don Ennio Innocenti "Critica alla psicanalisi", ha introdotto la perniciosa teoria che tutto, o quasi, debba riferirsi alla libido e all'attività sessuale. Secondo il volume in oggetto Freud era massone, cocainomane, omosessuale e con qualche problema psichico mentre alcuni discepoli sono morti suicidi.
Le teorie psicanalitiche che, secondo diversi autori, non sono scientifiche ma filosofiche in quanto, diversamente da quanto previsto dal metodo galileiano (base della moderna scienza), poggiano essenzialmente su ipotesi (infatti chi è in grado di dimostrare scientificamente l'esistenza del subcosciente, del super io dell'Es ecc.?) hanno minato il senso di colpa ed il libero arbitrio.
“…S’ingannerebbe e ingannerebbe gli altri se, per cancellare il
sentimento di colpa, pretendesse che la colpa stessa non esistesse più ». Al
contrario, insisteva Pio XII, è con la contrizione e l’assoluzione
sacramentale che si estirpa la colpa. Purtroppo, aggiungeva, « non è raro ai
nostri giorni che in certi casi patologici il sacerdote rimandi il suo
penitente dal medico; in questo caso dovrebbe essere piuttosto il medico a
indirizzare il suo cliente a Dio e a quelli che hanno il potere di rimettere
la colpa stessa in nome di Dio ». Il Papa non mancava di negare recisamente
che la psicoterapia possa rimaner neutrale rispetto al peccato materiale.
«Ancor meno la psicoterapia può dare all’ammalato il consiglio di commettere
tranquillamente un peccato materiale, perché egli lo commetterà senza colpa
soggettiva; questo consiglio sarebbe erroneo anche se una simile azione
dovesse sembrare necessaria per la distensione psichica dell’ammalato e,
perciò, per la finalità della cura ».
Nel 1954 Pio XII emanava una importante enciclica (Sacra Virginitas) e ne coglieva occasione per ribadirvi la sua condanna: ((Prima di tutto e senza alcun dubbio volgono le spalle al senso comune, che la Chiesa sempre ebbe in onore, coloro che considerano l’istinto sessuale come la più importante e maggiore inclinazione dell’organismo umano e ne concludono che l’uomo non può contenere per tutta la vita un tale istinto, senza grave pericolo di perturbare il suo organismo, sopra tutto i nervi, e di nuocere quindi all’equilibrio della personalità”.
Tuttavia, poiché l’influsso del freudismo non diminuiva all’interno della Chiesa e i suoi criteri venivano assunti perfino da moralisti cattolici, Pio XII sottoscrisse la condanna di Hesnard, del quale fece inserire vari libri all’Indice, e nel 1956 dispose che L’Osservatore Romano ne spiegasse i motivi in un articolo intitolato Psicoanalisi e mitomorale (23-24) gennaio 1956)” (opera citata, pag. 154).
“Il medico (non il filosofo,
non il teologo) Freud, paradossalmente, ignora che, per intraprendere Io
studio dei fenomeni patologici della «psiche », avrebbe dovuto dimostrare l’anatomia, la fisiologia, ecc. della
cosiddetta « psiche » normale, al fine di riconoscerne e curarne
la malattia.
Invece, egli non si domanda che
cos’è, scientificamente e sperimentalmente, la « psiche »: materia?
cervello? « Spirito »? E se « spirito »:
che cos’è
lo « spirito »? Quali le sue relazioni col corpo? Ecc.
Il “grande” Jung scriveva: « Noi non sappiamo che cos’è la psiche, più
di quanto sappiamo che cosa sia la vita. Si tratta di misteri che sì
compenetrano a vicenda e ci lasciano nell’assoluta incertezza sulla questione
di fino a che punto io sono il mondo e fino
a che punto il mondo è me ».
In conseguenza, il medico
Freud, non conoscendo la psiche — da un punto di vista medico — non conosce l’uomo.
Su questa fondamentale ignoranza, Freud imposta la costruzione della
sua «psicoanalisi», che pretende
curare la malattia unica e propria dell’uomo, la malattia della psiche.
Eppure, sulla scia di Janet,
Freud sembrava avvalorare il potere autonomo della cosiddetta « psiche », ad
es., nello scatenare la sintomatologia delle psiconevrosi.
Solo per questa ignoranza
scientifica della psiche e dell’uomo, Freud poteva mettere l’istinto e l’inconscio alla base
della vita dell’uomo, creando, come vedremo, il falso dell’uomo.
Pertanto, siamo costretti a
mettere a fuoco l’ignoranza scientifica di Freud.
Ma, sia ben chiaro: l’ignoranza è il male primo e più diffuso
dell’uomo. E noi ci riconosciamo altamente e culturalmente ignoranti,
certo, più di Freud. Tuttavia, per
doverosa affermazione di coscienza, per me e per tutti, è impossibile
accettare l’ignoranza come sapienza.
Dunque, non siamo noi a sfidare
Freud e i Freudiani di tutte le sette: è l’uomo, con la sua natura materiale
e spirituale, a sfidare Freud…”
Prof. Giuseppe Vattuone –
neuropsichiatria, dal libro “la Critica della psicanalisi”, pag. 183
Degne di profonda riflessione sono le seguenti considerazioni:
”Lei non fa mistero del fatto che bacia le sue pazienti e si lascia baciare », contesta Freud ad uno dei « santi fondatori » della psicoanalisi. Non sappiamo quale sarebbe oggi il suo commento imbattendosi in annunci economici dove si offrono — a pagamento assai profumato, s’intende — cure «psicoanalitiche » a base di trattamento erotico fra paziente (uomo o donna) e analista. Comunque è questo un fatto che solleva delicati problemi politici, come da noi ben mise in chiaro il laido caso del Braibanti, emerito plagiatore che, con maliziosa terapia, riusciva a soggiogare le coscienze delle sue vittime sulle quali trasferiva la propria bancarotta sessuale, psicologica, mentale e morale. Non è più solo Ugo Spirito a denunciare pubblicamente che non pochi giovani sono stati indotti al suicidio dal trattamento psicoanalitco. E’ Cesare Musatti che, in una intervista punto sospetta, afferma: « Certi psicoanalisti sono un pericolo pubblico.., certi pazienti si ammazzano durante la cura ».
