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IL DIAVOLO SUL LAVORO

 

[8]Di nuovo il diavolo lo condusse con sé sopra un monte altissimo e gli mostrò tutti i regni del mondo con la loro gloria e gli disse:

[9] "Tutte queste cose io ti darò, se, prostrandoti, mi adorerai".

[10]Ma Gesù gli rispose: "Vattene, satana! Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi culto".

Mt. 4,8 seg.

 

Un terreno fertile per l'attività diabolica è sicuramente l'attività lavorativa, in tutti i vari settori, che si presta, per le sue caratteristiche, ad innumerevoli interventi satanici.

Chi lavora, infatti, può essere sedotto facilmente dal dio carriera sul cui altare vengono sacrificati gli spazi da dedicare alla famiglia ed alla qualità della vita. E per far carriera molte persone, uomini e/o donne, sono disposte a vendere anima e corpo, mentre altre persone richiedono l'anima ed il corpo per concederla.[1] Non soltanto il sesso e/o l'appartenenza a sette occulte possono diventare, in certi casi, gli elementi fondamentali per raggiungere le agognate mete, ma anche la denigrazione dei colleghi o la mormorazione sono armi improprie usate per primeggiare a discapito degli altri. Negli ambienti lavorativi, purtroppo anche cattolici, sembra infatti che certe persone vivano una situazione "schizofrenica" nella quale scompaiono gli usuali valori evangelici: indispensabili punti di riferimento in ogni occasione.  Libri come "Via col vento in Vaticano" evidenziano un comportamento, anche da parte di alcuni uomini di chiesa, non certo in sintonia con i comandamenti di Dio. E' chiaro quindi che il grande seduttore stimola le persone (e vi riesce, purtroppo, assai bene!) a comportarsi in maniera antitetica ai due comandamenti principali: l'amore verso Dio e verso il prossimo. Certe promiscuità poi paiono "inventate" apposta per favorire l'adulterio. Non è certo il caso di dettagliare la varie situazioni in cui molti lavoratori sposati sono costretti a operare in coppia per molte ore al giorno. Guardandosi attorno, ognuno potrà identificare con facilità le postazioni lavorative in oggetto. Certe scelte legislative ed imprenditoriali poi fanno da corredo all'andazzo. Ad esempio il par time non è ancora un diritto, soprattutto in Italia che riconosce ormai tutti i diritti. Di conseguenza, in barba alla Costituzione che promuove la famiglia, le donne con figli non hanno ancora ottenuto il diritto al par time e debbono, in maniera stressante, conciliare le esigenze lavorative con quelle familiari, con gravi ripercussioni nell'educazione dei figli, nei rapporti familiari e sociali. L'abuso degli straordinari, richiesti dagli imprenditori, non favorisce l'occupazione e la qualità della vita e molti stipendi e salari vicini alla soglia della sussistenza stridono con la vita da nababbi condotta invece da alcuni imprenditori. Un compenso più adeguato consentirebbe alle donne desiderose di restare a casa per seguire al meglio i figli di poterlo fare con benefico effetto sull'intera società; molti drogati e sbandati sono infatti figli di separazioni, di solitudine, di carenza d'affetto ecc.

La valutazione dei lavoratori da parte della dirigenza molte volte è assai discutibile e provoca malcontenti spesso giustificati in quanto "altri valori" vengono favoriti a scapito di professionalità e competenze e l'ammonimento del Signore "Non giudicate secondo le apparenze, ma giudicate con giusto giudizio!" (Gv. 7,24) resta sovente lettera morta. Per contrastare l'azione del diavolo è quindi indispensabile, come ci ricorda la Madonna, pregare incessantemente per la conversione del mondo ed adottare i rimedi essenziali per neutralizzare l'azione del maligno.

 

 

 

 



[1] LAVORO: DONNE; PER 30,4% CARRIERA DOVUTA A RICATTI SESSUALI
 

(ANSA) - ROMA, 31 GEN - I ricatti sessuali pesano nel 

percorso lavorativo delle donne. Il 30,4% delle donne-quadro 

intervistate dall'Unionquadri afferma che la carriera e' stata 

condizionata da proposte di natura sessuale da parte di 

superiori; un altro 30,4% su dice a conoscenza di episodi di 

molestie sessuali nel proprio ambiente di lavoro.  

   Importante anche avere un aspetto fisico gradevole per fare 

carriera in ufficio: a pensarla cosi' e' quasi il 70% delle 

intervistate. Il dato sui ricatti sessuali e' ''impressionante'' 

per il ministro per le pari oppotunita', Laura Balbo, 

soprattutto perche' - ha detto - ''ce lo siamo nascosto per 

anni''. A suo avviso, ''una presenza molto diffusa di ricatti 

sessuali e' una caratteristica pesante del mondo del lavoro con 

la quale bisogna confrontarsi''. 

   Sui ricatti a sfondo sessuale nei posti di lavoro, anche 

l'Istat fornisce alcune cifre e stima in 728 mila le donne che 

hanno subito molestie, ricatti o violenze sessuali sul lavoro; 

236 mila quelle che hanno denunciato questi fatti negli ultimi 

tre anni. Per 366 mila donne il ricatto e' venuto al momento 

dell'assunzione, per 238 mila per mantenere il posto. Sempre 

secondo l'Istat il 30,5% dei casi riguarda impiegate o dirigenti 

della pubblica amministrazione e del settore delle 

intermediazioni, diplomate o laureata con un'eta' fra i 25 e 44 

anni. (ANSA).

 

     MAS

31-GEN-00 15:21