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IL DIGIUNO CATTOLICO ED IL RAMADAN

 

[5]E` forse come questo il digiuno che bramo, il giorno in cui l'uomo si mortifica? Piegare come un giunco il proprio capo, usare sacco e cenere per letto, forse questo vorresti chiamare digiuno e giorno gradito al Signore?

[6]Non è piuttosto questo il digiuno che voglio: sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi e spezzare ogni giogo?

[7]Non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato, nell'introdurre in casa i miseri, senza tetto, nel vestire uno che vedi nudo, senza distogliere gli occhi da quelli della tua carne?

[8]Allora la tua luce sorgerà come l'aurora, la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia, la gloria del Signore ti seguirà.

[9]Allora lo invocherai e il Signore ti risponderà; implorerai aiuto ed egli dirà: <<Eccomi!>>. Se toglierai di mezzo a te l'oppressione, il puntare il dito e il parlare empio,

[10]se offrirai il pane all'affamato, se sazierai chi è digiuno, allora brillerà fra le tenebre la tua luce, la tua tenebra sarà come il meriggio.

[11]Ti guiderà sempre il Signore, ti sazierà in terreni aridi, rinvigorirà le tue ossa; sarai come un giardino irrigato e come una sorgente le cui acque non inaridiscono.

Is. 58,5 seg.

 

[1]Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per esser tentato dal diavolo.

[2]E dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, ebbe fame.

Mt. 4,1 seg.

 

"Di fronte al rapido mutare delle condizioni sociali e culturali caratteristico del nostro tempo, e in particolare di fronte al moltiplicarsi dei contatti interreligiosi e al diffondersi di nuovi fenomeni di costume, diventa sempre più necessario riscoprire e riaffermare con chiarezza l'originalità del digiuno e dell'astinenza cristiani…"

Il senso cristiano del digiuno e dell'astinenza, ed. CEI, cap.7

 

 

Per alcuni giorni siamo stati ripetutamente inondati da immagini ed articoli che i vari mass media hanno dedicato al Ramadan. Diversamente dallo spazio che notoriamente il potere informativo dedica ai cristiani (quasi nullo!) il "digiuno" musulmano è stato posto in bella evidenza come fosse un esempio da imitare e ciò ha ingenerato confusione tra il digiuno cattolico e quello musulmano. La lettura di libri quali "Il vero volto dell'immigrazione" e "Il quarto livello" aiutano a comprendere certe strategie che lasciano comunque molte persone assai perplesse.

Conviene quindi, pure nel doveroso rispetto del libero arbitrio di ognuno,  fare un po’ di chiarezza ad uso e consumo dei cattolici affinchè non restino ingannati al riguardo, sentendosi magari inferiori ai modelli propinati dai mass media.

Esiste infatti una profonda differenza tra il digiuno cristiano ed il ramadan musulmano in quanto in campo cattolico "…C'è dunque un intimo legame fra il digiuno e la conversione della vita, il pentimento dei peccati, la preghiera umile e fiduciosa, l'esercizio della carità fraterna e la lotta contro l'ingiustizia: - Buona cosa è la preghiera con il digiuno e l'elemosina con la giustizia…-"[1] - "…Così l'astensione del cibo è sempre unita all'ascolto e alla meditazione della parola di Dio, alla preghiera e all'amore generoso verso coloro che hanno bisogno…Il digiuno è l'anima della preghiera e la misericordia la vita del digiuno…San Leone Magno afferma che il vero digiuno quaresimale consiste nell'astenersi non solo dai cibi, ma anche e soprattutto dai peccati"[2]. Sempre in campo cattolico:

1)      La legge del digiuno "obbliga a fare un unico pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po’ di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate".

2)      La legge dell'astinenza proibisce l'uso delle carni, come pure dei cibi e delle bevande che, ad un prudente giudizio, sono da considerarsi come particolarmente ricercati e costosi.