A questo punto è la stessa professione psicoanalitica a porsi come problema per il politico. La valutazione di tale problema si fa ancora più urgente, secondo il nostro punto di vista, in considerazione dell’attuale imperversare del demonismo, cui certi cultori del freudismo sembrano offrire temerari servigi. E’ stato fatto notare che, proprio in coincidenza con il successo dell’Enciclopedia Illuministica, la ristampa dei manuali magici conobbe un vero boom editoriale.Nel secolo seguente proprio in coincidenza con l’affermarsi del positivismo, proliferarono dappertutto lo spiritismo e il teosofismo (mascherature aggiornate della mentalità magica): il successo dei conferenzieri materialisti cedeva a quelli dei più celebri medium.. Fu in questo periodo che comparve la psicoanalisi.
Nel nostro secolo il trionfo del neopositivismo va di pari passo con una sorprendente resurrezione della magia, della astrologia e di varie forme di occultismo; in questo quadro si colloca anche la crescente inflazione psicoanalitica. E essenziale alla psicoanalisi la sopravvalutazione dell’elemento demoniaco, sotterraneo ed oscuro della psiche (ossia l’Id). Non è tanto l’indicazione freudiana di « chiavi », che pur sembrano propriamente magiche, per interpretare i sogni a suggerirci questi accostamenti, quanto piuttosto il sospetto che anche in noi suscita l’insegna apposta su uno degli scritti freudiani sui sogni:
Flectere si nequeo superos - Acheronta Movebo: se non posso piegare i cieli, smuoverò le forze dell’inferno.
Il presidente dell’associazione più importante della psicoanalisi italiana, Emilio Servadio, è un emerito cultore di scienze occulte, che egli imparenta apertamente alla psicoanalisi, scienze che ambiscono giungere proprio là dove la magia (e non la bianca) ha sempre mirato, ossia a risolvere l’enigma dei rapporti fra spirito e materia (magari fotografando il pensiero!), a mettere in evidenza la possibilità di una azione diretta (in nostro possesso!) dell’intenzione e della .volontà sulla materia inerte, ad annullare la distinzione fra passato e futuro (magari con l’appello alla metempsicosi) e a cancellare l’irripetibilità della persona (con la sua responsabilità individuale!). Illusioni? Ma se è proprio Servadio a parlare di “realtà della magia” e di colleghi stregoni! Questo, a nostro avviso, ci invita a formulare la seguente domanda: non sarebbe per caso la psicoanalisi una facilitazione per il pervertimento del sacro, una sollecitazione demoniaca?
Ecco una questione veramente interessante per il politico. Forse egli non resterebbe indifferente se si introducessero in Italia certi riti magici dell’Africa o dell’Asia o dell’Oceania (e che nemmeno qui è opportuno descrivere); sarà forse inerte di fronte alle insinuazioni magiche e demoniache della psicoanalisi? Moravia ha ammesso: « Quando Freud parla dell’Es, probabilmente allude ad una forza istintiva in cui c’è tutto, forse anche Belzebub ».
Certo è che la psicoanalisi dissolve il peccato, dà diritto di cittadinanza alla colpa, manifesta il gusto di avvilire ciò che gli eroi, i martiri e i santi hanno testimoniato come alto e spirituale. Ora se questo non è demoniaco, che cosa sarebbe mai il demonio?
Quando la professione psicoanalitica serve da copertura ad una nozione che disgrega la personalità, diventa essa stessa un problema politico di urgente definizione. Ma non pochi pensano che la partitocrazia ormai diventata cinica complice dell’opera di avvilimento spirituale :ei popoli.
Per questo il sistema immunitario della società politica non reagi~e a dovere contro l’aggressione del virus psicoanalitico.
(opera citata, pag. 116/117)
Quanti preferiscono il sofà dello psicanalista al confessionale rimuovono il senso di colpa (e la fede!), ma non ottengono la remissione dei peccati. Non solo, ma le teorie psicanalitiche hanno ridotto il principio del libero arbitrio previsto dalla Parola eterna di Dio “Onestamente il Musatti riconosce che nella psicoanalisi della libertà rimane ben poco e tale da scarsamente accontentare giuristi, moralisti e teologi che di una libertà hanno bisogno per fondare razionalmente il concetto di responsabilità” (Opera citata pag. 135). Di conseguenza sia in campo cristiano sia in campo giudiziario la responsabilità oggettiva ha subito una pericolosa riduzione. Gli episodi di cronaca nera sempre più virulenti che hanno per protagonisti anche molti giovani "incapaci d'intendere e di volere" (solo nel momento dell'azione criminosa!) che sfociano in sentenze assolutorie o soft hanno per padre le teorie psicanalitiche riduttive della responsabilità individuale. Ecco spiegata la frase dello stesso Freud “Mi considero uno dei più pericolosi nemici della religione, ma essi non sembrano neppure sospettarlo” Le sue teorie hanno supportato la liberalizzazione sessuale spiegando che la compressione dei desideri (anche di quelli illeciti) procura nevrosi. Le sue teorie hanno insidiato e stanno insidiando gli eterni insegnamenti della Parola di Dio, garantendo indirettamente l'impunità a molti delinquenti che trovano nelle teorie psicanalitiche attenuazione e comprensione psicologica del loro operato. Per capirci, qualcuno ha coniato la battuta che se una persona ha commesso qualche azione riprovevole nella sua vita è perché nella sua infanzia molto probabilmente ha visto il padre in mutande o sul water!
Per una miglior comprensione del problema rimandiamo alla lettura dell'ottimo libro di don Ennio Innocenti "Critica alla psicanalisi" che riporta anche il parere dei papi in merito ai pericoli della psicanalisi. Il volume può essere richiesto direttamente all'autore (Don Ennio Innocenti- Via Capitan Bavastro N. 136 - Roma).
Del resto si sa, certi libri scomodi non compaiono di certo nelle vetrine del mondo che mostrano quanto invece piace al “principe di questo mondo”!
