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Il Natale pagano

[1]In principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio.

[2]Egli era in principio presso Dio:

[3]tutto è stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esiste.

[4]In lui era la vita e la vita era la luce degli uomini;

[5]la luce splende nelle tenebre, ma le tenebre non l'hanno accolta.

[6]Venne un uomo mandato da Dio e il suo nome era Giovanni.

[7]Egli venne come testimone per rendere testimonianza alla luce, perché tutti credessero per mezzo di lui.

[8]Egli non era la luce, ma doveva render testimonianza alla luce.

[9]Veniva nel mondo la luce vera, quella che illumina ogni uomo.

[10]Egli era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, eppure il mondo non lo riconobbe.

[11]Venne fra la sua gente, ma i suoi non l'hanno accolto.

[12]A quanti però l'hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio: a quelli che credono nel suo nome,

[13]i quali non da sangue, né da volere di carne, né da volere di uomo, ma da Dio sono stati generati.

[14]E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di verità.

Gv. 1,1 seg.

Messaggio da Medjugorje

25 dicembre 1999

 

 

Cari figli,
questo è tempo di grazia.
Figlioli, oggi in modo speciale assieme a Gesù Bambino che tengo fra le braccia, io vi dò la possibilità di decidervi per la pace. Attraverso il vostro sì alla pace e la vostra decisione per Dio vi si apre una nuova possibilità per la pace. Solo così figlioli il tempo di questo secolo sarà per voi un tempo di pace e di prosperità. Perciò mettete il neonato Gesù Bambino al primo posto nella vostra vita ed Egli vi condurrà sulla via della salvezza.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.

Messaggio dato a Jakov


Cari figli,
oggi, anniversario della nascita di mio Figlio, quando il mio cuore è pieno di una gioia che non si può misurare, con amore invito tutti alla completa apertura e al completo abbandono a Dio. Gettate fuori tutte le tenebre dal vostro cuore, permettete alla luce e all'amore di Dio di entrare nel vostro cuore e di rimanervi per sempre. Siate portatori della luce di Dio e del suo amore a tutti gli uomini così che tutti in voi e attraverso voi possano sentire e sperimentare la vera luce e il vero amore che solo Dio può dare.
Io vi benedico con la mia benedizione materna.

 

Fino a qualche anno fa il Santo Natale evocava, nelle nazioni cristiane, un’atmosfera particolare: l’incontro con il Signore della vita che nasceva nei cuori dei credenti. Con il Gesù del Vangelo che si accosta all’umanità per salvarla, guarirla dai mali spirituali e fisici e difenderla da ogni insidia del demonio. Con il Signore che, come ci insegna l’Apocalisse, sta alla porta e bussa per essere invitato "come ospite d’onore" nelle nostre famiglie e nei nostri cuori. Non sfonda la porta ma, rispettoso del nostro libero arbitrio, attende che gli apriamo per concederci i doni promessi nel Vangelo. Il principe di questo mondo sta invece creando progressivamente un’altra atmosfera: quella consumistica e pagana. Anzi, sta imponendo una presentazione del Santo Natale legata ad un Babbo Natale laicista: buono per tutte le ideologie, ateismo compreso; un Babbo Natale che è possibile esportare persino in Cina, da "buon paese comunista" notoriamente persecutore nei confronti dei cattolici. Il Natale quindi si sta trasformando quasi esclusivamente in un'occasione di affannosa ricerca di beni voluttuari: l’ultimo modello di telefonino, di automobile, di computer, di pelliccia ecc.; anche se ciò che possediamo funziona ancora ottimamente. I negozi sono di fatto costretti da questa situazione a restare aperti durante tutte le festività natalizie....lasciando in coda anche il Signore: il vero Re di queste feste. Non dobbiamo infatti dimenticare che le festività natalizie esistono per rammentarci un evento religioso che ha teologicamente rinnovato la salvezza umana e stabilito la nuova alleanza tra Dio e gli uomini. E quanti non credono a tale evento o lo avversano dovrebbero, per coerenza e serietà, rifiutare di godere di tali festività e chiedere di lavorare durante le medesime! Ma questi tali se ne guardano bene dal proporlo! Quindi tale occasione di riflessione e di conversione si sta trasformando in un’adorazione al dio del consumo!

La Madonna, da Medjugorje, ci richiama ad una maggior preghiera e meditazione biblica in occasione del Natale e ad una comunione con Dio (eucarestia, confessione) e con i familiari. E l’umanità, come risposta ai suoi inviti, impegna la maggior parte del tempo natalizio negli acquisti e nei cenoni o lavorando a pieno regime per permettere tutto ciò! Ma relegando Dio all’ultimo posto (violando quindi il primo comandamento) ed allontanandoLo sempre più dalla nostra vita consentiamo al principe di questo mondo di portarci "i suoi regali": droga, prostituzione, adulteri, violenza, rapine, separazioni familiari, disperazione, solitudine, pornografia, pedofilia, orgoglio omosessuale, manipolazioni genetiche ecc.

Certi uragani e bombe meteorologiche che si sono intensificati alla fine di questo millennio dovrebbero far riflettere in quanto, come c'insegna la Bibbia, il Signore ha sempre castigato l'umanità infedele per stimolarla alla conversione. Conviene quindi approfittare di questo "tempo di grazia" concesso al mondo (seguendo l'esempio degli abitanti di Ninive dopo la predicazione del profeta Giona (3,1 seg.), come insistentemente ci rammenta la Madonna da Medjugorje mediante i suoi messaggi. Ed il grande Giubileo che la Chiesa ha indetto per richiamare il mondo alla conversione ne costituisce una via privilegiata "Per la Chiesa l'apertura della Porta Santa segna l'ingresso in un nuovo millennio di vita e di testimonianza. Ingresso che affronta senza paura del futuro ma, anzi, con rinnovata speranza e fiducia nell'uomo e, soprattutto nel suo salvatore Gesù. E' lui il vero protagonista del Giubileo che per ogni credente consiste in una rinnovata occasione per entrare in contatto con il messaggio di salvezza portatoci duemila anni fa e ancora valido…"[1]

 

 

 

 

 



[1] Mons. Crescenzo Sepe (presidente del Comitato per il Giubileo) - "Il Giornale", 28 dicembre 1999, pag. 7