3)      Il digiuno e l'astinenza, nel senso sopra precisato, devono essere osservati il Mercoledì delle Ceneri (o il primo venerdì di quaresima per il rito ambrosiano) e il Venerdì della Passione e Morte del Signore Nostro Gesù Cristo; è consigliato il Sabato Santo sino alla veglia pasquale.

4)      L'astinenza deve essere osservata in tutti e singoli i venerdì di Quaresima, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità (come il 19 o il 25 marzo). In tutti gli altri venerdì dell'anno, a meno che coincidano con un giorno annoverato tra le solennità, si deve osservare l'astinenza nel senso detto oppure si deve compiere qualche altra opera di penitenza, di preghiera, di carità.

5)      Alla legge del digiuno sono tenuti tutti i maggiorenni fino al 60° anno iniziato; alla legge dell'astinenza coloro che hanno compiuto il 14° anno di età.

6)      Dall'osservanza dell'obbligo della legge del digiuno e dell'astinenza può scusare una ragione giusta, come ad esempio la salute. Inoltre, "il parroco, per una giusta causa e conforme alle disposizioni del Vescovo diocesano, può concedere la dispensa dall'obbligo di osservare il giorno (…) di penitenza, oppure commutarlo in altre opere pie….."[3].

E' necessario chiarire che "…. Le comunità ecclesiali, come pure ogni singolo cristiano, sono impegnati a trovare i modi più adatti per praticare il digiuno e l'astinenza secondo l'autentico spirito della tradizione della chiesa, nella fedeltà viva alla loro originalità cristiana. Questi modi consistono nella privazione e comunque in una più radicale moderazione non solo del cibo, ma anche di tutto ciò che può essere di qualche ostacolo ad una vita spirituale pronta al rapporto con Dio nella meditazione e nella preghiera, ricca e feconda di virtù cristiane e disponibile al servizio umile e disinteressato del prossimo…".[4]

Conviene inoltre ricordare che, da Medjugorje, la Madonna ha richiesto il digiuno a pane ed acqua per tutti i venerdì dell'anno ed in alcuni momenti particolari anche di mercoledì.

Per quanto concerne i cattolici esiste quindi un invito al digiuno e all'astinenza da attuarsi (nei periodi indicati) con costanza e soprattutto esiste un legame inscindibile tra il digiuno, l'astinenza e:

a)      la meditazione della Parola di Dio ed in particolare la passione e la morte di Gesù;

b)      la preghiera;

c)      le opere di carità;

d)      il digiuno dal peccato.

 

L'obbligo del digiuno durante il mese di ramadan "costituisce una delle prescrizioni fondamentali dell'islamismo ed è sancito dal Corano. Tale digiuno comporta l'astensione completa da qualsiasi cibo e bevanda (oltre che dai rapporti coniugali, dai profumi e dal tabacco) per il periodo che va dall'alba (indicato come il momento "in cui si può distinguere un filo nero da uno bianco") al tramonto…Al tramonto tutti i divieti cadono, e le notti vengono trascorse in festeggiamenti. Chi sia impossibilitato, per ragioni di salute o altro, a compiere il digiuno lo deve rinviare ad altro periodo. Il digiuno ha valore di purificazione e di riconoscimento dei benefici concessi da Dio agli uomini, e commemora la "fissazione dei destini" avvenuta appunto in una notte imprecisata nel mese di ramadan…"[5]

A parte quindi le differenze teologiche, che chiunque può comparare,  tra il digiuno e l'astinenza cattolici e il digiuno del ramadan, quello musulmano può essere inteso non come un'astensione vera e propria dal cibo, ma uno spostamento di orario in quanto al tramonto " tutti i divieti cadono, e le notti vengono trascorse in festeggiamenti".

 

 

 

 



[1] Il senso cristiano de digiuno e dell'astinenza, Ed. CEI, cap. 3

[2] Il senso cristiano de digiuno e dell'astinenza, Ed. CEI, cap. 5

[3] Il senso cristiano de digiuno e dell'astinenza, Ed. CEI, cap. 13

[4] Il senso cristiano de digiuno e dell'astinenza, Ed. CEI, cap. 10

[5] Enciclopedia universale Rizzoli Larousse