Dal libro di Giuseppe Cosco “Il serpente e l’arcobaleno”, Edizioni Segno di Udine:
<<Tra i padri spirituali del New Age si può annoverare anche lo psicologo Carl Gustav Jung. Scrive lo psicoanalista Aldo Carotenuto, il maggior studioso a livello mondiale del pensiero junghiano, che: “I motivi che legano Jung al New Age sono numerosi e degni di essere presi in seria considerazione. La nostra ipotesi è che l’influenza del pensiero psicologico di Jung su questo movimento sia tale da aver improntato di sé molti e non secondari versanti di esso” (Aldo Carotenuto, Jung e la cultura del XX secolo, Bompiani, Milano 1995, pag. 221.).
Carotenuto sottolinea che: “...una stretta relazione tra Jung e il movimento della New Age è da ravvedersi nel fatto che lo psicologo svizzero ha in qualche modo profetizzato l’avvento della New Age...” (Ibid., pag. 226), infatti “nel seminario sull’analisi dei sogni tenuto nel periodo 1928-1930, Jung si riferisce in modi inequivocabili alla successione delle età e all’Acquario (Jung 1928-1930, 405 sgg.) e, in modo particolare, nella seduta seminariale del 21 maggio 1930, fa riferimento specifico all’entrata dell’Acquario come all’avvento della nuova età...” (Ibid., pag. 227).
Nel marasma acquariano si pratica, pure, un altro tipo di magia nera più subdola e pericolosa perché si nasconde dietro una valenza culturale, filosofica e psicologica. E’ la magia degli stregoni del subcosciente, che pretendono di sondare gli abissi ascosi dell’inconscio collettivo, per risvegliare simboli e archetipi, dietro i quali si nascondono gli antichi e feroci dèi. E che di magia nera si tratti non vi è alcun dubbio.
Lo stesso Crowley annota: “In un voluminoso commento al Libro della Legge... <<Dobbiamo ringraziare Freud - e specialmente Jung - per aver esposto questa parte della dottrina magica così pienamente... >> (Kenneth Grant, Il risveglio della magia, Astrolabio, Roma 1973, pag. 67)”.
Ed
eccoci ancora a C.G. Jung, considerato profeta ed esponente del New Age,
nonché, uno dei padri del moderno satanismo. Egli “dopo aver discusso il significato della Trinità in termini di
archetipi... ne propone un’interpretazione <<ricostruttiva>> che di fatto passa da una teologia
trinitaria a una <<quaternitaria>>. Un sistema completo di
archetipi deve comprendere, infatti, quattro <<attori>>: il Padre
(l’unità), i suoi due Figli (Cristo e il diavolo: il conflitto) e lo Spirito
Santo (la riconciliazione o l’unità restaurata).
“Il suggerimento di Jung è che Cristo e il demonio sono emanazioni ugualmente potenti ma opposte del Padre, e che Satana deve essere inserito come quarta figura nella Divinità (trasformandola, appunto, da Trinità in Quaternità). Questa ricostruzione della Trinità ha anche una funzione terapeutica, all’interno dell’intero sistema junghiano che vuole portare alla luce l’<<ombra>>, l’aspetto <<oscuro>> (rappresentato appunto dal demonio) la cui cacciata nell’inconscio è stata responsabile di problemi di ogni genere (Cfr. Carl Gustav Jung, Psicologia e religione, tr. it., 4° ed., Edizioni di Comunità, Milano 1977, pagg. .88-111. Cfr. pure James Hillman, Il demoniaco come eredità di Jung, in Presenza ed eredità culturale di C. G. Jung, Cortina, Milano 1987, pagg. 93-102.). Idee di questo genere percorrono appunto il moderno satanismo manicheo...” (Massimo Introvigne, Il cappello del mago, SugarCo, Milano 1990, pag. 411).
E’ incredibile, la psicologia analitica di Jung, come condizione per il superamento della nevrosi, chiede l’integrazione del divino con l’ ombra (il demonio).
Osserva giustamente Maurizio Blondet che “Il sogno gnostico di ricostruire il pleroma originario, di integrare Apollo a Dionisio - il divino con la sua umbra, la sua parte maledetta per tornare nell’indistinzione-dissoluzione arcaica o fetale al <<di qua del bene e del male>> -, fu questo il vangelo di Jung” (Maurizio Blondet, Gli <<Adelphi>> della dissoluzione. Strategie culturali del potere iniziatico, Edizioni Ares, Milano 1994, pag. 161).
In “Psicologia e religione” Jung afferma chiaramente: “Giunti a una nevrosi abbiamo da fare, invariabilmente, con un’ombra considerevolmente intensificata. E per guarire è necessario cercare in che modo la personalità cosciente e l’ombra (Satana, ndA) possano convivere. Questo è un problema serio per tutti quelli che o si trovano essi stessi in tali condizioni, oppure debbono aiutare degli ammalati a vivere normalmente. (...) La riconciliazione di questi opposti è un problema di altissima importanza...” (Carl Gustav Jung, Psicologia e religione, tr. it., 4° ed., Edizioni di Comunità, Milano 1977, pag. 108).
La sua è una psicologia gnostico-satanica. In sostanza, Jung asserisce che la fine del Cristianesimo sarà terapeutica. Egli, infatti, afferma: “oggi, rimossi dalla civiltà occidentale monoteista, <<gli dèi sono diventati malattie>>, agiscono nell’inconscio come disturbi psichici” (Maurizio Blondet, Gli <<Adelphi>>..., cit., vedi nota 4, pag. 133).
Jung predica che “il bene e il male sono principia. <<Principio>> viene da prius, quel che era <<prima>>, quel che è <<all’origine>>. L’ultimissimo principio pensabile è Dio. I principia, riportati alla loro origine, sono aspetti di Dio. Il bene e il male sono principia del nostro giudizio etico, ma riportati all’ultima radice ontica sono <<inizi>>, aspetti di Dio, nomi di Dio” (Carl Gustav Jung, Bene e male nella psicologia analitica, Bollati Boringhieri, Torino 1993, pag. 22.).
Leggete ancora quanto egli scrive di Cristo e di Satana: “Questa coppia di opposti Cristo-Diavolo è originariamente contenuta nel creatore, e opera, come dice Clemente Romano, come sua mano destra e sua mano sinistra. Dal punto di vista psicologico, l’esperienza di Dio creatore rappresenta la percezione di un impulso strapotente che proviene dall’inconscio. Non sappiamo se questa efficacia strapotente debba essere chiamata buona o cattiva, sebbene non possiamo fare a meno di accoglierla o di maledirla, di darle un nome buono o cattivo... Così Yahwèh contiene entrambi gli aspetti...” (Ibid., pag. 38.).
Lo stesso, più avanti, nel libro citato, non fa mistero della sua avversione al Cristianesimo e scrive: “Non m’aspetto da nessun cristiano credente che continui a seguire il corso di questi miei pensieri, che forse gli sembreranno assurdi. Io non mi rivolgo, infatti, ai <<beati possidentes>> della fede ma a quella moltitudine per cui la luce è spenta, il mistero sommerso, e Dio è morto” (Carl Gustav Jung, Psicologia e religione, cit., pag. 125)>>.
[1]Il
serpente era la più astuta di tutte le bestie selvatiche fatte dal Signore
Dio. Egli disse alla donna: "E`
vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?".
[2]Rispose
la donna al serpente: "Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare,
[3]ma
del frutto dell'albero che sta in mezzo al
giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare,
altrimenti morirete".
[4]Ma
il serpente disse alla donna: "Non morirete affatto!
[5]Anzi,
Dio sa che quando voi ne mangiaste,
si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male".
Gen.
3,1 seg.
[7]Scoppiò
quindi una guerra nel cielo: Michele e i suoi angeli combattevano contro il drago.
Il drago combatteva insieme con i suoi angeli,
[8]ma
non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo.
[9]Il
grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e
che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono
precipitati anche i suoi angeli.
Ap.
12,7 seg.
"[12]Come
mai sei caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell'aurora? Come mai sei stato
steso a terra, signore di popoli?
[13]Eppure
tu pensavi: Salirò in cielo, sulle stelle di Dio innalzerò il trono, dimorerò
sul monte dell'assemblea, nelle parti più remote del settentrione.
[14]Salirò
sulle regioni superiori delle nubi, mi farò uguale all'Altissimo.
[15]E
invece sei stato precipitato negli inferi, nelle profondità
dell'abisso!"
Is.
14,12 seg.
[28]E
non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di
uccidere l'anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e
l'anima e il corpo nella Geenna.
Mt.
10,28
L'esistenza del diavolo è rivelata più volte nella Sacra Scrittura in quanto indispensabile per comprendere il mistero della redenzione salvifica di Cristo. L'intervento del sacrificio del Signore si è reso necessario per la cacciata di Adamo ed Eva che, disubbidendo a Dio, hanno ascoltato l'antico seduttore. L'esistenza del diavolo è altresì essenziale per comprendere il male nel mondo, opera del maligno che, ormai cronico ingannatore, conduce alla rovina gli uomini che lo ascoltano. Purtroppo in questo secolo, a causa dell'espansione del comunismo (che la Madonna ha profetizzato a Fatima come castigo di Dio causato dai peccati dell'umanità), si è diffusa la teoria (propagata, secondo certa documentazione riportata nel mio libro "Luce e tenebre", dal massone e satanista Carlo Marx) dell'inesistenza di Dio (materialismo dialettico) e del diavolo.
- Non è vero che il diavolo sia un'invenzione della
religione cristiana. Tutte le religioni contemplano, oltre al Paradiso (luogo
di beatitudine eterna), anche l'inferno (luogo di
tormenti eterni). A me interessa comunque trattare del diavolo in senso
biblico dato che, come ci insegna Gesù : "Non di solo pane vivrà
l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio" (Mt. 4,4). E
lo Spirito Santo (2 Tm 3,16 seg.)
dice: "Tutta la Scrittura infatti è ispirata da Dio ed utile per
insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l'uomo di
Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona".
Dalla Bibbia dunque impariamo che Dio creò gli angeli liberi e buoni; sennonché "Scoppiò quindi una guerra nel cielo: Michele ed i suoi angeli combattevano contro il drago. Il drago combatteva insieme con i suoi angeli, ma non prevalsero e non ci fu più posto per essi in cielo. Il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana e che seduce tutta la terra, fu precipitato sulla terra e con lui furono precipitati anche i suoi angeli" (Ap. 12,7).
Questa ribellione fu causata da Lucifero:
[12]"Figlio
dell'uomo, intona un lamento sul principe di Tiro e digli: Così dice il
Signore Dio: Tu eri un modello di perfezione, pieno di sapienza, perfetto in
bellezza;
[13]in
Eden, giardino di Dio, tu eri coperto d'ogni pietra preziosa: rubini, topazi,
diamanti, crisòliti, ònici e diaspri, zaffìri, carbonchi e smeraldi; e d'oro
era il lavoro dei tuoi castoni e delle tue legature, preparato nel giorno in
cui fosti creato.
[14]Eri
come un cherubino ad ali spiegate a difesa; io ti posi sul monte santo di Dio
e camminavi in mezzo a pietre di fuoco.
[15]Perfetto
tu eri nella tua condotta, da quando sei stato creato, finché fu trovata in
te l'iniquità.
[16]Crescendo
i tuoi commerci ti sei riempito di violenza e di peccati; io ti ho scacciato
dal monte di Dio e ti ho fatto perire, cherubino protettore, in mezzo alle
pietre di fuoco.
[17]Il
tuo cuore si era inorgoglito per la tua bellezza, la tua saggezza si era
corrotta a causa del tuo splendore: ti ho gettato a terra e ti ho posto
davanti ai re che ti vedano.
[18]Con
la gravità dei tuoi delitti, con la disonestà del tuo commercio hai profanato
i tuoi santuari; perciò in mezzo a te ho fatto sprigionare un fuoco per
divorarti. Ti ho ridotto in cenere sulla terra sotto gli occhi di quanti ti
guardano.
[19]Quanti fra i popoli ti hanno conosciuto sono rimasti attoniti per te, sei divenuto oggetto di terrore, finito per sempre".
Ez. 28,12 seg.
Ed a questo proposito "Così dice il Signore Dio. Quando scese negli inferi io feci far lutto: coprii per lui l'abisso, arrestai i suoi fiumi e le grandi acque si fermarono; per lui feci vestire il Libano a lutto e tutti gli alberi del campo si seccarono per lui" (Ez. 31,15 seg.). Bisogna provare, durante l'esorcismo, a leggere questi brani biblici agli angeli decaduti presenti nella persona indemoniata! Che reazioni! Che lezioni di teologia si ricavano!
Durante un esorcismo ricordo Lucifero, che possedeva fin dalla nascita una donna di circa quarant'anni, rimbeccare il sacerdote che gli leggeva il passo appena citato: "Non è vero! Non volevo adorarlo!". Al che, trovandomi presente, gli obiettai (citando Is. 14,12 seg.): "Per forza! Volevi che fosse Lui ad adorare te!". Subito il demonio tacque in quanto, come ci ha insegnato Gesù nelle tentazioni del deserto, quando si risponde a satana citando frasi bibliche con fede, ed ovviamente a proposito, il diavolo immediatamente zittisce; dato che nulla può contro la Parola di Dio "Venuta la sera, gli portarono molti indemoniati ed egli scacciò gli spiriti con la sua parola…" (Mt. 8,16).
Qualche teologo ritiene che il demonio si ribellò al piano di redenzione (Dio che si sarebbe fatto uomo in Gesù), presentatogli "in anteprima", in quanto non voleva adorare un "uomo". Tale teoria[2][2] è, secondo il mio modesto parere, errata in quanto:
a) in pieno contrasto con i punti biblici sopraccitati;
b) il piano di "redenzione" è stato ideato proprio per salvare l'uomo che aveva peccato disobbedendo a Dio ed ascoltando il demonio "Gen. 3,1 seg.) e quindi non si comprende la logica di presentare "in anteprima" un piano di salvezza e di redenzione ad angeli che erano già demoni;
c) contraddice la Parola di Dio: "Tra i perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo che vengono ridotti al nulla; parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria. Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla; se l'avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria" (1 Cor. 2,6 seg.) - (Da "Luce e tenebre", pag. 13 seg.)
Per quanto concerne l’attività del diavolo rimando gli interessati ai miei libri “Trattato di demonologia”, “Luce e tenebre” e “Storie di esorcismi – la fossa del leone”.
L’amore misericordioso di Dio che, nonostante i peccati dell’umanità, continua ad amarci ha fissato dei comandamenti affinché la loro osservanza generi amore verso di Lui, datore della vita, e del prossimo. Purtroppo queste semplici regole d’amore verso Dio ed il prossimo vengono costantemente disattese fomentando problemi nelle famiglie e nell’intera società.
[16]Ed ecco un tale gli si avvicinò e gli disse: <<Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?>>.
[17]Egli rispose: <<Perché mi interroghi su ciò che è buono? Uno solo è buono. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti>>.
Mt. 19,16
[19]La circoncisione non conta nulla, e la non circoncisione non conta nulla; conta invece l'osservanza dei comandamenti di Dio.
1 Cor. 7,19
[9]Infatti il precetto: Non commettere adulterio, non uccidere, non rubare, non desiderare e qualsiasi altro comandamento, si riassume in queste parole: Amerai il prossimo tuo come te stesso.
[10]L'amore non fa nessun male al prossimo: pieno compimento della legge è l'amore.
Rm. 13,9
Il prof. Pierluigi Zampetti, docente di Storia delle dottrine dello Stato e autore di varie pubblicazioni, ha affermato che i comandamenti possono essere considerati anche delle "regole sociali". Quindi, dico io, non vi è alcuna necessità di "inventare" i valori "condivisi" (purtroppo anche qualche alto prelato si è dimenticato che esistono i comandamenti e si affanna a ricercare i "valori comuni").
Queste regole sociali essenziali per raggiungere la vita eterna (Mt. 19,16) hanno anche una grandissima importanza per la pacifica convivenza umana. Ma poiché il diavolo conosce assai bene l'importanza dei comandamenti, fa di tutto per spingere l'umanità a trasgredirli e pare che, in questa nostra epoca neopagana, vi sia riuscito grazie anche ai deficit di catechesi in campo cattolico, al notevole aiuto ottenuto da molti mass media, al timore di non essere à la page di molti fedeli, alla connivenza degli angeli neri e soprattutto alla carenza generalizzata della preghiera, considerata un opzional anche da molti catechisti e preti moderni.
Ritengo quindi interessante esaminare i guasti provocati da satana al riguardo.
[6]Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese di
Egitto, dalla condizione servile.
[7]Non avere altri dei di fronte a me.
[8]Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù in cielo,
né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la
terra.
[9]Non ti prostrerai davanti a quelle cose e non le servirai. Perché
io il Signore tuo Dio sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei
figli fino alla terza e alla quarta generazione per quanti mi odiano,
[10]ma usa misericordia fino a mille generazioni verso coloro che mi
amano e osservano i miei comandamenti.
[11]Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio perché il
Signore non ritiene innocente chi pronuncia il suo nome invano.
[12]Osserva il giorno di sabato per santificarlo, come il Signore Dio
tuo ti ha comandato.
[13]Sei giorni faticherai e farai ogni lavoro,
[14]ma il settimo giorno è il sabato per il Signore tuo Dio: non fare
lavoro alcuno né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo schiavo, né la
tua schiava, né il tuo bue, né il tuo asino, né alcuna delle tue bestie, né
il forestiero, che sta entro le tue porte, perché il tuo schiavo e la tua
schiava si riposino come te.
[15]Ricordati che sei stato schiavo nel paese d'Egitto e che il
Signore tuo Dio ti ha fatto uscire di là con mano potente e braccio teso;
perciò il Signore tuo Dio ti ordina di osservare il giorno di sabato.
[16]Onora tuo padre e tua madre, come il Signore Dio tuo ti ha
comandato, perché la tua vita sia lunga e tu sii felice nel paese che il
Signore tuo Dio ti dá.
[17]Non uccidere.
[18]Non commettere adulterio.
[19]Non rubare.
[20]Non pronunciare falsa testimonianza contro il tuo prossimo.
[21]Non desiderare la moglie del tuo prossimo. Non desiderare la casa
del tuo prossimo, né il suo campo, né il suo schiavo, né la sua schiava, né
il suo bue, né il suo asino, né alcuna delle cose che sono del tuo prossimo.
[22]Queste parole pronunciò il Signore, parlando a tutta la vostra
assemblea, sul monte, dal fuoco, dalla nube e dall'oscurità, con voce
poderosa, e non aggiunse altro. Le scrisse su due tavole di pietra e me le
diede.
Dt. 5,6 seg.
Ø
Il primo e più
importante comandamento (cap. 6-10)
E' stato annullato dal materialismo dialettico che ha soppresso persino l'idea di Dio. L'eresia comunista, profetizzata dalla Madonna a Fatima in risposta alla mancata conversione dell'umanità, ha, infatti, eliminato il senso di Dio e persino tra i fedeli ha invertito l'importanza dei comandamenti, ponendo al primo posto l'amore verso il prossimo e dimenticando che in assenza del primo comandamento è praticamente impossibile attuare l'altro "Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano" (Gv. 15,5 seg.)
Diversi Vip dello spettacolo, dei mass media e della politica si vantano d'essere atei e persino un prete ha affermato "Se Dio c'è dovrebbe vergognarsi!"; queste loro esternazioni fanno chiaramente presa tra i teledipendenti. E’ ovvio che se si elimina il senso di Dio, vengono automaticamente rimossi tutti gli altri comandi divini. Il posto di Dio però è stato occupato da altri idoli : la carriera, il protagonismo, la politica, il denaro, il sesso. E molti "atei" (compresi influenti uomini politici) si rivolgono a maghi, medium, sensitivi, oroscopi ecc. per domandare consigli ed ottenere risposta ai loro problemi in cambio di cospicue offerte e sostanziosi pagamenti! D'altronde, diversamente dall'adorazione al vero Dio, quella al dio alternativo si paga profumatamente!
Ø
Non nominare
il nome di Dio invano (cap. 11)
Non solo il nome di Dio viene utilizzato a sproposito in numerosi film, ma viene bestemmiato con parole e con rappresentazioni pubbliche tra l'indifferenza quasi generale anche da parte della Chiesa e delle autorità preposte al rispetto delle leggi a tutela delle convinzioni religiose (reati perseguibili d'ufficio), nel nome "della tolleranza" che alimenta l'accrescimento a senso unico (anticristiano) della prevaricazioni. Sfilate di moda, canzoni Rock[3], spettacoli vari, immagini pubblicitarie non perdono occasione di bestemmiare Colui che ha dato la vita per riscattare l'umanità! D'altronde certe carriere si ottengono grazie all'adorazione di satana mediante il patto diabolico o commettendo azioni a lui gradite![4]
Ø
Ricordati di
santificare le feste (cap. 12-14)
Il giorno del Signore, che con l'avvento del cristianesimo è diventato la domenica, unitamente ai giorni festivi (intervalli temporali favorevoli per la preghiera più intensa, il riposo dalle occupazioni lavorative, le letture edificanti ecc.) si è trasformato nel giorno del dio pallone, della discoteca ed anche del lavoro non indispensabile per la comunità. Infatti si vendono scarpe, giocattoli ecc. come in tutti gli altri giorni della settimana.
Ø
Onora tuo
padre e tua madre (cap. 16)
Non solo i genitori non sono più ascoltati ed onorati, ma subiscono oltraggi ed episodicamente vengono pure ammazzati onde ottenere denaro per le canne, le pere ecc. come, purtroppo, le cronache giornalistiche evidenziano sempre più spesso. E, fatto strano, i figli minorenni, considerati perfettamente in grado di recarsi ai festival di cantanti satanici, di fumare le canne, di consumare il sesso vengono ampiamente giustificati in quanto "incapaci di intendere e di volere (solo nel momento dell'azione criminosa!) quando compiono efferati delitti, soprattutto se di matrice satanica.
I consigli disinteressati ed amorevoli dei genitori per i figli sono ampiamente annullati dalle teorie di certi professori, di personaggi dello spettacolo, dei media ecc. i quali, fatte salve le solite eccezioni, hanno un comune denominatore: la diffusione di modelli anticristiani. Per non parlare dei figli che si prodigano nel sociale ed omettono di onorare i propri genitori!
Ø
Non uccidere
(cap. 17)
Cominciando dagli aborti è subentrato un attacco contro la vita che sta proseguendo con l'eutanasia ("pratiche" stigmatizzate anche da numerosi interventi del Santo Padre) per arrivare alla progressiva eliminazione, nel nome dell'interesse generale, di vecchi, ammalati, handicappati ecc..
Mentre da un lato constatiamo un'accanita critica da parte di un certo laicismo nei confronti di quanti, per difendersi in sintonia col Catechismo della Chiesa Cattolica e col codice penale, sono stati costretti ad uccidere un violento aggressore, dall'altro lato assistiamo (almeno in Italia) ad una generalizzata tolleranza verso gli ingiusti omicidi (incapacità d'intendere e volere presunte - in quanto esclusivamente legate ad un episodio passato -, comprensioni e benefici vari rendono le tenui pene sempre meno deterrenti).
Ø
Non commettere
adulterio (cap. 18)
Uno dei peccati più gravi, frequentemente stigmatizzato nella Sacra Scrittura in quanto offensivo del prossimo (un marito ed una moglie traditi non sono certo felici di tale situazione e, di conseguenza, anche i figli che subiscono gli effetti deleteri della successiva separazione) è ormai passato di moda. Una insistente campagna mass mediatica tende a far considerare l'adulterio come una esigenza moderna utile per rinsaldare i rapporti e per soddisfare le propri esigenze. Cominciando dai film che mostrano come il sesso sia appagante solo fuori del matrimonio, per arrivare alle telenovelas dei divorzi ed alle esternazioni pubbliche dei vari amanti esibiti come "trofei", una strategia diabolica aggredisce l'ammonimento divino "Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne" (Gen. 2,24). Persino molti preti mettono in discussione il celibato da loro liberamente accettato per essere "eunuchi" per il Regno di Dio e considerano tollerabili le relazioni "adulterine" (hanno, infatti, tradito il voto di castità e di fedeltà fatto a Dio!).
Ø
Non rubare
(cap. 19)
Tangentopoli, svendopoli, corruttopoli ecc. sono un macroscopico esempio della violazione di un preciso comandamento divino. Anche la "tolleranza" verso i ladri ed i rapinatori pluridenunciati che, soprattutto nel nostro Bel Paese, persistono nella loro "tranquilla" attività (questa tranquilla attività richiama manovalanza delinquenziale anche dall'estero attirata dal Bengodi), è il risultato dell'indifferenza della nostra società nei confronti dei comandamenti di Dio.
Ø
Non pronunciare
falsa testimonianza contro il tuo prossimo (cap. 20)
La falsa testimonianza con i suoi corollari è ormai di moda ed è un mezzo per denigrare gli avversari attribuendo ai medesimi azioni o discorsi inesistenti. Mi pare superfluo evidenziare che si tratta di un grave atteggiamento contro il prossimo!
Ø
Non desiderare
la moglie ed i beni del prossimo
Questi due ultimi comandamenti sono talmente disattesi grazie anche ad una martellante pubblicità che stimola il consumismo a servizio del protagonismo. Il telefonino sempre più à la page, le vacanze esclusive, l'ultimo modello d'auto per essere er più stimolano di conseguenza il tentativo d'eguaglianza ed alimentano l'invidia per gli idoli degli altri con tutte le relative conseguenze. L'eliminazione del peccato d'adulterio, inoltre, contribuisce a rendere il desiderio della moglie altrui come una semplice espressione di libertà da non soffocare. Naturalmente i valori che rendono una donna ottima e ricca di personalità, indipendentemente dal mero aspetto estetico, vengono ampiamente trascurati nella pubblicità e nei mass media che evidenziano quasi esclusivamente la bellezza rendendo la donna solo un oggetto del desiderio (grazie anche a certi film ed a certi registi che mostrano quasi esclusivamente "fondo schiena").
Dall'esame del rovesciamento diabolico dei comandamenti è impossibile non notare la strategia di una "mens" che conosce perfettamente la Parola di Dio e che cerca, con l'aiuto degli strumenti delle tenebre e dei suoi profeti, di spingere l'umanità alla perfetta inosservanza della stessa. Una mens talmente sottile che mentre propone azioni sotto l'egida della libertà, imprigiona nella schiavitù dell'idolatria quanti cadono nel tranello. Le conseguenze della droga, dell'adulterio, degli aborti, degli omicidi, dei furti, dell'invidia ecc. a carico di quanti compiono tali azioni vengono spesso artatamente ovattate per non allarmare. Del resto il Serpente antico si presentò a Eva con voce suadente "Sarete come Dio!".
Ciò che più infastidisce, comunque, sono le lacrime di coccodrillo di certi ipocriti che pur conoscendo perfettamente la causa di molti mali si chiedono pubblicamente il perché!
L'infinita misericordia di Dio, però, sta donando all'umanità un faro di Luce per riconciliare gli uomini con Lui (azione impossibile senza il pentimento e il ritorno all'osservanza dei comandamenti). E questo faro di Luce sono le apparizioni della Madonna a Medjugorje. Ovviamente le più bistrattate anche da molti cosiddetti cristiani, figli di "questo mondo". Ed ecco che i riflettori dei mass media rimangono spenti, fatte salve poche eccezioni, sui fatti di Medjugorje; quindi anche sull'edificante raduno annuale dei giovani provenienti da tutto il mondo che costituiscono una boccata di ossigeno in questo mondo inquinato dai fumi di satana! Ovviamente costituiscono un "cattivo esempio" per questo mondo alla rovescia…..ed alla deriva. La Madonna, infatti, invita i cari figli (preti e laici) a vivere e a diffondere i suoi messaggi. Messaggi talmente rivoluzionari ed essenziali da riuscire a trasformare un tossico (spesse volte ladro e delinquente) in una persona nuova a servizio di Dio e del prossimo (come testimoniano i numerosi "figli" di suor Elvira). Uno "scandalo" per questo mondo di tenebra che giace sotto il potere del maligno (1 Gv. 5,19)! "Cattivi esempi" da tenere accuratamente nascosti!
[21]Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi mi ama. Chi mi ama sarà amato dal Padre mio e anch'io lo amerò e mi manifesterò a lui.
Gv. 14,21
[6]Io t'invoco, mio Dio: dammi risposta; porgi l'orecchio, ascolta la mia voce,
[7]mostrami i prodigi del tuo amore: tu che salvi dai nemici chi si affida alla tua destra.
[8]Custodiscimi come pupilla degli occhi, proteggimi all'ombra delle tue ali,
[9]di fronte agli empi che mi opprimono, ai nemici che mi accerchiano.
Sal. 17,6
[8]Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e sempre!
Eb. 13,8
Vi sono persone che non "hanno conosciuto l'amore di Dio", come la Madonna ha spiegato alla veggente Mirjana di Medjugorje riferendosi alla condizione degli atei. Tra quanti non hanno ancora conosciuto l'amore di Dio vi sono però anche numerosi cristiani. Fra i "credenti" esistono, infatti, molte persone che "credono" nell'esistenza di Gesù, ma che nei fatti lo considerano staccato dalla loro dimensione umana. Queste persone vanno a Messa, si confessano e pregano (magari anche il Rosario), ma non hanno un colloquio con Gesù vivo, concretamente attento alle nostre necessità. Con quel Gesù che, come raccontato dal Vangelo, si accostava a tutte le necessità umane, spirituali e fisiche, e che ci ha donato "Il Padre nostro": la più bella preghiera che ci insegna a rivolgerci con confidenza a Dio Padre misericordioso ed amorevole. Lo stesso Dio - che concedeva le grazie a quanti, con fede, gliele domandavano - agisce nella nostra vita quando gliene diamo l'opportunità invocandolo e supplicandolo, nascosto nell'Eucarestia o presente effettivamente quando due o tre persone sono riunite nel suo nome per pregarlo (Mt. 18,19 seg.).
I salmi ci insegnano a rivolgerci a Dio mediante un colloquio diretto e vivo; ci stimolano a ringraziarlo, a lodarlo, a pregarlo e a supplicarlo. Solo un'esperienza sensibile con Gesù può creare un'intima comunione con il Signore. Un grande aiuto ci viene offerto dalla Madre nostra divina che a Fatima ha detto: "Il mio Cuore Immacolato sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio". Solo chi sperimenta l'incontro con l'infinito Amore di Dio può gustare le risposte del Signore alle nostre necessità spirituali e fisiche, da Lui sollecitate (Mt. 7,7 seg.), ed ottenere la Sua manifestazione, promessa nel Vangelo a quanti lo amano.
Le invocazioni durante la Messa, l'adorazione Eucaristica, le preghiere davanti al crocifisso sono dei momenti particolarmente favorevoli per vivere questo intimo colloquio con l'Onnipotente; con Colui che, unico esempio nel mondo, ha liberamente donato la sua vita per ciascuno di noi "Con lui Dio ha dato vita anche a voi, che eravate morti per i vostri peccati e per l'incirconcisione della vostra carne, perdonandoci tutti i peccati, annullando il documento scritto del nostro debito, le cui condizioni ci erano sfavorevoli. Egli lo ha tolto di mezzo inchiodandolo alla croce; avendo privato della loro forza i Principati e le Potestà ne ha fatto pubblico spettacolo dietro al corteo trionfale di Cristo" (Col. 2,13 seg.).
Chi mai ha fatto questo per noi? Solo l'infinito amore di Dio poteva attuare ciò. E' lo stesso Dio che ci ascolta quando ci accostiamo a lui per tutte le nostre necessità. E l'incontro con Gesù vivo, oltre a guarire ed a liberare dalla schiavitù delle tenebre, cambia radicalmente i cuori come possono testimoniare le centinaia di ragazzi ex tossici di Suor Elvira.
Solo la preghiera fatta con fede al Signore vivente può ottenere le grazie che desideriamo e le risposte alle nostre domande. E' necessario assumere il medesimo atteggiamento di quanti, nei racconti del Vangelo, lo supplicavano senza esitazione in quanto supportati dalla visione "fisica" del Signore. La preghiera, quindi, non dev'essere un'abitudine contratta col tempo, ma un colloquio vivo con Gesù e con Maria, la quale intercede sempre per i figli che la invocano, in particolare se utilizzano il Rosario; la preghiera più efficace dopo la Santa Messa e più volte raccomandata durante le apparizioni mariane.
"Ricordati
o piissima Vergine Maria,
non si è mai udito al mondo
che qualcuno abbia ricorso al tuo patrocinio,
implorato il tuo aiuto,
chiesto la tua protezione
e sia stato abbandonato.
Animato da tale confidenza,
a te ricorro,
o Madre,
o Vergine delle vergini,
a te vengo e,
peccatore contrito,
innanzi a te mi prostro.
Non volere, o Madre del Verbo,
disprezzare le mie preghiere,
ma ascoltami propizia
e esaudiscimi.
Amen"
S. Bernardo di Chiaravalle
"In qualsiasi necessità invocate la Madonna e vi assicuro che
sarete esauditi!"
S. Giovanni Bosco
Io credo che non riusciremo mai a comprendere, almeno su questa terra, l'importanza della devozione a Maria Santissima. Il Signore prima di morire affidò l'umanità, simboleggiata dall'apostolo Giovanni, a Sua Madre che visse in seguito nella casa dell'apostolo prediletto da Gesù. Ciò significa che se da un lato tutto il genere umano è affidato da Dio a Maria Santissima in qualità di Madre, dall'altro lato il dono speciale della devozione alla Madonna viene regalato a coloro che Gesù predilige o sceglie a Suo insindacabile giudizio. Giovanni che l'accolse nella sua casa visse, secondo la tradizione, fino a 90 anni; non fu martirizzato e scrisse, grazie all'intercessione della Sposa dello Spirito Santo, il Vangelo più teologico. Non dobbiamo trascurare il fatto che la Madonna è stata scelta dallo Spirito Santo per evangelizzare l'umanità idolatra mediante le numerosissime apparizioni mariane; basti pensare, senza trascurare le altre, a Guadalupe, Lourdes, Fatima, Medjugorje ed alla loro influenza sull'umanità.
Ho scritto il libro "La Regina dei profeti" sull'importanza della Madonna nel piano redentivo e salvifico di Dio ed ho anche parlato dell'importanza della devozione mariana negli altri miei libri a cui rimando gli interessati per maggiori approfondimenti. Naturalmente consiglio la lettura del best seller "Trattato della vera devozione alla Santa Vergine e Il segreto di Maria" di San Luigi M. Grignion da Montfort, indispensabile vademecum di ogni vero devoto mariano del quale riporterò i seguenti brani.
"Per mezzo della Santissima Vergine Maria Gesù Cristo è venuto nel
mondo; ugualmente per mezzo di lei, egli deve regnare nel mondo".
"Dove c'è Maria non c'è lo Spirito maligno; uno dei segni più
infallibili che uno è condotto dallo spirito buono è l'essere molto devoto di
Maria Vergine, il pensare spesso a lei, parlarne spesso. Un santo aggiunge
che, come la respirazione è un segno certo che il corpo non è morto, così il
ricordo frequente e l'amorosa invocazione di Maria è un segno certo che
l'anima non è morta per il peccato.
Allo stesso modo che solamente Maria, dice la Chiesa assistita dallo
Spirito Santo, sconfisse tutte le eresie: - Tu sola hai distrutto tutte le
eresie nel mondo intero -, nonostante che i critici borbottino, mai alcun
fedele devoto di Maria cadrà nell'eresia o nell'illusione almeno formale.
Potrà forse errare materialmente, prendere la menzogna per la verità e lo
spirito maligno per il buono, sebbene più difficilmente di un altro; ma
presto o tardi conoscerà il suo sbaglio e il suo errore materiale, e riconosciutolo
non si ostinerà affatto, ma si ritratterà docilmente."